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Venticinque anni di Calandario dei Paesi Bisiachi

Dal 1996 al 2019 incessante la pubblicazione

Venticinque anni di Calandario dei Paesi Bisiachi

Raccontare un territorio, la sua gente, le sue tradizioni, usi, costumi e un dialetto, il bisiaco, attraverso un calendario. Da un quarto di secolo la Bisiacaria è espressa nei 365 giorni, o 366 per il 2020, grazie al Calandario dei Paesi Bisiachi, edito dal Circolo culturale e ricreativo don Eugenio Brandl di Turriaco, che diventa più di un semplice calendario ma un dizionario di storie e tradizioni che spaziano dalle ricette agli aneddoti più vari. In 25 anni ha attraversato tematiche e modi di vivere diversi, arrivando per il 2020 ai banchi delle classi. ‘Co ‘ndavisi scola’ racconta per dodici mesi altrettante realtà scolastiche di ieri e di oggi della Bisiacaria.

Per l'edizione del 2020 i due curatori, Sergio Gregorin e Ivan Portelli, hanno pensato di proporre un viaggio attraverso il tempo avendo come sfondo il tema della scuola. Un'Istituzione osservata da svariati punti di vista da quello prettamente storico a quello legato alla formazione culturale ed educativa delle persone, senza tralasciare aspetti anche simpatici e ironici.

Il Calandario, con l’ausilio delle foto d’epoca, ricorda, dunque, gli ambienti, gli edifici e l’atmosfera di tempi ormai lontani, dando ampio spazio alla figura dei Maestri, alle scolaresche di svariati decenni, alle colonie estive anche con gustose testimonianze in dialetto bisiac.

“Va sottolineato che, con quest'uscita, il Circolo è giunto alla venticinquesima edizione, un traguardo di tutto rispetto per una pubblicazione nata nel 1996 da un’idea di Armando Tomasin e Dorino Fabris e portata avanti, negli anni a seguire, da Sergio Gregorin, Fabrizio Nardi e Ivan Portelli - sottolinea la presidente del Circolo Brandl, Elisa Baldo. “Se queste persone hanno dato vita all'idea e l'hanno sostenuta in prima persona, non vanno dimenticati tutti i coloro che, negli anni, hanno collaborato in diversi modi alla riuscita della pubblicazione dalle istituzioni pubbliche e private alle singole persone della Bisiacaria: a tutti loro va il nostro più sentito ringraziamento”.

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