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Safilo, via libera al pre-accordo

I lavoratori di Martignacco hanno approvato l’intesa siglata ieri tra sindacati e proprietà

Safilo, via libera al pre-accordo

L'assemblea dei lavoratori della Safilo di Martignacco ha dato il via libera al pre-accordo siglato ieri da sindacati e proprietà. I dipendenti dello stabilimento, destinato alla chiusura, si sono espressi con 224 voti a favore e due astensioni su un totale di 226 votanti.

Al centro dell’intesa, lo slittamento al 1 luglio dell'avvio della cassa integrazione, incentivi per favorire l'esodo volontario e l’affidamento a un advisor dell’incarico di individuare un potenziale compratore interessato alla re-industrializzazione del sito. La trattativa ora dovrà ampliarsi agli altri stabilimenti, per poi essere ratificata al Mise.

"Un risultato importante – commenta il segretario provinciale della Filctem Cgil Udine Andrea Modotto – che attesta i passi avanti fatti rispetto all’ipotesi iniziale, che prevedeva, lo ricordiamo, la chiusura immediata del sito. Esistono ora le condizioni – e cioè lo slittamento della chiusura, l’intervento dell’advisor per la ricerca di nuove soluzioni imprenditoriali, la possibilità di attivare la cassa integrazione, incentivi all’esodo fino a un massimo di 12 mesi di salario – per siglare l’intesa davanti al Mise, che come noto dovrà riguardare tutti i 700 esuberi nell’ambito del gruppo, e non solo i 226 di Martignacco".

Sull’approvazione dell’intesa interviene anche il segretario generale della Cgil Udine Natalino Giacomini: "C’è stata una trattativa vera – commenta – focalizzata su Martignacco e sui suoi dipendenti, che ha consentito di raggiungere un risultato che non era per nulla scontato quando è stata annunciata la chiusura. Resta l’impatto negativo della chiusura di un sito importante, ma con più tempo e maggiori strumenti per cercare una nuova soluzione imprenditoriale. È indispensabile il massimo impegno di tutte le parti in causa, incluse le istituzioni e le forze imprenditoriali, verso questo obiettivo e se sarà necessario sul fronte del ricollocamento, per garantire un futuro ai lavoratori e alle lavoratrici di Sàfilo e per salvaguardare un patrimonio di professionalità che non deve essere disperso".

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