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Caso Regeni, a processo gli 007 egiziani

Il 4 dicembre la Procura di Roma notificherà la chiusura indagini. Il procedimento si celebrerà anche se il Cairo non dovesse riconoscerne la legittimità

Caso Regeni, a processo gli 007 egiziani

Svolta nel caso Regeni, il ricercatore friulano ucciso al Cairo cinque anni fa. I pm di Roma manderanno a processo gli 007 egiziani perché in possesso di "prove univoche e concordanti". Ieri il premier Conte ha contattato ufficialmente il presidente Al Sisi per parlare di questioni economico-militari, ma sul tavolo c'è stato anche il caso Regeni.
Il 4 dicembre sarà notificata la chiusura indagini per i cinque agenti del servizio segreto egiziano iscritti due anni fa nel registro degli indagati. Per loro verrà chiesto il processo con l'accusa di omicidio.
Il processo si celebrerà anche se il Cairo non dovesse riconoscere la legittimità del procedimento italiano

"Le notizie di oggi sulla determinazione della procura di Roma di formalizzare a giorni le accuse nei confronti degli agenti e mandanti della tortura e dell'omicidio di Giulio Regeni è molto positiva", commenta il consigliere regionale di Open Sinistra Fvg, Furio Honsell. "Finalmente il governo egiziano sarà costretto a rispondere alla richiesta di verità che la famiglia pone da quasi cinque anni e con lei tutti coloro che credono nella giustizia. Finalmente sembrano superati gli opportunismo militari ed economici anche del nostro Paese".

"Bisogna agire presto, lo studente dell'Università di Bologna Zaky e con lui tanti altri attivisti per la libertà e i diritti civili in Egitto sono a rischio perché incarcerati senza processo. La battaglia per Giulio che noi abbiamo sempre sostenuto e una battaglia di civiltà per tutti", conclude Honsell.

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