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Metalmeccanici, forti timori per la ripresa a settembre

Organizzazioni sindacali preoccupate per il ricorso alla cassa integrazione nel comparto in provincia di Udine. La sospensione dell’attività lavorativa arriva fino al 60%

Metalmeccanici, forti timori per la ripresa a settembre

Oggi a Udine, nella sala del Cine Città Fiera, si è riunita l’assemblea dei delegati della FIM-CISL Friuli Venezia Giulia in Provincia di Udine. È stato un momento di confronto che ha visto partecipare tutti i Delegati RSU delle aziende più importanti del nostro territorio.
Quello che è emerso dalla relazione introduttiva è un quadro non certamente confortante per la nostra Regione ed in particolar modo per la nostra Provincia, che registra un utilizzo della Cassa Integrazione COVID al 30% di sospensione dell’attività lavorativa mediamente, con picchi che raggiungono anche il 50/60% in molte realtà.
Preoccupano fortemente gli andamenti del comparto Automotive dove la crisi derivante dalle difficoltà del settore automobilistico è stata ulteriormente aggravata dall’emergenza COVID-19 , anche il settore siderurgico è in forte sofferenza a causa degli investimenti crollati nei settori in cui è richiesto acciaio: OIL and GAS, grandi opere e settore auto.
Tutta la zona di San Giorgio di Nogaro vede una contrazione all’incirca del 40%.
Anche il Comparto della meccanica generale, per la costruzione delle macchine e degli impianti di produzione che per la maggior parte è costituito da aziende di medie dimensioni dai 20 ai 70 addetti storiche nel territorio e che generalmente ancora oggi hanno una proprietà in carne ed ossa e non fondi di investimento.
Oltre alle difficoltà contingenti quello che preoccupa i metalmeccanici della CISL sono anche le prospettive per il futuro, perché gli indicatori economici tendenziali non delineano una situazione confortante e la maggior parte delle aziende navigano nell’incertezza con una visibilità sugli ordinativi che non traguarda oltre il mese.
Un altro allarme emerso dalla riunione odierna riguarda la difficoltà che alcune aziende iniziano a lamentare sulla capacità di anticipare il trattamento di Cassa Integrazione Ordinaria, condizione questa, che vista la difficoltà che ancora oggi c’è nell’erogare gli importi da parte dell’INPS, potrebbe generare difficoltà ancora maggiori per i lavoratori.

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