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Cormons, la Cantina Produttori brinda alla sua sede

La società cooperativa, fondata nel 1968, ha formalizzato l'acquisto dell'immobile dalla Regione

Cormons, la Cantina Produttori brinda alla sua sede

Si brinda con il nuovo spumante metodo classico “Kremaun” alla Cantina Produttori Cormòns. Un brindisi che suggella, con la firma del notaio Andrea Maistrello, una trattativa lunga che, grazie all’assessore all’agricoltura Stefano Zannier, ha portato finalmente all’acquisto dell’immobile.

"Un obiettivo voluto e raggiunto da questo cda della Cantina - ha dichiarato il presidente Filippo Bregant -. Un processo di restyling del marchio, una politica di contenimento dei costi, una riorganizzazione interna, con un'accelerazione impressa dal nuovo direttore generale Alessandro Dal Zovo, insediatosi in azienda dall’aprile del 2019. Gli indici di crescita sono positivi e il risultato economico di bilancio è il migliore degli ultimi anni. Ora, con l'acquisto dell'immobile, aumenta il patrimonio e non vi sarà il costo della locazione, garantendo più sicurezza ai soci, ai quali abbiamo liquidato le uve conferite ad un prezzo aumentato del 15%. Ringrazio il Banco Bpm che ha voluto fortemente sostenerci in questa operazione".

Tutto era nato quando un altro notaio, Albano Delfabro, nel dicembre 1968, certificò la costituzione della “Cantina sociale del Collio e dell’Isonzo”. Fu l’Ersa a promuovere la fondazione di questa società cooperativa "con lo scopo di giungere alla costruzione di uno stabilimento per la trasformazione e la commercializzazione del prodotto locale, in Cormons - si legge in una pubblicazione del 1972 -. I viticoltori saranno così in grado di valorizzare in modo determinante il prodotto di una zona dove la vite trova il suo ambiente più congeniale ed esprime il meglio di se stessa con prodotti di finezza e qualità indiscusse".

Da allora i Soci della cooperativa hanno rinnovato i beni a loro affidati con investimenti per ampliare l’immobile ed ammodernare le attrezzature, per un importo che si aggira attorno ai 15.000.000 di euro attuali.

Lo stabile, che con firma dell’architetto Lara Carlot, già dirigente della Provincia di Gorizia, ora in veste di legale rappresentante della Direzione centrale patrimonio, è finalmente passato alla Cantina, appena un anno e mezzo fa si era tinto di nuovo. "L’acquisizione, sostenuta dal Banco Bpm, ci permette di guardare al futuro con serenità. Abbiamo superato l’emergenza Covid senza grandi danni a livello commerciale, grazie anche alla Gdo, avendo attuato tutte le strategie necessarie appena iniziato il lockdown, avviando la vendita on line, potenziando il wine shop, la consegna a domicilio e supportando la Rete vendita Italia non appena l’emergenza è terminata".

"Abbiamo chiuso positivamente il bilancio e la remunerazione dei soci è ritornata ad essere al centro della politica aziendale ed il primo obiettivo economico della Cooperativa. Certo abbiamo ancora dei punti critici da sistemare - spiega il dg Alessandro Dal Zovo -, non ultimo il mercato estero, ma con l’inserimento del nuovo export manager, superata la pandemia in alcuni Stati strategici (non ultimi gli Usa), sapremo imporci grazie alla crescita qualitativa dei nostri vini. Un’azienda deve guardare al futuro con spirito imprenditoriale soprattutto se si tratta di una cooperativa ed è per questo che abbiamo nel nostro Piano industriale triennale investimenti per un milione di euro, i quali ci permetteranno di rendere ancora più efficiente l’impresa, ora che gli immobili strumentali sono nostri". 

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