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Un giardino giappo-bisiaco

L’originale creazione si trova a Turriaco ed è opera della grande passione di Beniamino Domini. Il suo è un percorso iniziato decenni fa e che ora è meta di visita per appassionati e curiosi

Un giardino giappo-bisiaco

Avete mai sentito parlare di un giardino giappo-bisiaco? Credo di no. Perché la sua conoscenza, oltre al fatto di essere ubicato in un luogo non facilissimo da trovare, è legata sia alla conoscenza personale in campo botanico che alla propria passione per le piante e i giardini.

Beniamino Domini, nel suo piccolo, è partito proprio dall’amore e dalla sua curiosità verso le piante, di ogni specie e genere, ed è arrivato dopo più di trent’anni di infaticabile lavoro e cura al risultato che si può ammirare oggi. Ovvero un giardino del tutto particolare, vicino all’aeroporto regionale, all’interno del paese di Turriaco. A pochi passi dall’Isonzo, Beniamino e sua moglie Ileana hanno trasformato negli anni un terreno incolto vicino alla loro abitazione di via Piave in un paradiso terrestre. Pochi metri quadri sono bastati all’infaticabile ‘mastro giardiniere’ per raccogliere, acquistare, comporre e modellare una varietà decisamente particolare di fiori e piante. Con la vera peculiarità che è una pianta di sughero, uno dei numerosi vanti del proprietario.

“Credo sia sopravvissuta a certe temperature rigide grazie alla posizione dove è protetta dalle folate gelide” racconta Domini a chi lo va a trovare e visita il suo giardino. Il suo è un percorso iniziato decenni fa: “Sono quasi quarant’anni che curo il giardino, numerose sono le piantine che ho raccolto sul Carso durante le mie escursioni”.
Appassionato di funghi, a volte raccoglieva qualche piantina che lo poteva interessare.

“Questi non sono Bonsai - indica Beniamino raccontando - perché le ho piantate direttamente nel terreno invece di passare per il vaso. Per farle rimanere così stilizzate e belle da vedere le devo potare e passare circa quattro volte all’anno. Io ho tanta soddisfazione anche per le numerose persone che vengono a trovarmi, anche persone competenti”.
Tra i vari, recentemente, un gruppo di triestini che era appena tornato dal Giappone e, incuriositi dalla locandina della manifestazione Giardini Aperti, che lo descriveva come ‘giardino roccioso giapponese’, sono arrivati a Turriaco per vederlo.

“E ne sono rimasti inevitabilmente molto colpiti – spiega il suo autore - perché a differenza dei giardini di Bonsai il mio ha un’armonia totalmente diversa. Il gruppo alla fine è rimasto entusiasta. E io pure”.
Un sincretismo tra stile giapponese e anima bisiaca. Quindi… giappo-bisiaco.

“Però un po’ più bisiaco”, scherza Beniamino. Per il futuro varie sono le domande, anche se da buon ‘patoco’ rimarca la tipica frase, “finché ci sarà la salute”, arricchendolo mano a mano con piante nuove o sostituendone altre. Salute che, anche per la qualità di trattamento che il giardino riceve, si trasferisce alle piccole piante curate da Beniamino.
“Non uso alcun tipo di pesticida - conclude - se non quel poco di verderame che può essere utile per disinfettare. Difatti i bambini, quando arrivano, la prima cosa che fanno sono le capriole sul prato”.

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