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Dimmi che birra bevi e ti dirò chi sei

La varietà di ‘bionde’, ‘rosse’, ‘scure’ e ‘bianche’ oggi esistenti rende necessaria una piccola guida per orientare esperti e neofiti

Dimmi che birra bevi e ti dirò chi sei

I gusti si affinano e l’offerta si ampia. Se fino a qualche decennio fa era ancora possibile ordinare ‘una birra’ senza altra specifica (come se fosse possibile chiedere ‘un vino’!), oggi la varietà a disposizione richiede come minimo una distinzione di base tra i vari tipi.

Dato per appurato che non esiste una distinzione tra birre ‘chiare’ e ‘scure’, le famiglie principali sono legate alla fermentazione.
Senza addentrarsi troppo in discorsi tecnici, le birre a bassa fermentazione sono oggi quelle più diffuse, visto che comprendono le cosiddette Lager (dal tedesco ‘deposito’, ‘luogo di conservazione’), birre attorno ai 5 gradi, diffuse in Italia e in tutta l’Europa centro-settentrionale, perlopiù d’area germanica, grazie anche alle chiare Muenchener e Dortmunder, alle scure Bock e Doppelbock (con gradazione fino a 10 gradi). E soprattutto alla Pilsener (o Pilsner, o semplicemente Pils), apprezzata anche negli Usa.

Se il processo di fermentazione arriva ad alte temperature (e a depositi superficiali, ma qui siamo di nuovo sul ‘tecnico’), si parla di alta fermentazione, quella delle famose birre belghe Trappiste, non uno ‘stile’, ma una denominazione generica legata al luogo di produzione originario, i monasteri.
Le altre birre ad alta fermentazione più famose sono le Ale, soprattutto belghe (dove possono anche assumere il nome di Strong Ale o Brown Ale), tedesche e inglesi.

Sono, queste ultime, le birre ‘da intenditori’, possibilmente spillate manualmente, senza aggiunta di anidride carbonica, come la londinese Porter, l’inglesissima Bitter (il ‘must’ dei pub) e la scura Stout. Nella versione Bitter Stout, diventa la più famosa marca-simbolo di una nazione, l’Irlanda. Come Imperial Stout, invece, può tranquillamente superare i 10 gradi. Al gruppo si aggiungono la Scotch Ale (scozzese, scura e ad alta gradazione), la Pale Ale, la India Pale Ale e pure la American Ale.

Resta ancora un piccolo gruppo di birre che non fa parte di queste due famiglie, quello delle birre di frumento,  che comprende la franco-belga Blanche e la tedesca (del Nord) Weisse, che nelle regioni germaniche del Sud prende il nome – e le caratteristiche diverse – di Weizen.  Ultima eccezione: la birra a ‘fermentazione spontanea’ in botte di legno, ossia la belga Lambic, una delle più antiche mai prodotte nel mondo occidentale.

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