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Alt con il fucile spianato, non si placano le polemiche

Savino (FI) chiede l'intervento dell'Ue. Ghersinich (Lega) invita a fare chiarezza sull'episodio in Val Rosandra

Alt con il fucile spianato, non si placano le polemiche

Non si placano le polemiche su quanto accaduto nei giorni scorsi nei boschi della Val Rosandra, in territorio sloveno, dove una coppia sarebbe stata fermata, mentre passeggiava, da uomini in divisa militare che hanno intimato l'alt puntando un fucile.

Dopo l'intervento di Debora Serracchiani (Pd), che ha invocato l'intervento del Ministro degli Esteri Di Maio con l'omologo sloveno, oggi scende in campo anche Sandra Savino, deputata e coordinatrice di Forza Italia Fvg. "Riprende la rotta balcanica e con essa, a causa dell'inerzia della polizia slovena, gli arrivi di migranti in Fvg attraverso i confini con la Slovenia", scrive Savino.. "n'inerzia che lascia spazi a gruppi paramilitari, attivi nelle zone da mesi, che senza autorità e con metodi inaccettabili si arrogano il diritto di presidiare i territori, come pare sia accaduto nei giorni scorsi in Val Rosandra".

"Se la ricostruzione dei due giovani a cui è stato puntato il fucile alla testa fosse confermata, saremmo di fronte a un fatto di gravità inaudità, che merita l'intervento immediato dell'Unione europea. Nell’attesa che la Farnesina ci renda note le informazioni richieste alle autorità slovene, ho personalmente sollecitato gli europarlamentari di Forza Italia affinché presentino un’interrogazione”, conclude Savino.

"Se confermate, le notizie riportate dalla stampa su quanto accaduto a due giovani italo-sloveni in Val Rosandra costituirebbero un fatto molto grave". Lo afferma in una nota il consigliere regionale della Lega, Giuseppe Ghersinich, intervenendo sull'episodio che ha coinvolto due triestini, uno dei quali domiciliato in Slovenia, in un tratto di confine fra Italia e Slovenia non presidiato.

"Mi auguro sia fatta chiarezza quanto prima in maniera tale da poter fugare ogni dubbio e accertare, qualora ce ne siano, le responsabilità di quanto accaduto. Il nostro confine - continua l'esponente della Lega - è stato teatro già di troppe tragedie e il ricorso alle armi e alla violenza non può trovare giustificazioni".

"Solo un paio di settimane fa - ricorda Ghersinich - sono stati rintracciati dalle nostre Forze dell'Ordine ben 160 migranti irregolari che avevano attraversato indisturbati il confine in diversi punti sul Carso. La Slovenia, che si è affrettata a chiudere i confini per l'emergenza da Covid-19, dai dati dei rintracci non sembra collaborare alla lotta contro l'immigrazione clandestina, lasciando così tutto l'onere all'Italia".

"La delicatezza del momento - conclude il consigliere regionale - affida alla Slovenia la totale responsabilità di garantire massima trasparenza sull'episodio".

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