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Acque: c’è del torbido in Friuli Venezia Giulia

Crisi idrica. I problemi di potabilità dell’acqua si fanno sempre più ricorrenti, segno che molti acquedotti sono ormai al limite

Acque: c’è del torbido in Friuli Venezia Giulia

La nostra rete idrica è un colabrodo, ma anche sulla qualità si cominciano a registrare criticità, nonostante la nostra acqua potabile sia considerata tra le migliori a livello nazionale. Tra condotte vecchie, condizioni meteo sempre più difficili, con lunghi periodi siccitosi alternati a piogge torrenziali e falde inquinate, anche in Fvg, dove di oro blu ne abbiamo sempre avuto in abbondanza, le situazioni di crisi si ripetono con cadenza preoccupante.
L’ultima in ordine di tempo riguarda il Friuli Occidentale, dove l’acqua risulta talmente torbida da superare i parametri fissati per la potabilità. A Maniago e Vajont, i sindaci Andrea Carli e Lavinia Corona, hanno emesso mercoledì 6 novembre un’ordinanza di non potabilità dell’acqua. La zona interessata nella città dei coltelli, riguarda la frazione di Maniagolibero, ma solo in alcune vie, quelle che si riforniscono dall’Acquedotto Fous. Per tutte le altre abitazioni, servite dall’acquedotto San Carlo non ci sono problemi. Esteso a tutto l’abitato di Vajont il divieto di utilizzare l’acqua per scopi alimentari.
Nei due Comuni, Livenza Tagliamento Acqua, l’azienda che si occupa della rete idrica nel Maniaghese ha posizionato alcune cisterne per l’approvvigionamento dei cittadini interessati.
Non si tratta soltanto di un problema di acqua di scarsa qualità per le famiglie: Dario Roncadin, amministratore delegato dell’importante azienda che a Meduno produce pizze, sconfortatodall’ emergenza idrica che da circa un mese causa ripetuti fermi produttivi, il 5 novembre ha scritto una lettera nella quale chiede azioni risolutive per evitare che si ripeta la perdita di produzione registrata a più riprese. “Occorre ragionare tutti insieme, e al più presto - ha scritto l’imprenditore - su un piano di interventi concreti, finalizzati a gestire eventuali altre emergenze in maniera più tempestiva e più efficiente, con comunicazioni chiare sui tempi”.
All’inizio dello scorso ottobre il problema aveva colpito molti Comuni del Pordenonese in occasione di un’ondata di maltempo importante, ma non certo eccezionale come quella sperimentata un anno orsono con la tempesta Vaia. Ad Aviano, invece, a inizio anno, l’acqua emanava odori sgradevoli, causati probabilmente dalla sostanza organica portata nei bacini montani dalla tempesta.
Anche a voler scorrere le cronache, emergono problemi legati alle tubature ormai vecchie, come nel caso di Amaro dove l’acqua a fine estate usciva dai rubinetti rossa, come avvenuto un paio di anni orsono a Treppo Grande (ci sono però altri Comuni con lo stesso problema). Nei due casi citati i problemi sono stati risolti con il rifacimento completo delle condutture o con procedure innovative di sanificazione che hanno permesso di far tornare la situazione alla normalità, ma è del tutto evidente che la gran parte della rete idrica regionale ha sulle spalle parecchi decenni e gli interventi d’urgenza rischiano di diventare rapidamente la norma.

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