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Trieste si ferma per la morte dei due agenti

Oggi il sindaco Dipiazza ha proclamato il lutto cittadino. L'omaggio davanti alla Questura di tutte le forze dell'ordine

Trieste si ferma per la morte dei due agenti

Dolore, sgomento e rabbia. Sono questi i sentimenti con cui Trieste si è svegliata questa mattina, dopo la sparatoria in Questura, costata la vita a Pierluigi Rotta, agente scelto di 34 anni originario di Pozzuoli, e Matteo Demenego, 31 anni, di Velletri. Un altro poliziotto, l’Assistente capo coordinatore Cristiano Resmini, è rimasto ferito ed è ricoverato in ospedale a Cattinara.

Oggi il Sindaco Roberto Dipiazza ha proclamato il lutto cittadino. “E' la prima volta che devo prendere una decisione di questo tipo”, ha detto Dipiazza, “ma questa tragedia ha davvero toccato tutti. Sono vicino alle famiglie e penso a quanto sia assurdo perde la vita così, per il furto di motorino”.

Ieri, poco dopo la mezzanotte, i feretri di Rotta e Demenego hanno lasciato la Questura, mentre tanti colleghi, all'esterno dell'edificio, hanno creato un cordone per rendere loro omaggio. Una volante ha poi scortato i mezzi delle onoranze funebri.

E ieri sera, il Ministro dell'Interno Luciana Lamorgese e il capo della polizia, Franco Gabrielli, subito arrivati a Trieste, hanno preso parte al vertice assieme al procuratore capo Carlo Mastelloni, agli inquirenti, al primo cittadino e al governatore Massimiliano Fedriga, che si è protratto fino a notte inoltrata. In serata sono arrivati in città anche i parenti dei due agenti, ai quali la Polizia di Stato si è subito stretta, garantendo immediato sostegno psicologico per provare a superare un momento così difficile.

L'OMAGGIO DELLA CITTA' E DELLE FORZE DELL'ORDINE

Non appena riaperta al transito l'area, che da ieri pomeriggio era stata transennata per consentire prima i soccorsi e poi le indagini, tanti cittadini hanno lasciato un fiore o una candela, per testimoniare il proprio dolore.

Nella Chiesa della Beata Vergine del Rosario, in piazza Vecchia, oggi alle 19 sarà celebrata una messa in suffragio dei due poliziotti. A seguire, è stata indetta una fiaccolata per ricordare Pierluigi Rotta e Matteo Demenego.

A ora di pranzo un altro toccante omaggio si è svolto davanti alla Questura di Trieste. Tutte le forze dell'ordine - Carabinieri, vigili del fuoco, guardia di Finanza e vigili urbani - sono giunti in silenzio e hanno schierato le auto di ordinanza. Ad attenderli il personale della Polizia di Trieste schierato per il saluto militare e il Questore Giuseppe Petronzi che si è commosso. Moltissimi anche i cittadini che hanno voluto essere presenti a questo silenzioso gesto di vicinanza, che si è poi rotto con le sirene dei vari mezzi e un lungo applauso.

In mattinata, anche la madre del giovane dominicano che ha ucciso i due agenti ha espresso il proprio dolore per la tragedia. "Tre famiglie distrutte: non ho parole perchè nessuna parola può confortare un genitore quando perde un figlio".

LA RICOSTRUZIONE DELLA TRAGEDIA

Nella mattinata di venerdì, in via Carducci, è avvenuto il furto dello scooter. Alejandro Augusto Stephan Meran dominicano di 29 anni, in Italia con permesso di soggiorno, ha rubato il motorino a una donna, scaraventandola a terra; la signora aveva subito denunciato l'accaduto. Nel pomeriggio, mentre erano già in corso le indagini, alla Sala Operativa della Polizia è arrivata la telefonata del fratello del ladro, Carlysle, di 32 anni.

Alejandro, pentito del gesto e spaventato, gli aveva chiesto aiuto. Carlysle ha detto agli agenti che li avrebbe accompagnati a casa del fratello per recuperare il mezzo, spiegando che il29enne soffriva di disturbi psichici.

Due Volanti e una pattuglia della Squadra Mobile si sono quindi recati nell'abitazione, assieme al personale del 118. Alejandro appariva collaborativo e pacato. Quindi, è stato accompagnato in Questura, assieme al fratello, a bordo di un'auto di servizio.

Una volta arrivati all’interno dell’Ufficio Prevenzione Generale, è scattato qualcosa e la situazione è immediatamente precipitata. Alejandro, dopo aver chiesto di andare in bagno, una volta uscito è riuscito a prendere la pistola d’ordinanza in dotazione all’Agente Rotta, esplodendo due colpi che hanno raggiunto il poliziotto al petto e all’addome; uditi gli spari, Demenego si è avvicinato per verificare cosa stesse accadendo, venendo a sua volta raggiunto dagli spari, sotto la clavicola sinistra, al fianco sinistro e alla schiena.

In queste concitate fasi, il fratello Carlysle, in un primo momento, si è barricato all’interno dell’ufficio impaurito, sotto shock e temendo per la propria incolumità, sbarrando la porta con una scrivania; poi, non udendo più gli spari, è scappato nei sotterranei della Questura, dove è stato individuato e bloccato dagli agenti intervenuti.

Nel frattempo, l’omicida ha tentato di imboccare le scale di accesso ai piani superiori, ma il personale presente negli uffici gli ha impedito di salire; anche verso questi poliziotti Alejandro ha sparato altri colpi, senza causare feriti. Poi, cercando di guadagnare l’uscita dalla Questura attraversando l’atrio, ha impugnato entrambe le pistole d’ordinanza rubate ai due agenti feriti, esplodendo ulteriori colpi di pistola all’indirizzo del personale in servizio al corpo di guardia che ha risposto al fuoco; in quel momento è stato ferito alla mano l'agente Resmini, attualmente ricoverato in ospedale, in attesa di essere sottoposto a un intervento chirurgico.

Una volta fuori dall’edificio, il fuggitivo ha cecato prima di aprire una volante parcheggiata vicino all’ingresso di via di Tor Bandena, e poi notando l’auto della Squadra Mobile, ha aperto il fuoco verso il mezzo e all’indirizzo del personale, colpendo la portiera lato passeggero appena aperta. Gli operatori hanno risposto al fuoco, ferendo Alejando all’inguine e riuscendo a renderlo inoffensivo e a disarmarlo, verificando che una delle pistole poco prima sottratte era aperta e senza più proiettili, mentre l’altra era ancora armata.

Nel frattempo i sanitari del 118 tentavano invano di rianimare gli agenti colpiti e prestavano soccorso al ferito, trasportato a Cattinara.

Per una ricostruzione più dettagliata si attendono gli esiti degli accertamenti tecnici della Polizia scientifica di Padova, che ha lavorato fino a tarda notte all'interno e all'esterno della Questura.

In serata il magistrato di turno e il Procuratore, dopo aver sentito il fratello del pluriomicida, si sono recati in ospedale per interrogare l’indagato che si è avvalso della facoltà di non rispondere. Alejandro è stato quindi dichiarato in stato di fermo per i due omicidi e per il ferimento del terzo agente.

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