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'Detassare il lavoro femminile e sostenere le imprese rosa'

Corposo dossier di spunti presentato alla Regione dal Movimento Donne Impresa di Confartigianato Fvg

'Detassare il lavoro femminile e sostenere le imprese rosa'

Indicazioni puntualissime su contribuzioni, sostegni per chi deve prendersi cura di anziani e disabili oltreché dei figli minori, sgravi fiscali, promozione di start up e consolidamento delle aziende esistenti al fine di raggiungere un obiettivo preciso: "Incentivare la creazione di nuove micro e piccole imprese femminili e mettere in pratica strumenti per rafforzare la competitività e l’accesso al credito delle imprese esistenti, oltreché per conciliare lavoro-famiglia delle imprenditrici e più in generale delle donne".

Sono quelle che ha fornito il Movimento Donne Impresa Fvg di Confartigianato alla Regione per contribuire alla stesura della legge quadro sulla Famiglia che sarà varata nei primi mesi del 2021, come ha anticipato l’assessore regionale di riferimento, Alessia Rosolen, nei recentissimi Stati generali della Famiglia svoltisi a Udine per volontà dell’amministrazione regionale.

"Attingendo all’esperienza delle imprenditrici associate, oltre che alla conoscenza ad ampio spettro della vita contemporanea al femminile, abbiamo proposto una serie di possibili interventi su tre macro aree" spiega la presidente del Movimento di Confartigianato Fvg, Filomena Avolio. "Conciliazione dei tempi di vita/lavoro; promozione dell’occupazione femminile; assegni familiari, detrazioni, contributi, pensioni, lavoro agile e formazione".

Idee e proposte che raccolgono il pensiero di migliaia di donne del Friuli Venezia Giulia, in particolare del Movimento Donne Impresa di Udine che la presidente ringrazia per la vivacità delle iniziative a favore dell’imprenditoria e per la qualità dei contributi portati. Al 2019, infatti, erano 8.385 le imprenditrici artigiane in regione (fonte Inps), il 23,3% del totale degli artigiani. Incidenza di artigiane nelle province: Trieste 22%, Gorizia 25%, Pordenone 24,3%, Udine 22,9%.

Riguardo alla conciliazione, il Movimento Donne Imprese Fvg ha proposto, tra l’altro, di riconoscere i contributi figurativi Inps per il periodo in cui l’imprenditrice/tore è costretto a ridurre l’attività per occuparsi dei genitori anziani o familiari non autosufficienti. "Occorre ricordare che – sottolinea la presidente Avolio -, l’elevata percentuale di popolazione anziana presente in Friuli Venezia Giulia necessita di assistenza". Per rispondere poi al problema della bassa natalità, occorre "avere chiaro che dobbiamo assicurare una tranquillità economica ai genitori, oltreché servizi per i minori e per le persone anziane che gravitano sulle famiglie friulane".

Tra le proposte per la conciliazione, quindi, il Movimento ha perciò aggiunto la necessità di riconoscere i contributi figurativi Inps per la maternità (fino a un massimo di 12 mesi) e prevedere la possibilità di sospendere gli obblighi contributivi ai fini pensionistici in tale periodo; di erogare un’indennità per il tempo delle cure a imprenditrici e imprenditori in stato di malattia o patologie invalidanti; di incentivare, soprattutto in presenza di più figli, tramite la detassazione del lavoro femminile, il ritorno al lavoro della madre lavoratrice. In tal senso, Avolio ha fatto riferimento al “Fondo famiglia” compartecipato tra Stato e Regione - per pagare il periodo di maternità al 100% -, sul modello del Trentino Alto Adige che finanzia direttamente questo progetto e prevede l’erogazione di un contributo fino a 25mila euro.

Per la promozione dell’occupazione, il Movimento ha evidenziato la necessità di "attuare la vera parità di genere incentivando anche gli uomini a dedicare tempi di cura ai propri familiari e forme di credito agevolato e corsia preferenziale negli istituti bancari per donne imprenditrici". Per questo obiettivo, inoltre, "la legge dovrebbe incentivare un maggior numero di asili nido – aggiunge Avolio -, studiando opportune localizzazioni; garantire maggiori servizi per l’infanzia e ridurre il costo del lavoro per le dipendenti donne".

Le artigiane del Friuli Venezia Giulia sollecitano inoltre la Regione a contribuire all’adeguamento degli assegni familiari al costo della vita; a prevedere un contributo a favore delle famiglie per permettere di praticare sport ai figli tra i 6 e i 17 anni, "prendendo a riferimento quanto si sta facendo in alcune Regioni, come la Lombardia", specifica Avolio.

Non da ultimo, abbassare l’età pensionabile per la donna (non l’importo, che per la donna artigiana è inferiore a quello dei colleghi uomini), sia per titolari che per dipendenti, nei casi certificati in cui la donna sia stata impegnata nella cura dai 2 figli in su e si sia occupata della cura di anziani e disabili. Sul fronte imprenditoriale favorire il consolidamento e lo sviluppo delle imprese esistenti e la nascita di start up con almeno il 50% di donne nella governace e nella forza lavoro, valorizzare lo smart working, "quello vero, che non è quello a distanza cui ci ha costretti il Covid-19. Si tratta – conclude la presidente del Movimento Donne Impresa Fvg Avolio – non solo di aumentare la natalità, problema strategico oggi e per il prossimo futuro, ma anche di aumentare la partecipazione delle donne al mercato del lavoro: una politica senza essere interconnessa all’altra non consentirebbe al nostro Paese di raggiungere gli obiettivi europei".

NUMERI AZIENDE ARTIGIANE IN REGIONE. Si stima che il 6,5% degli imprenditori abbia in carico genitori o parenti anziani non autosufficienti. Poco meno di 4 artigiani su 10 hanno figli a carico, con percentuali che salgono al 65,4% nella classe 35-44 anni e al 52,1% nella classe 45-54 anni. La quota di artigiani con figli a carico è maggiore tra i titolari maschi (41,1%) rispetto alla componente femminile (30,5%). Tale anomalia deriva anche dal fatto che tra gli artigiani c’è una maggior incidenza di single tra le imprenditrici (16%) rispetto ai colleghi maschi (12%).

Il tasso di occupazione è influenzato non solo dalla presenza dei figli, ma anche dal loro numero: le donne under 35 con un figlio registrano un tasso di occupazione del 49,2% che scende al 24,4% in presenza di tre o più figli. Negli asili nido (nidi e micronidi anche aziendali e sezioni primavera) del Friuli Venezia Giulia, nel 2018, ci sono 29 posti autorizzati per 100 bambini di 0-2 anni (rank: 7° posto nella classifica delle regioni italiane).

L’importanza delle strutture per la prima infanzia è confermata anche dall’analisi della correlazione tra la serie territoriale regionale sulla disponibilità di asili nido e quella relativa al tasso di occupazione femminile: il coefficiente di correlazione lineare è infatti positivo e molto alto e pari a 0,86 (su una scala -1; 0; 1), a testimonianza che dove ci sono più posti nei servizi dedicati ai bambini di 0-2 anni l’occupazione femminile è più elevata. Più debole, seppur positiva è la correlazione tra tasso di fecondità totale e presenza di asili nido.

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