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Tutto esaurito per 'Storie di vini e di cavalieri'

Sold out l'incontro Voci dal Vigneto con Vittorio Sgarbi alla Tenuta di Angoris per presentare il libro di Stefano Cosma

Tutto esaurito per 'Storie di vini e di cavalieri'

Ci sono storie di vini e di cavalieri, nel libro “Langoris” (Leg edizioni) di Stefano Cosma, ma anche di arte e di architettura. L’autore ricorda che nel 1939 fu il noto architetto romano Tullio Rossi ad occuparsi dei lavori di restauro e dell’arredo di villa Locatelli, nonché della ristrutturazione della dependance, nel 1940. Per i conti Miani di Angoris, Rossi aveva già progettato la villa a Cortina, nel 1937, e due case a Milano.

Villa nella quale mercoledì 23, alle 16.30, interverrà il critico d’arte e opinionista Vittorio Sgarbi, in occasione di un’edizione straordinaria di “Voci dal Vigneto”. L’evento avrà inizio alle 16.30, con Marta Locatelli che farà da padrona di casa, accogliendo Sgarbi in un contesto ricco di storia e di opere d’arte, di arazzi, di ritratti, nature morte, scene di battaglie navali, senza contare la seicentesca pala dell’altare della chiesetta dedicata a Santa Cecilia.

La prima parte di “Voci dal Vigneto” sarà incentrata sul libro di Cosma e sulle vicende storiche, mentre la seconda, con inizio alle 18.30, vedrà protagonista il Collio bianco 2017, premiato con i 3 bicchieri dal Gambero Rosso. Un appuntamento che ha registrato il tutto esaurito, grazie all’atteso intervento di Vittorio Sgarbi, tant’è che già venerdì 25 il libro “Langoris” verrà presentato nella Biblioteca di Ronchi dei Legionari, alle 18.30, all’interno della rassegna "Autunno da sfogliare... e da ascoltare", dove l’autore sarà intervistato dal giornalista Roberto Covaz. Nelle settimane successive sono in programma altre presentazioni a Gorizia, Udine e Trieste.

Nel libro è descritto anche l’arredo che aveva palazzo Locatelli, attuale municipio di Cormons, nel ‘700: "sotto il portico campeggiavano sei quadri antichi, altrettanti nella prima camera annessa, più dieci altri di pittura antica; nella seconda camera due grandi ritratti antichi e altri sei quadri, quattro nature morte, cinque quadri a soggetto storico, alcuni raffiguranti scene religiose e tanti quadretti. E più di 140 sedie, fra quelle con cuscini in pelle e altre rivestite di damasco, sedici poltroncine di cui nove in damasco color giallo. Credenze, scrittoi, 47 tavolini, almeno 12 canapè una dozzina di specchi, orologi da muro, 18 letti, 26 lumiere (…) Al piano nobile si conservano tuttora le decorazioni del salone centrale e dell’atrio, realizzate dal pittore udinese Antonio Picco (1828-1897)".


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