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Ferriera, al via i corsi di riqualificazione

I primi percorsi formativi, d'intesa tra Arvedi e Regione, partiranno a metà ottobre e coinvolgeranno 51 persone

Ferriera, al via i corsi di riqualificazione

"I primi quattro corsi di formazione per riqualificare i lavoratori dell'ex area a caldo partiranno a metà ottobre e coinvolgeranno 51 persone. Dureranno tra le 200 e le 250 ore e avranno una percentuale che oscilla tra il 70% e l'80% di affiancamento a lavoratori già esperti, mentre le ore rimanenti (20%-30%) saranno dedicate ad attività in aula. Quindi, ci sarà una parte prevalente di pratica ma anche una componente non marginale di teoria". Così Alessia Rosolen, assessore regionale al Lavoro, nel "mettere i puntini sulle "i" rispetto all'organizzazione e all'effettuazione dei corsi formativi per gli ex dipendenti dell'area a caldo" della Ferriera di Servola.

Sono quattro i profili che verranno formati, in accordo con Arvedi: pulpitisti specialisti, manutentori, movimentatori e una quarta figura ibrida, intermedia tra le specializzazioni sopra indicate. "Dalla data della sottoscrizione dell'Accordo di Programma - ha commentato Rosolen - la Regione ha bruciato le tappe e interpretato un ruolo proattivo per concordare e avviare i corsi. Cogliamo l'occasione per annunciare che lunedì 28 settembre si terrà un nuovo incontro finalizzato a definire il numero esatto delle ore per i singoli corsi".

Come è stato spiegato dall'assessore, sono stati individuati percorsi finalizzati a valorizzare le competenze dei lavoratori e consentire un arricchimento del bagaglio formativo immediatamente spendibile. La proprietà ha tratteggiato un quadro di quelle che sono le esigenze lavorative e la Regione si è spesa per garantire che i corsi rispondessero a sollecitazioni chiare e puntuali e venissero organizzati in tempi molto rapidi. "Sono stati messi in campo tutti gli strumenti e le misure possibili, attingendo anche dal Fondo Sociale Europeo per assecondare le richieste della proprietà e agevolare Arvedi nella pianificazione del lavoro".

Rosolen ha chiarito anche che "l'accordo di programma prevede un periodo di due anni per lo svolgimento dei corsi e il numero dei partecipanti viene stabilito in accordo da Arvedi e dalle sigle sindacali. È necessario suddividere i lavoratori in gruppi numericamente ragionevoli e rispondenti alle effettive esigenze del ciclo produttivo. Ci sono regole imposte da normative nazionali - ha aggiunto - che non possono essere eluse: il numero di ore dei corsi è propedeutico ad assicurare un bagaglio di conoscenze, competenze e capacità che rendano il lavoratore sufficientemente autonomo da iniziare il nuovo lavoro in sicurezza".

In conclusione, ha rilevato l'assessore, "la Regione sta conducendo un presidio attento e sistematico rispetto a questi percorsi formativi. Lo ha fatto nei mesi scorsi e continuerà a farlo. L'obiettivo è tutelare i lavoratori, non cimentarsi con l'esercizio della deresponsabilizzazione. Stiamo cercando soluzioni e confidiamo di trovarle, non ci interessa sparare addosso a presunti colpevoli cui addossare responsabilità. Naturalmente- chiude - restiamo a disposizione e rispondere in tempi rapidi alle richieste di organizzare ulteriori incontri da parte dei sindacati".

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