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'Porto, ferrovie e strade restino al Fvg'

Nicoli (FI) mette in guardia sui pericoli nella cessione della governance delle infrastrutture allo Stato

'Porto, ferrovie e strade restino al Fvg'

“Mi appello agli amministratori non soltanto dell’Isontino e del Monfalconese: vanno respinte le pericolose manovre, che si profilano all’orizzonte, tese a depotenziare l’autonomia e la specialità della Regione Fvg”. Lo afferma il capogruppo di Forza Italia in consiglio regionale, Giuseppe Nicoli, in relazione alla gestione delle infrastrutture portuali, ferroviarie e stradali regionali.

L’intervento del forzista prende spunto dall’approvazione della fusione tra i consorzi di sviluppo economico di Gorizia e Monfalcone, “operazione strategica – osserva Nicoli – che se gestita al meglio può mettere a sistema il comparto produttivo, logistico e portuale del Monfalconese e rilanciare quello goriziano in profonda crisi, a patto di investimenti sulle infrastrutture ferroviarie e stradali a servizio del porto di Monfalcone e dell’autoporto di Gorizia”.

La preoccupazione di Nicoli è però legata ai passaggi successivi alla fusione: “Facciamo attenzione: il Coselag o ciò che rimane del consorzio triestino, che di fatto comprende la ex Ezit – avverte il consigliere – potrebbe finire nella stessa compagine. Si creerebbe di fatto un unico consorzio per lo sviluppo economico della Venezia Giulia che, con tutta probabilità, finirebbe sotto l’egida dell’Autorità di sistema portuale del mare Adriatico orientale, con un’operazione di acquisizione simile a quella perfezionata con la Camera di commercio della Venezia Giulia, acquisendo, magari al ribasso, l’Azienda speciale del porto di Monfalcone, comprensiva di aree e personale”.

Qui, secondo Nicoli, sta il nodo della questione: “Il timore è che venga depotenziata l’autonomia e la specialità della nostra Regione, delegando ad altri enti dello Stato, come l’Autorità di sistema, le scelte strategiche in tema di geopolitica, economia di sviluppo e crescita occupazionale cedendo le nostre infrastrutture (oltre ai porti, anche retroporti e aree industriali) e i nostri consorzi: in poche parole, le nostre enormi potenzialità. Ciò anche alla luce del recente protagonismo dell’Autorità di sistema, prima con i poco chiari accordi sulla Via della seta cinese, poi con l’acquisizione tedesca della maggioranza di Piattaforma logistica Trieste”.

“È chiaro – conclude Nicoli - che devono essere apportate le dovute modifiche alla riforma dei porti Delrio, che di fatto ha escluso i Comuni che non sono sede di Autorità di sistema dai relativi Comitati di gestione (si veda il caso Monfalcone). Ma non c’è solo questo. La Regione non può delegare il futuro sviluppo delle infrastrutture del Fvg, bensì può far valere, anche in un’ottica di macroregione con il Veneto, l’invidiabile posizione geografica, nel cuore di quell’Europa delle Regioni che noi da tempo auspichiamo. Ci sono numerosi ambiti da governare e molti progetti da sviluppare, come la rivisitazione dell’Idrovia litoranea veneta, per collegare la pianura produttiva con l’Alto Adriatico, anche con riscoperte finalità storico turistiche. Porti, aeroporto e ferrovie siano priorità operativa della Regione, che a pieno titolo potrebbe creare un soggetto ad hoc, chiamiamolo per esempio “Logistica FVG”, per gestire le aree produttive e garantire nuove entrate alla comunità regionale”.

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