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Sereni Orizzonti riparte da un nuovo Cda

Simone Bressan sarà l'amministratore unico in questa fase di transizione. Offerto a garanzia lo storico palazzo Kechler

Sereni Orizzonti riparte da un nuovo Cda

Nuovi vertici per traghettare l’azienda in questa fase di transizione. E’ questa la principale novità emersa nelle ultime ore dopo l’avvio dell’indagine sulle presunte truffe ai danni del Servizio sanitario da parte della società Sereni Orizzonti, che ha portato a otto misure cautelari, quattro delle quali in carcere.

Il gruppo tramite l’avvocato Luca Ponti ha presentato alla Procura di Udine due istanze, volta a mettere al riparo l'impresa dalle sorti del procedimento, a garanzia dei 3.500 posti di lavoro e degli oltre 6 mila anziani assistiti all'interno delle varie strutture, in tutta Italia. La prima riguarda l’azzeramento dei vertici e delle deleghe all’interno del Cda. A guidare la holding come amministratore unico sarà Simone Bressan (già presidente del Cda), mentre a presiedere la Spa sarà Giorgio Zucchini, co-fondatore del gruppo assieme a Massimo Blasoni e socio di minoranza.

L’altro punto riguarda la gestione amministrativa e contabile dell’azienda: per garantire la liquidità e l’operatività, è stato offerto lo storico palazzo Kechler, in piazza XX Settembre a Udine, come bene immobile sul quale trasferire il sequestro preventivo. Si attende, in questo senso, il via libera dalla Procura.

Nel frattempo, continuano gli interrogatori davanti al gip del Tribunale di Udine, Mariarosa Persico. Dopo Marco Baldassi, l’uomo dei conti della Sereni Orizzonti, e Judmilla Jani, la direttrice a capo delle strutture di Friuli Venezia Giulia, Lombardia, Sicilia ed Emilia Romagna, oggi è il giorno di Massimo Blasoni, presidente e fondatore del gruppo.

L’avvocato Ponti, che lo difende, ha fatto sapere che “Blasoni chiarirà tutti i singoli aspetti contestati che riguardano la sua posizione. Quanto emerso nell’indagine non è legato a un piano preordinato, ma a singoli problemi che potevano sorgere e saranno affrontati e chiariti punto per punto. Chiederemo una sostituzione della misura cautelare con i domiciliari”, ha aggiunto il legale. Mentre, sulle proposte per garantire il futuro della società, “confido che la soluzione di equilibrio per il territorio e i dipendenti sia approvata. Abbiamo messo a disposizione un bene importante in cauzione, evitando in questo modo di mettere in difficoltà la gestione amministrativa e contabile della società”.

“Neghiamo un piano preordinato per dare meno assistenza agli anziani”, ha ribadito l’avvocato Fausto Discepolo, che ieri ha seguito la sua cliente, Judmilla Jani, nel corso dell’interrogatorio fiume. “L’indagine affronta alcune questioni molto tecniche, come quella sul calcolo dei minutaggi. Siamo confidenti di poter spiegare tutto, sedendoci al tavolo e illustrando nel dettaglio i conti. Stiamo parlando di una differenza di pochi minuti nell’arco della giornata a persona, anche se sommati tutti assieme possono sembrare molti”.

“Siamo favorevoli all’operazione di New Deal”, ha detto ancora Discepolo. “Sono state azzerate le deleghe e i vertici, per dare un importante segnale di discontinuità. Si ricomincia con persone molto capaci, come Simone Bressan. Siamo fiduciosi che l’azienda rimarrà solida e si possa lavorare nelle migliori condizioni”.

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