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I musei friulani passano a Trieste e scoppia la polemica

Secondo il decreto del Ministro Bonisoli, la gestione delle gallerie museali e delle collezioni archeologiche di Cividale e Aquileia passeranno, sotto la gestione di Miramare

I musei friulani passano a Trieste e scoppia la polemica

I Musei nazionali del Friuli passano sotto il controllo di Trieste. Secondo il decreto del Ministro Bonisoli, la gestione delle gallerie museali e delle collezioni archeologiche di Cividale e Aquileia passeranno, dunque, sotto la gestione del Castello di Miramare per effetto del primo decreto attuativo della controriforma del ministro dei beni e delle attività culturali che contiene disposizioni sull’organizzazione e sul funzionamento dei musei statali e che entrerà in vigore il 22 agosto. A questi musei, inoltre, appena sarà pronto si aggiungerà anche il Museo di archeologia subacquea di Grado. Un colpo durissimo per i musei della provincia di Udine, per effetto del quale stanno arrivando già le prime reazioni.

«Si tratta di un nuovo colpo del centralismo gialloverde. Lo Stato decide come riorganizzare i musei in Friuli-Venezia Giulia senza coinvolgere la Regione – commenta il segretario del Patto per l’Autonomia, Massimo Moretuzzo –. Il problema non è stabilire se il coordinamento dei musei spetti a Miramare o ad Aquileia o a Cividale, il problema è rappresentato dalprocesso di accentramento, determinato senza tener conto del parere dei territori e delle strutture locali, dal quale invece non si può prescindere. Siamo convinti sia necessaria una gestione policentrica, capace di valorizzare le straordinarie diversità della regione e il suo patrimonio museale».

Di parere simile anche il Comitât e autonomie e pal rilanç dal Friûl«Crediamo sia lecito chiedersi se a Roma sappiano che Miramare è solo una villa di fine ottocento in finto stile medioevale - spiegano i referenti del comitato-. Non ha nulla a che spartire con le realtà archeologiche di Aquileia e Cividale del Friuli. Due scrigni preziosissimi, due riferimenti imprescindibili dell’arte e della storia europea, valgono meno di un parco signorile! Cosa aspettano i consiglieri regionali e il Presidente Fedriga a protestare vivacemente con il Ministero?».

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