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Kusterle, il sacro e le figure del silenzio

Da sabato 14 settembre al 27 ottobre, nella Chiesa di San Lorenzo la mostra che illustra la lunga ricerca artistica dell’artista goriziano verso l’inesauribile enigma dell’universo

Kusterle, il sacro e le figure del silenzio

Un’occasione per approfondire la relazione tra sacro e profano, “non immediata quando si tratta di arti visive”, come spiegano Luciano Padovese e Maria Francesca Vassallo, presidenti di Presenza e Cultura e Centro Iniziative Culturali Pordenone, che organizzano a San Vito al Tagliamento la mostra Figure del silenzio nell’ambito del 28° Festival internazionale di musica sacra. La personale di Roberto Kusterle, ospitata da sabato 14 al 27 ottobre nella Chiesa di S. Lorenzo, illustra la lunga ricerca artistica dell’artista goriziano classe 1948 verso  l’inesauribile enigma dell’universo.
Attivo dagli Anni ‘70  nel campo delle arti visive, si dedica alla pittura e alle installazioni fino all’incontro con la fotografia, che elegge a strumento ideale della ricerca espressiva attraverso sperimentazioni che portano alla luce i temi essenziali della sua poetica: la continuità tra mondo umano, animale e vegetale, il ruolo mediatore del corpo, l’esercizio dell’ambiguità e dello spiazzamento per stimolare l’osservatore a interrogarsi. In esposizione, opere coerenti col tema del festival, Sacralità del profano, scandito anche dalle mostre che vedono protagonisti Nata a Cordenons, Giulio Belluz a Caneva e Bruno Beltramini a Sesto al Reghena.
L’enigma della realtà è centrale nell’opera di Kusterle: una questione davanti alla quale l’umanità ha elaborato varie risposte, religiose o filosofiche. È quel che accade “con gli ‘scenari’ di Kusterle - spiega Giancarlo Pauletto, curatore della mostra - Non semplicemente fotografie, perché lo scatto è solo uno dei momenti con cui viene costruita l’immagine finale, che ha sempre caratteristiche di evidenza, intensità, severità”. L’intenzione dell’artista “è farci constatare la possibile bellezza e l’ineliminabile mistero di tutto ciò che esiste e che, in quanto tale, partecipa alla nostra vita, alle sue vibrazioni positive, o alle possibili cadute nell’insignificanza”.

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