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Cinquant'anni fa la morte di Giuseppe Ungaretti

A Udine, il 24 dicembre 1916, la stampa de ‘Il porto sepolto’, la raccolta dei versi in trincea che cambia radicalmente la storia della poesia

Cinquant'anni fa la morte di Giuseppe Ungaretti

Il primo giugno 1970 moriva Giuseppe Ungaretti, uno dei poeti che ha segnato profondamente la letteratura italiana, innovandone radicalmente il linguaggio. Nato nel 1888 ad Alessandria d'Egitto, fu segnato dal suo soggiorno parigino, nel 1912, dove incontrò Marcel Proust e Gaullaume Apollinaire, entrando in contatto con le novità culturali europee. Ma la tappa fondamentale del suo percorso avviene proprio nelle nostre terre, durante la Grande Guerra.

Nel 1916, Ungaretti era un soldato di prima linea, sul San Michele e a Sagrado, con qualche pausa nei paesi vicini. Quell’estate, consegnò a un giovane tenente il suo ‘tascapane spirituale’, con le poesie scritte nei mesi della guerra su supporti di fortuna: fogli, foglietti, cartoline, vecchi giornali, lettere... Colpito dalla forza di quei versi, Ettore Serra – poeta a sua volta - propose all’amico soldato di pubblicarli a proprie spese nello Stabilimento Tipografico Friulano di Udine.

Lì, in quella che poi divenne la Tipografia Doretti, viene stampata durante l’inverno (il 24 dicembre 1916 si ha la conferma della pubblicazione, perché una copia venne depositata nella Regia Procura) la prima silloge di Ungaretti in sole ottanta copie. Con il titolo ‘Il porto sepolto’ raccoglie le poesie scritte in un anno, dal primo giorno in trincea, il giorno di Natale 1915, ed entra nella storia del '900.

Le 32 poesie sono direttamente legate alle trincee del Carso e ai luoghi del Fvg in cui Ungaretti si trovò a vivere. Nei brevi testi, spesso è indicato il luogo in cui sono stati composti e il nome del paese cui si riferiscono: Santa Maria la Longa – dove a gennaio 1917 scriverà un altro capolavoro, anzi ‘il’ capolavoro ‘M’illumino d’immenso’, -  Mariano, Versa, Devetachi, Monte San Michele, San Martino del Carso… Distribuite dallo stesso poeta a mano, una per una, alle personalità più vivaci dell’intellettualità italiana durante una licenza, le copie de ‘Il porto sepolto’ non sono rimaste in regione. Tranne una, custodita nella Biblioteca civica di Udine.

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