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'Aquileia, le dimissioni Zanardi Landi? Una vera sorpresa'

"Sono rimasta letteralmente di stucco" ha detto l'assessore Gibelli in V Commissione consiliare

'Aquileia, le dimissioni Zanardi Landi? Una vera sorpresa'

"Sono rimasta letteralmente di stucco quando ho saputo che Antonio Zanardi Landi intendeva dimettersi. Lo avevo visto soltanto pochi giorni prima ad Aquileia alla cerimonia inaugurale seguita alla ricostruzione dei volumi della Dumus di Tito Macro ed era stato molto cordiale con la sottoscritta. Inoltre, proprio in quell'occasione ufficiale, datata 25 settembre, credevo di dargli finalmente buone notizie in rappresentanza dello stesso governatore Fvg, Massimiliano Fedriga". Lo ha affermato oggi a Trieste in sede di V Commissione consiliare, presieduta da Diego Bernardis (Lega) e riunita in presenza nell'emiciclo di piazza Oberdan, l'assessore regionale Fvg alla Cultura, Tiziana Gibelli. Il tema dell'audizione era legato alle dimissioni del presidente della Fondazione Aquileia, Antonio Zanardi Landi.

"Ancora adesso voglio manifestare il mio personale rammarico per l'accaduto, perché - ha sottolineato ancora l'assessore - avremmo potuto ripartire con obiettivi ambiziosi. Avevamo sbloccato due situazioni pendenti: la variante della strada statale e l'arrivo della fibra. Inoltre, era stato risolto anche un ulteriore problema alla Soprintendenza che, così, non perderà i fondi ministeriali per gli scavi".

"Considero Aquileia la più importante città romana a nord della Capitale in quanto a reperti archeologici. L'unico problema a livello di valorizzazione - ha aggiunto Gibelli - è che, rispetto Pompei e Ostia Antica, ha uno sviluppo solo orizzontale. Ho cercato di capire le ragioni della decisione del presidente, ma non ho avuto risposte convincenti e continuo a esserne stupita. Personalmente, credo che avesse fatto la sua scelta già da molto tempo. Forse ci sono stati momenti di tensione, non innescati da me e credo che lo stesso Zanardi Landi non abbia mai detto che il problema ero io. Altrimenti, avrebbe chiesto la mia rimozione".

"Un presidente, tuttavia, non può cogestire una Fondazione insieme al direttore generale. Come ente vigilante, abbiamo segnalato che le mancavano alcuni pezzi fondamentali - ha concluso l'assessore Gibelli - per superare verifiche e controlli da parte di terzi, creando un tavolo per sanarle. Credo che la FA sia ricca di archeologi, ma povera di personale amministrativo specializzato, soprattutto in materia di gare e contratti. Purtroppo, la normativa che riguarda la gestione delle fondazioni è soggetta alle stesse regole delle pubbliche amministrazioni. Se il problema sono io, comunque, Zanardi Landi può tranquillamente rivolgersi direttamente al presidente Fedriga".

Il dibattito in aula è stato aperto dal consigliere regionale Franco Iacop (Pd), che ha definito necessario "uscire da una logica localistica, valorizzando uno strumento per proiettare invece la dimensione di Aquileia in termini unitari e coordinati in un contenitore di alto profilo per lo sviluppo futuro. Ecco perché rimaniamo basiti da questa situazione: la Fondazione costituisce una ricchezza per la Regione Fvg. Non so se esistano possibilità di recupero, ma credo che si tratti di una perdita grave".

Furio Honsell (Open Sinistra Fvg) ha esordito sottolineando di non aver "mai creduto nelle Fondazioni, sia come rettore che come sindaco, a causa di normative troppo simili a quelle della Pa". Quindi, ha aggiunto che "queste dimissioni costituiscono un fallimento per tutti: per chi getta la spugna ma anche per chi le subisce. Vorrei capire se il presidente si sia già disimpegnato o se svolga ancora la sua attività, ma anche quando sarebbe scaduto il suo mandato e se esistano ancora possibilità di ripensamento".

Il forzista Franco Mattiussi (FI), definendosi certo che "tutte le incomprensioni avrebbero potuto essere superate non pensando che qualcuno volesse prevaricare l'altro", si è rammaricato per il mancato sfruttamento "di una la congiunzione astrale favorevole che unisce Regione Fvg, Comune di Aquileia, Soprintendenza e Fondazione. Forse si è verificata una carenza di comunicazione interna: il direttore conosceva tutti i passaggi, ma ha realmente informato il presidente?".

"Dispiace per una perdita di questo calibro, ma non fasciamoci la testa. Anche perché - ha concluso Mattiussi - non ho letto la parola irrevocabili dopo il vocabolo dimissioni. In caso contrario, bisogna trovare un personaggio di questo stesso spessore, recuperando lo svantaggio accumulato in questi mesi".

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