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'Scuola e precari, se vuole il Pd può fermare Azzolina'

Pittoni (Lega): "Sulle stabilizzazioni, sconcerta un partito che sul territorio afferma principi poi totalmente disattesi a livello romano"

'Scuola e precari, se vuole il Pd può fermare Azzolina'

"Leggo che a Pordenone il Partito democratico si sarebbe schierato con i docenti precari, per sostenere la stabilizzazione del lavoro nelle scuole e dare continuità didattica a migliaia di studenti, dice Annamaria Poggioli, referente locale Istruzione del Pd. Il problema è che a Roma chi supporta con maggior forza la linea anti precari e a favore del concorso straordinario del ministro Azzolina (che in piena emergenza sanitaria coinvolge 1.354 supplenti tra friulani e giuliani) è proprio il Pd". Parole del senatore Mario Pittoni, responsabile Scuola della Lega e vice presidente della commissione Cultura a palazzo Madama.

Pittoni si dice "sconcertato di un partito che, sul territorio, afferma principi poi totalmente disattesi a livello romano. Dall'inizio del suo mandato - spiega Pittoni - il ministro lavora per imporre concorsi per i quali non ci sono i tempi tecnici e che privilegiano la conoscenza (per semplificare: la memoria) sulla competenza (l'esperienza), contravvenendo all'impegno di una fase transitoria per il superamento del precariato "cronico" dei docenti, a conferma di una vera e propria guerra intrapresa da Azzolina contro i precari storici, senza alcuna reazione dei democratici, che potrebbero fermarla in qualsiasi momento. Situazioni particolari come l'attuale legittimano l’istituzione di uno strumento aggiuntivo, subordinato a quelli preesistenti, unico a poter garantire in tempo utile l'assegnazione dei docenti alle classi con la creazione di una maxi-graduatoria finalizzata alle immissioni in ruolo, che utilizzi solo ed esclusivamente i punteggi con cui gli aspiranti sono inclusi nelle rispettive liste".

"Per la cronaca il concorso per soli titoli, conosciuto come "doppio canale", è nato nel 1989 su proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri e di Sergio Mattarella, allora ministro dell'Istruzione, con la legge 417: provvedimento emanato ritenuta la straordinaria necessità ed urgenza di emanare norme in materia di reclutamento del personale della scuola, in relazione all'esigenza di provvedere, con la dovuta tempestività, alla copertura dei posti vacanti con personale di ruolo, in modo di assicurare l'ordinato svolgimento dell'anno scolastico 1989-1990. Tutte cose probabilmente sconosciute all'attuale ministro dell'Istruzione, che - conclude Pittoni - parla di strumento "poco rispettoso" della Costituzione".    

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