Home / Politica / 'Il Fvg reclama il pieno utilizzo dei Punti Franchi'

'Il Fvg reclama il pieno utilizzo dei Punti Franchi'

Giacomelli: "Nonostante il progressivo aumento dei traffici portuali, lo scalo giuliano non è in grado di produrre valore aggiunto sul territorio"

'Il Fvg reclama il pieno utilizzo dei Punti Franchi'

"Tutti i gruppi presenti in Consiglio regionale, sia quelli di maggioranza che quelli di opposizione, hanno voluto trasmettere nelle mani del presidente Piero Mauro Zanin una richiesta di convocazione congiunta della I e della IV Commissione per audire, sul tema della valorizzazione del regime dei punti franchi di Trieste, una serie di interlocutori. Si tratta del presidente dell'Autorità di sistema portuale del Mare Adriatico Orientale, Zeno d'Agostino, del direttore generale della direzione interregionale Veneto e Friuli Venezia Giulia dell'Agenzia delle dogane, Davide Bellosi, e del presidente della Confederazione regionale delle categorie degli Spedizionieri internazionali, Agenti marittimi e Terminalisti portuali, Stefano Visintin".

Lo annuncia in una nota il capogruppo di Fratelli d'Italia in Consiglio regionale, Claudio Giacomelli, ricordando che "l'iniziativa nasce da due ordini di considerazioni. La prima, di carattere economico, consiste nella difficile congiuntura derivante dalla pandemia da Covid-19, che vede una contrazione del Pil regionale pari al 7,1% con preoccupanti ricadute di lunga durata, sia sul piano dell'occupazione che su quello della tenuta del tessuto produttivo della Regione".

"La seconda ragione - prosegue l'esponente di FdI - deriva dalla constatazione di come il Fvg non sia stato ancora messo nelle condizioni di sfruttare fino in fondo lo strumento di promozione industriale che consiste nel regime internazionale dei punti franchi di Trieste. E ciò soprattutto a causa di controverse interpretazioni circa la loro extradoganalità".

"Lo stesso Fvg D'Agostino ha più volte sottolineato come, nonostante il progressivo aumento dei traffici portuali abbia trasformato lo scalo giuliano nel primo porto in Italia per merci transitate, questo settore non sia in grado di produrre sul territorio regionale, per sua intrinseca natura, quel valore aggiunto, in termini di ricadute economiche, tale da sostenere la ripresa e l'occupazione".

"Inoltre - aggiunge Giacomelli - anche Visintin ha più volte ricordato che i traffici portuali potranno contribuire efficacemente a un incremento del pil regionale solo se affiancati da consistenti attività di trasformazione, lavorazione e logistica delle merci. Per questo motivo ho ritenuto essenziale, soprattutto in questo difficile contesto economico, far sì che tutta la Regione si attivi affinché, oltre ai temi dell'integrazione dei porti e degli interporti regionali, venga valorizzato il regime dei punti franchi. E ciò anche quale occasione di sviluppo industriale e strumento per favorire il re-shoring di aziende delocalizzate per attivare un virtuoso effetto volano a vantaggio di tutta l'economia territoriale".

"La Regione Fvg - conclude il capogruppo di FdI - non reclama dallo Stato e dalla Comunità europea sussidi, elemosine o sovvenzioni. Nello spirito della ricostruzione del 1976 chiede invece autonomia e libertà di manovra, ma anche che vengano rese pienamente disponibili le opportunità di sviluppo industriale che già ci sono e che, soprattutto in questa drammatica congiuntura, devono essere lasciate libere di esercitare i loro proficui effetti. In quest'ottica, diventa importante la firma di tutti i gruppi, a dimostrazione che è possibile lavorare fianco a fianco per l'economia della città e della regione".

0 Commenti

Cronaca

Economia

Sport news

Cultura

Il Friuli

Business

Green

Family

Invia questa pagina ad un tuo amico
I campti contrassegnati con * sono obbligatori