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Spunta un supertestimone nel delitto di Giulio Regeni

Un ambulante egiziano è stato ascoltato dagli investigatori italiani

Spunta un supertestimone nel delitto di Giulio Regeni

Spunta un supertestimone nel caso Regeni. Gli investigatori italiani avrebbero sentito un ambulante egiziano per raccontare quanto visto la sera in cui si sono perse le tracce del ricercatore friulano Giulio Regeni. L'ambulante avrebbe raccontato di aver notato Regeni mentre veniva prelevato da alcuni poliziotti egiziani in borghese alla fermata della metropolitana, a pochi minuti da casa sua.

Il giovane, la sera in cui è scomparso, era atteso a una festa di compleanno. Il Corriere della Sera già diversi giorni fa aveva riportato l'indiscrezione su un probabile testimone, ma soltanto giovedì il supertestimone sarebbe stato ascoltato dagli investigatori italiani, più determinati che mai a non lasciare impuniti i responsabili di questa morte atroce. La versione ufficiale fornita dalle autorità egiziane, infatti, non convince quelle italiane, anzi sembra perdere sempre più credibilità.

Giulio Regeni, come confermato da amici e conoscenti, al Cairo conduceva una vita piuttosto ritirata, con frequntazioni limitate agli ambienti accademici. Ultimamente, però, la sua presenza, specie in alcuni ambienti legati al mondo dei sindacati di cui si interessava Giulio, potrebbe aver attirato l'attenzione di qualcuno che l'ha giudicata sospetta e aver innescato una reazione a catena che ha portato al tragico epilogo.

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