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'Ferriera, dubbi sulle garanzie occupazionali'

Honsell denuncia: "Apprendiamo che sono ancora centinaia i lavoratori in cassa integrazione che attendono di essere reinseriti". La replica di Rosolen

'Ferriera, dubbi sulle garanzie occupazionali'

"Le ultime notizie sui lavoratori della Ferriera di Servola confermano che le garanzie occupazionali sulla chiusura dell'area a caldo non sono poi così rapide e sicure come si è affermato in occasione dell'accordo", commenta Furio Honsell consigliere regionale di Open Sinistra Fvg.

"Apprendiamo che sono ancora centinaia i lavoratori in cassa integrazione che attendono di essere reinseriti nell'area a freddo. Inoltre sono più di 50 i lavoratori interinali che non possono nemmeno usufruire dei corsi di riqualificazione. Essendo stata proprio la Regione a pretendere la chiusura dell'area caldo, facendosi garante del mantenimento dei livelli occupazionali, è la Regione che dovrebbe intervenire in modo attivo per assicurare una transizione di tutti i lavoratori. In primo luogo coinvolgendo l'agenzia interinale per definire un'azione comune volta alla riqualificazione professionale di tutti".

“In questa situazione tutte le forze di sinistra devono fare sentire la loro voce a sostegno dei lavoratori e delle loro famiglie, che non possono essere le sole a pagare quanto altri sbandierano invece come un successo politico", conclude Honsell.

Al consigliere regionale risponde l'assessore regionale al Lavoro Alessia Rosolen: "Opportuno e doveroso puntualizzare alcuni aspetti rispetto ai percorsi formativi per i lavoratori somministrati della Ferriera. Facendo, tuttavia, una premessa: è stata la lungimiranza della Regione a rendere possibile che anche i dipendenti assunti con contratto di somministrazione potessero usufruire del trattamento di sostegno al reddito previsto per tali lavoratori, a fronte della cassa integrazione attivata per gli altri dipendenti della Ferriera. Necessario altresì ricordare che siamo in attesa del protocollo Mise-Fincantieri annunciato dal ministro Patuanelli".

"L'unica cosa che conta è dare risposta ai lavoratori, senza tuttavia lasciare che passino messaggi ingenerosi e, forse, dettati da un latente senso di colpa. È stata la Regione a ottenere l'estensione delle tutele degli ammortizzatori sociali ai lavoratori somministrati ed è stata la Regione a farsi carico della categoria al momento della sottoscrizione dell'Accordo di Programma", spiega ancora Rosolen.

"Ci sono state fasi, delicate e articolate, in cui l'Amministrazione ha svolto un ruolo di controparte sociale rispetto all'azienda: tendenzialmente, sarebbe lecito attendersi che siano altri i soggetti deputati a farsi interpreti di queste istanze. La Regione, in questi mesi - ha spiegato l'assessore - è stata l'unico soggetto istituzionale che ha sistematicamente posto l'accento sull'esigenza di garantire una copertura ai lavoratori somministrati. Al netto di queste valutazioni, quello che conta è dare tutto il sostegno possibile a chi vive in una condizione di incertezza".

"Tutti i 66 lavoratori interinali - ha sottolineato Rosolen - sono stati contattati dai servizi per il lavoro. Già a gennaio, in tempi non sospetti, la Regione ha incontrato le proprietà di Arvedi e Icop per i percorsi formativi più adatti. Nella giornata di ieri c'è stato uno dei periodici incontri con Arvedi per fare il punto della situazione e programmare le prossime iniziative. Questa l'attività svolta: tutti i lavoratori sono stati contattati 3 o 4 volte, sono 44 le persone che hanno partecipato al laboratorio iniziale e 33 i soggetti che hanno già svolto il colloquio specialistico. Dieci lavoratori hanno comunicato di essere già occupati e, quindi, non interessati ai corsi formativi, mentre 11 ex dipendenti Arvedi sono stati contattati da Fincantieri: di questi, dieci hanno svolto un colloquio presso il cantiere di Monfalcone, mentre l'undicesimo è risultato non reperibile.  Ci saranno altri colloqui individuali e la Regione, tramite il Centro per l'Impiego, è in contatto con aziende del territorio per valutare il reinserimento dei lavoratori, mettendosi a disposizione per percorsi di formazione specifica. Tutti i curriculum sono stati inviati a Fincantieri per le valutazioni e del caso. Sono 40 le persone che hanno accettato di fare un corso finalizzato ad un'assunzione come tubista o saldatore".

"C'è, infine - ha concluso l'assessore - una considerazione di carattere generale rispetto alla formazione: la Regione, grazie al Fondo Sociale Europeo, finanzia corsi formativi rivolti a persone disoccupate o sospese e poste in riduzione di orario con ricorso ad ammortizzatori sociali. Nel caso di dipendenti assunti con contratto a tempo indeterminato, anche da agenzie, è bene chiarire che l'obbligo della formazione resta in capo al datore di lavoro. Concettualmente - e qui il nodo è puramente politico - il servizio pubblico interviene in modo complementare al privato. Nel momento in cui un lavoratore si rivolgesse a noi perché interessato ad approfondire le proprie competenze specifiche rispetto a una professionalità identificata, valuteremo quale sia la strategia migliore".

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