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Prata, una mietitrebbia ferma allo spartitraffico di via Nogherate

Il Comune interviene in seguito alla segnalazione sui social del mezzo agricolo. Si trattava di un sopralluogo per mettere in sicurezza l'incrocio

Prata, una mietitrebbia ferma allo spartitraffico di via Nogherate

Questa mattina è stato pubblicato sul gruppo Facebook “Sei di Prata se…” un post con allegate le fotografie di una mietitrebbia ferma allo spartitraffico di via Nogherate.
Contenuto che, privato del suo contesto reale, può diventare fuorviante per la cittadinanza, prestandosi a interpretazioni errate – sottolinea l'amministrazione comunale in una nota che spiega i ''retroscena''.

Katia Cescon, vicesindaco e assessore a Lavori pubblici e viabilità commenta: "Il fotografo ha omesso di far vedere che in loco c'ero io assieme all'assessore Maurizio Rossetto al Comandante dei Vigili e ai tecnici comunali. Eravamo lì perché abbiamo chiesto noi di far portare la mietitrebbia ad un agricoltore del posto, per fare una valutazione degli spazi. Questo è un post come tanti altri che vuole sollevare inutili polemiche. Questo intervento è stato fatto per mettere in sicurezza l'incrocio in quanto quella strada è ampiamente percorsa da numerosissimi utenti che pensano trovarsi in autostrada. Stamattina mentre eravamo lì – prosegue Cescon – abbiamo constatato che, nonostante la presenza del Comandante, ci sono state auto che sono sfrecciate ad altissima velocità con a bordo utenti con il cellulare in mano. È una strada pericolosissima. Fino a quando continueremo a vedere comportamenti di questo tipo nelle strade, continueremo ad intervenire. È inutile aspettare che accada qualcosa di spiacevole prima di ricorrere ai ripari.
In quanto ai mezzi speciali, non possono passare su quella via se non con esplicita richiesta agli uffici comunali".

Il sindaco di Prata di Pordenone, Dorino Favot specifica che "questa Amministrazione tiene moltissimo alla sicurezza stradale e stiamo cercando tutte le soluzioni possibili per evitare situazioni di rischio, attività che forse non bastano. Credo che occorrerà anche agire sull’educazione stradale in maniera più incisiva".

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