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'Serve una soluzione all'emergenza idrica nel Maniaghese'

Il maltempo venerdì ha messo di nuovo ko l'Acquedotto Destra Tagliamento, che serve 12 Comuni della Pedemonatana

'Serve una soluzione all'emergenza idrica nel Maniaghese'

Continua a ripresentarsi la situazione di emergenza idrica che interessa i dodici comuni che fanno riferimento alla presa d’acqua in Val D’Arzino e la zona industriale di Meduno, serviti da Hydrogea.

Ultimo episodio nella serata di venerdì 25 settembre, quando a seguito di un temporale Hydrogea ha comunicato nuovamente che si sarebbero potuti verificare "possibili episodi di torbidità nella rete di distribuzione, impossibili da prevenire stanti le caratteristiche costruttive dell͛’opera medesima".

In tale fenomeno è coinvolta anche Roncadin, azienda di pizze surgelate di Meduno con 700 addetti, che da quasi un anno affronta i ripetuti fenomeni che rendono l’acqua non idonea all’uso alimentare.

Per non rischiare fermi delle linee o produzioni non conformi, che avrebbero gravi conseguenze sulla produzione e sui clienti, l’azienda è costretta ad approvvigionarsi a fonti alternative, con ingente danno economico.

"Le soluzioni tampone sono sempre più frequenti e stiamo sostenendo costi che incidono pesantemente sulla nostra produzione", dichiara l’amministratore delegato Dario Roncadin, che ripercorre le tappe di un’emergenza che si può definire ormai duratura.

"La situazione sta diventando insostenibile", prosegue Roncadin. "Anche se riconosciamo che le piogge sono forti, a ogni temporale si presentano situazioni di torbidità dell’acqua che durano per più giorni. Nel giro di un anno abbiamo vissuto due gravi emergenze idriche, in seguito a cui Hydrogea ha espressamente bloccato la fornitura e vietato di utilizzare l’acqua (novembre 2019 e agosto-settembre 2020), oltre ad altri tre episodi in cui sono stati i nostri sistemi di controllo interni a rilevare torbidità lo scorso marzo, maggio e giugno. Oramai contiamo più di 72 giornate di approvvigionamento con cisterna, situazione che abbiamo affrontato interamente a nostre spese, corrispondendo le spese dell’operatore che ci supporta nelle operazioni di carico e pagando l’acqua che preleviamo nei punti indicatici da Hydrogea, nella zona del Pordenonese. Hydrogea ci ha sempre fornito supporto tecnico e pronta assistenza, ma parliamo di costi importanti, che solo nell’ultimo mese hanno superato i 100.000 euro: non possiamo sostenere spese così impattanti a lungo termine".

In particolare, la comunicazione di venerdì 25 settembre da parte di Hydrogea, nella quale viene dichiarata "la fragilità della citata opera di presa, che risulta ormai seriamente compromessa, anche a seguito delle avversità atmosferiche verificatesi nello scorso mese di agosto, già oggetto di precedenti comunicati e conseguenti provvedimenti" preoccupa particolarmente l’azienda, perché presagisce una situazione destinata a non risolversi nel breve periodo.

Roncadin ha già avviato i lavori per costruire il proprio pozzo, ma servirà tempo per completarli; intanto si sta valutando l’allaccio ad un altro gestore con un'altra condotta della zona, ma con una portata insufficiente rispetto al fabbisogno dell’azienda. "Sarebbe un vero peccato non poterci più servire dell’acqua delle nostre montagne – puntualizza Roncadin – è ottima per la realizzazione delle pizze, ed è una delle caratteristiche che rendono i prodotti Made in Meduno apprezzati dai clienti in tutto il mondo. Vogliamo continuare a produrre ed esportare eccellenza ed è per questo che sollecitiamo tutte le parti a confrontarsi, attivare una collaborazione sinergica e individuare una soluzione di lunga durata".

Roncadin SpA con sede a Meduno (Pordenone), nasce nel 1992 per la produzione di pizza italiana di qualità per la grande distribuzione nazionale ed internazionale. Oggi in azienda lavorano circa 750 persone e il fatturato 2019 è di quasi 120 milioni di euro. Pizze e snack sono realizzati con un esclusivo metodo brevettato e con l'impiego del 100% di energia sostenibile certificata.

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