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Marchio per la Rosa di Gorizia

Al nobile radicchio è stata oggi assegnata la Denominazione comunale

Marchio per la Rosa di Gorizia

E' stato siglato stamani in municipio a Gorizia il protocollo d'intesa tra il Comune e l'Associazione dei produttori della Rosa di Gorizia, con il quale si sancisce la nascita del marchio di Denominazione comunale (DeCo). Il marchio, accompagnato dal relativo disciplinare, intende tutelare la tipicità del caratteristico radicchio, prodotto nella zona nord del capoluogo isontino. Dell'attività di certificazione si occuperà l'associazione dei produttori, che vaglierà e vigilerà sulle richieste di adesione al marchio, che in futuro potrà essere abbinato a ulteriori prodotti tipici del Goriziano.

I più nobili radicchi friulani sono, appunto, la Rosa di Gorizia, dal colore rosso intenso con venature rosate, e il Canarino, selezione sempre originaria dell’Isontino e caratterizzata dalla predominante tonalità gialla.

Entrambi si caratterizzano per la coltivazione in campo e, poi, il trasferimento al coperto dove avviene una preparazione frutto dell’esperienza contadina di secoli. Il procedimento di "imbiancatura", infatti, è lungo e richiede un gran dispendio di manualità, fattore che ne lievitare di molto il prezzo finale del prodotto. Il risultato, però, è sotto l'aspetto gastronomico eccellente: infatti, il radicchio diventa più dolce, da amaro che sarebbe, e più croccante.

La pianta, dopo aver sopportato i primi freddi invernali, è raccolta dal campo per intero, compresa la radice che deve rimanere perfettamente integra, per essere quindi posta su un letto di terriccio all'interno di ambienti chiusi e perfettamente oscurati. Al buio e in un clima costante caldo-umido, con circa 15 gradi centigradi di temperatura, il radicchio continua a vegetare, ma nell'arco di due settimane i suoi colori si attenuano e i toni da rossi che erano diventano, nei due casi, rosati o giallognoli.

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