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Nove Pietre d'inciampo nel Pordenonese

Il 20 gennaio si rinnova la cerimonia per rendere omaggio alle vittime dell'Olocausto con la partecipazione degli studenti del liceo Leopardi-Majorana

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Le Pietre d'inciampo – Stolpersteine - sono delle piccole lastre metalliche che dal 1995 un artista tedesco, Gunter Demnig, realizza e posa nel selciato davanti alle abitazioni o in luoghi di lavoro o di studio delle vittime del Nazifascismo.

Si tratta di un “Museo diffuso”, che accomuna oltre 2.000 cittadine europee, in cui, ad oggi, sono state posate almeno 80.000 Stolpersteine, icone della memoria ovunque uguali nella forma e nello scopo, far “inciampare” nel ricordo di quei drammi chiunque le veda.

Il Liceo “Leopardi-Majorana” da quattro anni è coinvolto in attività di ricerca e realizzazione di materiali finalizzati alla posa di Pietre d'Inciampo a Pordenone e nella sua provincia nell’ambito ambito di un Progetto di PCTO (Percorsi per le Competenze Trasversali e l'Orientamento). In questi quattro anni hanno partecipato al Progetto circa 80 studenti.


Questo Progetto è un unicum, perché è l'unico caso in cui la proposta delle pose parte da una scuola ed è l'esito del lavoro degli studenti: sono loro a fare memoria. Al progetto, fortemente sostenuto dalle Dirigenti del Liceo pordenonese, Teresa Tassan Viol e Rossana Viola, e gestito dalla prof.sse Susanna Corelli e Silvia Pettarin, hanno sin dall'inizio collaborato l’Amministrazione Comunale di Pordenone, l’ANPI di Pordenone, il Circolo della Stampa; quest’anno la collaborazione si è allargata alle Amministrazioni Comunali di Budoia, Caneva e Polcenigo.

Dopo la posa di sette pietre a Pordenone il 18 gennaio 2020, quest’anno altre due pietre verranno poste in città (in ricordo di Bruno Barzotto ed Anto Zilli, davanti all’Ospedale Civile, il 20 gennaio alle 14.30); cinque a Longon di Caneva, dove un’intera famiglia fu bruciata viva per rappresaglia nazista (21 gennaio, ore 15); una pietra sarà dedicata a Giovanna Bacharach, colpevole di essere ebrea, a Coltura di Polcenigo (23 gennaio, ore 10); una a Budoia, in memoria di Angelo Sanson, deportato e morto a Buchenwald (23 gennaio, ore 15).

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