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Catas, ecco il nuovo laboratorio mobili

La nuovissima struttura a San Giovanni al Natisone risorge dalle ceneri dell'incendio che l'aveva distrutta a dicembre 2016

Catas, ecco il nuovo laboratorio mobili

Nella mappa della sede del Catas di San Giovanni al Natisone, il più importante laboratorio europeo per il settore legno-arredo, è contrassegnato come 11 Edificio C, ma per tutti è il nuovo Laboratorio mobili. Un edificio modernissimo, che risorge dalle ceneri dell'incendio del 20 dicembre 2016. Un evento drammatico, che avrebbe potuto mettere in ginocchio la realtà friulana. “Invece”, ha detto il presidente Catas, Bernardino Ceccarelli, “l’abbiamo affrontato insieme, facendo squadra e continuando a lavorare, a fare prove, a rispondere alle necessità dei nostri clienti mentre il nuovo laboratorio cresceva giorno dopo giorno".

Oggi il taglio del nastro della nuovissima, alla presenza del presidente della Camera di commercio di Pordenone-Udine, Giovanni Da Pozzo, del sindaco di San Giovanni al Natisone Carlo Pali e dell'assessore regionale alle attività produttive e turismo Sergio Emidio Bini.

Il nuovo Laboratorio mobili è stato costruito in meno di due anni (il cantiere è stato aperto nell'ottobre del 2017) con un investimento di 4 milioni di euro, interamente coperto dalle risorse proprie di Catas. Si tratta di un edificio su due piani di oltre 4mila metri quadrati: al piano terra il laboratorio di 2.300 metri quadrati, con temperatura e umidità controllate, un sistema di trasmissione dei dati in fibra ottica e un centinaio di macchine e attrezzature per i test collegate in rete secondo i canoni dell’Industria 4.0. Al piano interrato un magazzino di 2mila metri quadri e spazi per riunioni e incontri di formazione; sul tetto un impianto fotovoltaico da 320 kW per produrre energia dal sole.

Si apre, dunque, un nuovo capitolo nella storia di Catas, che oggi conta 54 dipendenti ed effettua oltre 50mlla prove ogni anno per 2mlla clienti in tutto il mondo, con un fatturato che supera i 7 milioni di euro. Il nuovo laboratorio permetterà di potenziare in modo significativo la produttività dell'istituto, che da gennaio 2020 potrà anche contare su 30 nuove macchine di prova per l'analisi delle emissioni di formaldeide e di Cov, i composti organici volatili. Sarà sviluppato dunque un tema - quello dell’inquinamento indoor - quanto mai sentito nel mondo dell'arredo. Una tensione al futuro testimoniata anche dall'acquisto di un'area adiacente al laboratorio sulla quale si stanno già immaginando i possibili scenari futuri.

Il taglio del nastro che ha di fatto celebrato il nuovo laboratorio è stato senz’altro uno dei momenti più significativi nella storia del Catas, che proprio quest’anno ha raggiunto il suo 50esimo anniversario.

“L'ampliamento che inauguriamo oggi è il modo migliore per festeggiare questa importante realtà innovativa, un punto di riferimento a livello internazionale, che ci rende orgogliosi”, ha detto il sindaco Pali, ribadendo il forte legame fra il laboratorio e il territorio che lo ospita, a nome di un’amministrazione che è stata sempre al fianco di Catas, anche e sopratutto nei mesi della ricostruzione. Ha poi preso la parola Giovanni da Pozzo, che ha sottolineato come, “anche in questi anni difficili per l'economia mondiale, il Catas abbia saputo continuare a svilupparsi. Ed è ancora più straordinario pensando all'incendio che ne ha devastato la sede. Ebbene, non è bastato per fermare il lavoro e la voglia di fare e progredire di un team davvero forte e lungimirante. Non possiamo che festeggiare questo nuovo, importantissimo risultato con emozione, segno di come il Catas lavora e di come ha saputo reagire a un momento difficile, con la capacità e la forza di non abbattersi dimostrata da tutta questa grande squadra. Nessuno si è arreso e la ‘seconda vita’ che il Catas si è saputo costruire senza mai farsi abbattere è praticamente un miracolo, un esempio emozionante per tutti".

"Il Catas non è solo un importante laboratorio di livello europeo, ma un tratto distintivo della storia del Triangolo della sedia”, ha aggiunto Bini. “Racconta della capacità del nostro territorio, della nostra gente di abbinare al Dna del fare, la ricerca e l'innovazione. E' una risposta che la sfida del mercato globale richiede ed è quanto mai significativo ricordare che tutto ciò è nato 50 anni fa, con lungimiranza, quando nessuno poteva immaginare la realtà dell’Industria 4.0 e soprattutto la necessità di affrontare i mercati con processi e prodotti di eccellenza. Essere qui, oggi, per me significa anche avere la conferma che con il disegno di legge Sviluppo impresa, che approderà in aula a metà novembre, siamo sulla strada giusta: dobbiamo e vogliamo spingere la manifattura verso la trasformazione tecnologica, la digitalizzazione e - come dimostrato anche qui oggi - verso la sostenibilità produttiva. Concludo ringraziandovi a nome dell'amministrazione regionale per la capacità di reazione e la volontà di rinascita che avete dimostrato, un esempio per tutti".

La mattinata si è conclusa con la visita dei nuovi laboratori e un brindisi augurale.

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