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'Congo, no allo sfruttamento dei bambini per la transizione Green'

Lo chiede in un’interrogazione alla Commissione europea l’europarlamentare della Lega Elena Lizzi

'Congo, no allo sfruttamento dei bambini per la transizione Green'

“Lo sfruttamento delle regioni della Repubblica Democratica del Congo, ricche di cobalto, è un fenomeno sempre più critico nell’ambito della difesa dei diritti umani e dei minori. Il cobalto è una materia prima fondamentale per la realizzazione delle batterie al litio che alimentano le auto elettriche e i dispositivi elettronici di largo consumo, protagonisti principali della rivoluzione ecologica", denuncia l’europarlamentare della Lega Elena Lizzi.

"Nella regione del Lualaba, in Congo, da cui proviene più del 60% della fornitura mondiale di cobalto, si verifica il più alto tasso di decessi di bambini di età compresa fra i sei e gli otto anni, a causa delle infime condizioni lavorative a cui vengono sottoposti. Come emerge dalle accuse dell’International Rights Advocates, i bambini lavorano illegalmente nelle miniere della compagnia anglo-svizzera Glencore, la quale vende il cobalto a Umicore, un trader con base a Bruxelles, che a sua volta lo rivende ad alcune delle aziende più potenti del mondo, come Dell, Microsoft e Tesla".

"Purtroppo, a livello internazionale, gli effetti devastanti sulla popolazione locale delle politiche in nome della transizione green, sono totalmente trascurati. La Commissione europea deve contrastare le pratiche di sfruttamento minorile e di conseguenza promuovere un sistema di fabbricazione ed importazione di batterie per meccanismi elettronici che garantisca diritti umani, trasparenza e legalità”, chiede Lizzi, che ha presentato un’interrogazione alla Commissione europea per fare luce su vicende che coinvolgono anche multinazionali con sede in Europa.

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