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Ipotesi di peculato, perquisiti casa e uffici di Mauro Vagaggini

Contestate distrazioni di denaro pubblico per 130mila euro. "Sono pronto a difendermi" commenta l'ex presidente di Atap

Ipotesi di peculato, perquisiti casa e uffici di Mauro Vagaggini

La casa e gli uffici di Mauro Vagaggini, ex presidente di Atap, sono stati perquisiti dal Nucleo di polizia economica e finanziaria di Pordenone, su delega della Procura, per l'ipotesi di peculato continuato in qualità di presidente del Cda e ad dell'azienda e di Sti, società dei trasporti partecipata dalla stessa Atap.

All'origine delle perquisizioni ci sono due dettagliati esposti, presentati dagli attuali vertici di Atap, nei quali sono ipotizzate reiterate distrazioni di denaro pubblico dalle due società per un ammontare non inferiore a 130mila euro.

Trovati e sequestrati alcuni beni mobili. "Sono sereno e pronto a difendermi", commenta Vagaggini. "Mi sono stati contestati benefit e spese sostenute durante la mia presidenza, come l'uso del telepass e i pasti, ma io era autorizzato dal Cda. Produrrò tutta la documentazione che dimostra la mia correttezza. Questa è anche l'occasione per fare chiarezza. Gli esposti, infatti, potevano essere fatti anche prima, a tutela dei Comuni soci, e non a scadenza del mandato".

Il 17 luglio, infatti, il Cda di Atap andrà al rinnovo. Vagaggini ha fatto parte dell'azienda per 20 anni, 17 dei quali da presidente, garantendo, in continuità, dividendi milionari ai soci. Era stato sostituito nel luglio del 2017, quando al suo posto era stato nominato Narciso Gaspardo, che preferisce non commentare la vicenda.

Un'uscita, quella di Vagaggini, che all'epoca provocò polemiche, a quanto pare destinate a durare.

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