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Il Giorno del Ricordo alla foiba di Basovizza

Il vicepremier Matteo Salvini: "Chi nega, uccide due volte. Oggi mi sono emozionato e commosso, durante la preghiera per i nostri connazionali"

Il Giorno del Ricordo alla foiba di Basovizza

Alla foiba di Basovizza si è tenuta la cerimonia del Giorno del Ricordo celebrata alla presenza del ministro dell'Interno Matteo Salvini, del presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani, del sindaco Roberto Dipiazza e di numerose autorità civili, militari e religiose. Presenti anche il prefetto di Trieste Valerio Valenti, il questore Giuspeppe Petronzi, la presidente di Fdi Giorgia Meloni, il governatore del Fvg Massimiliano Fedriga, Roberto Menia promotore della Legge che istituì Il Giorno del Ricordo, il sottosegretario di Stato Vincenzo Zoccano, il vice presidente della Camera Ettore Rosato, assieme alle parlamentari dem Debora Serracchiani e Tatjana Rojc, e al segretario regionale del Pd Fvg Cristiano Shaurli, e il Presidente della Lega Nazionale Paolo Sardos Albertini.

"Perché non ci siano piú in Italia morti di serie A e morti di serie B. Chi nega, uccide due volte. Oggi a Basovizza mi sono emozionato e commosso, durante la preghiera per i nostri connazionali Martiri delle foibe e nell’ascolto delle storie dei loro famigliari. Grazie, noi non dimentichiamo", ha detto il vicepremier Salvini.

"A Basovizza per rendere onore ai martiri delle foibe. Chi nega ciò che è accaduto è complic", ha detto Tajani.

"Non posso nascondere l'emozione di tornare anche quest'anno, il 10 febbraio, a Basovizza", ha detto Meloni. "Ho iniziato a fare politica quando di foibe era proibito parlarne, quando nelle assemblee studentesche venivamo aggrediti dagli alfieri dell'antifascismo. Oggi il ricordo delle vittime delle foibe e dell'esodo istriano, giuliano e dalmata, è memoria condivisa da tutti. Abbiamo vinto, l'Italia ha vinto".

"Il Friuli Venezia Giulia non dimentica il dramma dell'esodo e delle foibe: ricordare è un atto doveroso di giustizia nei confronti di tutte le vittime". Lo ha dichiarato il governatore Fedriga, a margine della cerimonia. "Una data impressa nella coscienza della nostra comunità, quella del 10 febbraio, a cui istituzioni e cittadini guardano con profondo rispetto, consapevoli che solo la conservazione della memoria può mantenere in vita chi, senza responsabilità alcuna, ne è stato barbaramente privato".

Netta inoltre la presa di distanze del governatore dalle iniziative dell'Anpi mirate a rileggere i tragici eventi del confine orientale nel secondo dopoguerra. "Il lungo percorso di pacificazione compiuto, che ci permette oggi, dopo troppi anni di colpevole oblio, di ricordare il dramma delle foibe, impone - ha affermato Fedriga - di mantenere alta la guardia da revisionismi tesi esclusivamente a rinverdire divisioni sulla pelle delle vittime".

Assegnare a questa pagina di Storia la medesima dignità riservata ad altre diventa così obiettivo, secondo il ministro Salvini, "per garantire giustizia e verità a centinaia di migliaia di donne e uomini strappati dalle proprie terre per la sola colpa di essere italiani".

"Se il superamento delle divisioni rappresenta dunque condizione necessaria per consolidare la stabilità in Europa, è pur vero che un albero privo di radici profonde è destinato a morire: ecco
perché - ha concluso Salvini - cerimonie come quella del 10 febbraio sono ancora oggi essenziali nella vita di una comunità".

"Le istituzioni devono con fermezza alzare la voce davanti a chi ancora oggi cerca di negare la tragedia delle foibe e di sminuire il dramma umano dell'esodo istriano, fiumano e dalmata". Lo ha detto oggi alla Foiba di Monrupino, il vicegovernatore Riccardo Riccardi a margine della deposizione di una corona di fiori in occasione del Giorno del Ricordo. In questa cavità carsica, vicina alla ferrovia, trovarono la morte per mano dell'esercito jugoslavo per lo più prigionieri, in buona parte italiani, provenienti dalla zona di Fiume e dall'Istria Orientale. Come sottolineato dal vicegovernatore, non ci si può dimenticare che questa è stata una pagina di storia nascosta agli italiani per troppi anni. "Un silenzio - ha ricordato Riccardi - che lasciò nell'oblio il sacrificio d tanti uomini e tante donne che vennero uccisi con la sola colpa di essere italiani".

"E' importante coltivare la memoria - ha spiegato il vicegovernatore - affinché le giovani generazioni conservino il ricordo del dolore e delle sofferenze di una stagione storica alla quale da appena quindici anni lo Stato italiano ha conferito un riconoscimento ufficiale". Riccardi ha poi rimarcato l'importanza e l'autorevolezza della partecipazione alla Foiba di Monrupino del presidente del Parlamento europeo, Antonio Tajani.

"E' la prima volta - ha rimarcato Riccardi - che un presidente del Parlamento europeo interviene in forma ufficiale agli eventi celebrativi del Giorno del Ricordo e questo testimonia un riconoscimento di alto profilo che proviene da un'istituzione, l'Unione europea, la quale, non dobbiamo dimenticarlo, pur con i difetti e i limiti emersi in questo ultimo periodo, ci ha consentito di vivere in pace per tutti questi anni".

Oltre al vicegovernatore Riccardi e al presidente Tajani, tra la altre autorità civili e militari, hanno presenziato alla cerimonia anche i consiglieri regionali Danilo Slokar e Claudio Giacomelli.

"Siamo tornati come ogni anno alla Foiba di Basovizza a rendere omaggio agli Esuli e alle vittime innocenti, e a ribadire con forza che intolleranza e morte non devono più tornare a segnare queste terre, che la verità non va negata. Questi sono principi fondamentali che appartengono alla Nazione, che il Partito democratico ha nelle sue fibre più intime e che vogliamo tutelare perché hanno contribuito a scrivere la storia del nostro Paese". Lo ha affermato il vicepresidente della Camera Rosato.

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