Home / Cronaca / Gorizia, nel cantiere spuntano ossa umane

Gorizia, nel cantiere spuntano ossa umane

Nessun delitto accanto al duomo di Sant'Ilario: fanno parte di un'antico cimitero, risalente al 1700

Gorizia, nel cantiere spuntano ossa umane

Nessun mistero da risolvere: le ossa umane rivenute ieri mattina a ridosso del Duomo di Gorizia, durante i lavori di riqualificazione di Corte Sant’Ilario, dovrebbero appartenere, secondo le prime indagini, al vecchio cimitero risalente, presumibilmente, al 1700 o forse anche a periodi precedenti.

Una scoperta che non sembra aver destato molta sorpresa negli addetti ai lavori in quanto, come si legge nella relazione archeologica allegata al progetto, “alcuni studiosi ritengono che già nel XIV secolo si sia iniziato a seppellire i morti intorno alla chiesa”.

Peraltro, le condizioni dei resti rinvenuti, ovvero non uno scheletro intero ma ossa ‘rimescolate’ fanno dedurre che il piccolo camposanto sia stato più volte ‘profanato’ nel corso degli ultimi secoli durante i diversi cantieri aperti per modificare, ampliare, ristrutturare il Duomo. Duomo le cui origini, va ricordato, sono medievali, anche se “alcuni studiosi ritengono che già prima del Mille venne edificata una piccola cappella dedicata ai Santi Ilario e Taziano”.

Considerando che si tratta, in ogni caso, di resti umani, appena le ossa sono apparse, l’archeologo incaricato dall’ Associazione temporanea d’imprese, formata da Ici coop di Ronchi dei Legionari e ‘Deon’ di Belluno che sta effettuando anche i lavori di restyling della piazza di San Rocco, ha informato non solo la Soprintendenza e il Comune ma anche la Questura che ha subito sequestrato l’area e inviato sul posto la Polizia scientifica per gli accertamenti.

Come detto, però, sembra si possa escludere decisamente qualsiasi intervento delittuoso considerando anche le recenti scoperte di muri risalenti a una vecchia canonica e a un battistero del 1700, collegate al quale ci potrebbero essere proprio le sepolture di cui sono stati trovati i resti.

Gli assessori ai lavori pubblici, Arianna Bellan e alla sicurezza, Stefano Ceretta, insieme ai dirigenti Alessandro De Luisa e Marco Muzzatti, si sono recati subito sul posto per capire l’entità del ritrovamento e, con i rappresentanti dell’impresa, la Direzione lavori, la Soprintendenza e la Questura stessa, verificare anche quanto questa scoperta potrà incidere sui tempi relativi alla conclusione dei lavori.

“Naturalmente dovranno essere effettuate tutte le indagini del caso - sottolineano gli assessori Ceretta e Bellan - così come è stato fatto per i rinvenimenti precedenti e, conoscendo la serietà di tutti i soggetti che si stanno occupando di questa vicenda, dall’impresa alla Soprintendenza, dalla Direzione lavori alla Questura, non abbiamo dubbi che così sarà. Ovviamente, il nostro auspicio è che nel pieno rispetto delle regole, l’intervento possa procedere e concludersi in ogni caso nei tempi previsti”.

Le origini del Duomo di Gorizia sono medievali: la sua presenza è accertata nel 1296, ma si ritiene esistesse almeno dalla prima metà del Trecento. Alcuni studiosi ritengono che già prima del Mille venne edificata una piccola cappella dedicata ai Santi Ilario e Taziano. Ma la prima notizia esplicita sulla chiesa di S.Ellaro (Sant’Ilario) è contenuta i un documento del 1342. Di quell'antica cappella non restano che il vestibolo dell'altare del SS. Sacramento, e l'edicola sulla facciata esterna. Alla fine del XIV secolo, per far fronte all’aumento della popolazione della città bassa, la chiesa fu ampliata. Questa nuova chiesa, costruita in stile gotico, è stata ultimata nel 1525. Numerosi interventi vennero fatti nei secoli successivi, XVII e XVIII, e la facciata venne completata nel XIX secolo. Seguirono numerose opere di restauro, anche a seguito dei bombardamenti della Prima guerra mondiale.

Parallela alla chiesa dei santi Ilario e Taziano, divenuta chiesa parrocchiale nel 1460, sorse la chiesa di Sant’Acazio per volere di un certo Michele cappellano di Santo Spirito nel 1471. La chiesa è incorporata nella chiesa dei Sant Ilario e Taziano e si trova in fondo alla navata destra, di fianco al presbiterio. Alcuni studiosi ritengono che già nel XIV secolo si sia iniziato a seppellire i morti attorno alla chiesa.

(Foto di monsignor Arnaldo Greco).

0 Commenti

Cultura

Economia

Sport news

Politica

Il Friuli

Business

Green

Family

Invia questa pagina ad un tuo amico
I campti contrassegnati con * sono obbligatori