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Rivoluzione a Friuli Doc

La kermesse dopo vent'anni torna allo spirito delle origini

Rivoluzione a Friuli Doc

Riabbracciare i valori fondanti della prima edizione del 1995, una sempre maggiore identificazione territoriale, il consolidamento della valorizzazione dei prodotti locali e la loro costante tracciabilità. Più in generale una maggiore trasparenza e chiarezza nelle regole per partecipare alla manifestazione a vantaggio di tutti i soggetti coinvolti. Friuli Doc, la più grande vetrina enogastronomica regionale, giunta quest’anno alla sua ventesima edizione, inizia a scaldare i motori con un regolamento tutto nuovo in vista dell’edizione 2014 in programma dall’11 al 14 settembre.

“Abbiamo pensato – spiega l’assessore comunale alle Attività produttive e Turismo, Alessandro Venanzi (nella foto) – che dopo 20 anni fosse giunto il momento di mettere mano in modo strutturale al regolamento, venendo così incontro da un lato alle richieste condivise con le associazioni delle proloco, con cui recentemente è stato siglato un protocollo, e dall’altro alle esigenze manifestate dalla Regione che ci ha chiesto, per poter vincolare i finanziamenti, una maggiore chiarezza e una trasformazione della rassegna verso una reale fiera enogastronomica. Questo – prosegue – ha portato alla necessità di un cambiamento nelle regole per garantire la continuità di una manifestazione che, lo ricordiamo, porta in città un giro di affari di 4 milioni di euro. In buona sostanza – chiarisce – vogliamo tornare all’idea di fiera, ovvero dove si degusti in vari stand le tantissime peculiarità del nostro territorio. Ed è questo che cercheremo di favorire”.

Diversi i punti messi nero su bianco nel regolamento approvato dalla giunta comunale e in vigore già da questa edizione dopo essere già stato condiviso con le categorie economiche. Innanzitutto si definiscono una volta per tutte sia le giornate dedicate alla kermesse, il secondo fine settimana, dal giovedì alla domenica di ogni settembre, sia gli orari di apertura degli stand (giovedì dalle 17.30 all’1, venerdì e sabato dalle 10 alle 2 di notte e la domenica dalle 10 alle 24) e quelli espressamente dedicati all’allietamento musicale, consentito, salvo diverse ordinanze sindacali, fino alle 23.30 di giovedì, alle 24 di venerdì, all’1 di notte sabato e alle 24 della domenica. “Tutte le attività collaterali – precisa Venanzi – dovranno essere autorizzate e approvate da un’apposita commissione in modo da evitare conflittualità con gli altri eventi organizzati dal Comune stesso, fermo restando che per quanto riguarda l’allietamento esercitato all’esterno dei locali partecipanti sarà favorita la musica dal vivo”.

Sul fronte dei soggetti che possono partecipare, a Friuli Doc come sempre ci saranno espositori del comparto agroalimentare, del comparto artigianale, esercizi di somministrazione, operatori su area pubblica e associazioni. In base al regolamento, tuttavia, tutti questi sono chiamati al rispetto dei criteri fondamentali della rassegna, ovvero proporre esclusivamente prodotti tipici e di qualità, con particolare attenzione a quelli doc, e dovranno garantire la tracciabilità, che deve essere legata al territorio. Ma non solo, perché i partecipanti dovranno assicurare, tra l’altro, il decoro degli allestimenti con strutture di colore neutro in modo tale da uniformare anche l’impatto visivo generale della kermesse privilegiando l’utilizzo di sedie e tavoli al posto di panche e tavoloni. Per quanto riguarda il comparto strettamente legato all’agroalimentare, il nuovo regolamento prevede che sia ammessa solo la presenza di espositori, consorzi, enti, comunità rappresentative del territorio, pro loco, sagre regionali e aziende private, che propongano prodotti esclusivamente tipici della Regione Friuli Venezia Giulia, presentati insieme al territorio di appartenenza, in modo tale da creare sinergia tra l’offerta enogastronomica e l’offerta turistica.

Capitolo a parte è dedicato agli esercizi di somministrazione, la cui partecipazione sarà consentita solo agli operatori aventi la propria attività all’interno dell’area della manifestazione. Questi, all’atto della domanda, dovranno presentare una proposta dettagliata (ad esempio piatto più vino o stuzzichino più vino, servito sempre in un calice di vetro), volta alla promozione dei prodotti regionali.

“Anche qui – precisa ancora Venanzi – abbiamo voluto, a vantaggio di tutti, regole più precise. Per i pubblici esercizi che chiederanno la modifica o l’aumento dell’occupazione del suolo pubblico, sarà possibile ampliare quella esistente fino ad un massimo del 20%, mentre per quelli che non hanno estensioni esterne del loro locale, gli eventuali ampliamenti verranno concessi in base alla compatibilità degli spazi disponibili e, comunque, dovranno essere confinanti o adiacenti con la loro attività”.

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