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A Trieste la storica visita dei Presidenti

I due Capi dello Stato hanno reso omaggio, mano nella mano, al Monumento nazionale della foiba di Basovizza e al Cippo del Tigr

Giornata storica a Trieste dove oggi si sono dati appuntamento i Presidenti Sergio Mattarella e Borut Pahor a Trieste, protagonisti di un intenso calendario di appuntamenti, ricco di significati per la nostra terra di confine, che ancora, per molti versi, cerca comprensione reciproca e pacificazione.

Il Capo dello Stato è arrivato in volo da Roma, all’aeroporto di Ronchi, accompagnato dal ministro degli Esteri Luigi Di Maio, dal ministro dell’Interno Luciana Lamorgese e dal ministro dell’Università e della Ricerca Gaetano Manfredi. Ad accogliere il presidente Mattarella al suo arrivo c'erano il presidente della Regione, Massimiliano Fedriga, il prefetto di Trieste, Valerio Valenti, e il sindaco della città, Roberto Dipiazza. Da lì la delegazione si è spostata alla Caserma del II Reggimento Piemonte Cavalleria dove, alle 11, si è tenuto l’incontro tra i due Presidenti (Pahor è arrivato in auto da Lubiana) con gli onori militari.

Dopo un breve colloquio all'interno della caserma, il corteo, quindi, si è diretto al Monumento nazionale di Basovizza, dove si è tenuto, in leggero ritardo rispetto al fitto programma, il primo momento altamente simbolico, ovvero la deposizione di una corona per ricordare le vittime della tragedia delle foibe e dell’esodo. Mattarella e Pahor, mano nella mano, hanno osservato un momento di raccoglimento, regalando una delle immagini indelebili di questa giornata.

Quindi, il passaggio al Monumento ai Caduti sloveni, il cippo del Tigr, che ricorda gli antifascisti sloveni fucilati dal regime fascista. Anche in questo caso i due Capi dello Stato si sono fermati a rendere omaggio alle quattro vittime mano nella mano.

La delegazione presidenziale è quindi arrivata in Prefettura, per la doppia consegna – italiana e slovena - delle massime onorificenze (il titolo di Cavaliere di Gran Croce e la "Zlato odlicje", la medaglia d'oro della Repubblica di Slovenia) allo scrittore Boris Pahor, sopravvissuto alle violenze nazifasciste e ultimo testimone dell'incendio del Narodni Dom, che sarà il cuore pulsante della visita.

In Prefettura, infatti, è stato firmato il documento per la restituzione del prestigioso edificio, progettato dall'architetto Max Fabiani, dato alle fiamme il 13 luglio del 1920 da una banda di squadristi. Alla firma prenderanno parte anche il Ministro dello Sviluppo economico, Stefano Patuanelli, e il vicepresidente della Camera Ettore Rosato, in veste ufficiale.

"La restituzione del Narodni Dom è frutto di un intenso lavoro di tutte le istituzioni", ha dichiarato il ministro Lamorgese, che "ci consente di realizzare un obiettivo fondamentale per le nostre democrazie: riconoscere e valorizzare il pluralismo delle identità, solo così le nostre società escono rafforzate rilanciando un messaggio di grande valore e di solidarietà anche ai giovani. La tutela delle minoranze e delle diverse identità – ha aggiunto - è uno dei principi fondamentali della Costituzione e il ministero dell'Interno è fortemente impegnato in questa direzione".

Il memorandum d'intesa è stato siglato nella prefettura di Trieste dal ministro dell’Interno Lamorgese, dal ministro dell'Università Manfredi, dal direttore generale dell’Agenzia del Demanio Antonio Agostini, dal presidente Fedriga, dal sindaco Dipiazza, dal rettore dell’Università di Trieste Roberto Di Lenarda, dal presidente Unione Culturale Economica Slovena - SKGZ Ksenija Dobrila, dal presidente della Confederazione Organizzazione Slovene – SSO Walter Bandelj.

"La storia non si cancella e le esperienze dolorose, sofferte dalle popolazioni di queste terre, non si dimenticano", ha detto il Presidente Mattarella, dopo il benvenuto al Presidente Pahor. "Proprio per questa ragione il tempo presente e l’avvenire chiamano al senso di responsabilità, a compiere una scelta tra fare di quelle sofferenze patite, da una parte e dall’altra, l’unico oggetto dei nostri pensieri, coltivando risentimento e rancore, oppure, al contrario, farne patrimonio comune, nel ricordo e nel rispetto, sviluppando collaborazione, amicizia, condivisione del futuro. Al di qua e al di là della frontiera - il cui significato di separazione è ormai, per fortuna, superato per effetto della comune scelta di integrazione nell’Unione Europea - sloveni e italiani sono decisamente per la seconda strada, rivolta al futuro, in nome dei valori oggi comuni: libertà, democrazia, pace".

"Oggi, qui a Trieste - con la presenza dell’amico Presidente Borut Pahor -segniamo una tappa importante nel dialogo tra le culture che contrassegnano queste aree di confine e che rendono queste aree di confine preziose per la vita dell’Europa", conclude Mattarella.

“Oggi vivo una gioia immensa: a cent’anni dal suo incendio, il Narodni dom è stato restituito agli sloveni”, ha detto il Presidente Pahor. “Il torto è stato corretto, giustizia è stata fatta. Possiamo celebrare assieme, Italia e Slovenia, perché si tratta di un’impresa condivisa. Si tratta di una vittoria meritata, per chi ha sempre creduto nella convivenza, nel rispetto reciproco e nei valori dell’Europa. Sembra un gesto scontato, eppure non lo è. E’ frutto dei nostri impegni condivisi e delle azioni reciproche. Oggi viviamo i sogni proibiti dei nostri antenati che si sono avverati”.

“Ci sono pochi posti come Trieste ad aver visto così da vicino l’inizio della Grande Guerra e la fine della Seconda Guerra Mondiale. Ma oggi Trieste ci parla anche del potere delle persone che ricordano, comprendono e perdonano. Ed è un potere enorme”.

“Questo atto è talmente forte che non riguarda solo sloveni e italiani, ma tutta l’Europa", ha concluso Pahor. "Oggi, almeno per un giorno, Trieste diventa idealmente capitale d’Europa”.

Il gruppo si è spostato, quindi, in via Filzi, per il momento ufficiale della consegna dell'ex Balkan, visitato dalle due delegazioni, prima di tornare in Prefettura per una colazione. Al termine, i due presidenti si sono salutati, ma la visita di Mattarella è proseguita nel palazzo della Regione, dove ha incontrato i rappresentanti delle associazioni del mondo dell’esodo giuliano, fiumano e dalmata (qui il video).

VIABILITA'. In occasione dell’incontro, tutti gli uffici della Questura e dei Commissariati distaccati e sezionali della provincia resteranno oggi chiusi al pubblico per l’intera giornata, fatta eccezione per l’Ufficio denunce. Per qualsiasi tipo di urgenza e necessità il cittadino potrà telefonare al Numero unico d’emergenza 112.

Sono previste brevi limitazioni pedonali e alla circolazione veicolare, che non arrecheranno disagi alla cittadinanza. Oltre trecento gli appartenenti alle Forze dell’Ordine coinvolti nel dispositivo di sicurezza, in parte reparti specializzati e provenienti da fuori città.

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