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Bocciata la proposta di legge sui subappalti

Insorgono le minoranze: "Ennesimo schiaffo della maggioranza alle piccole e medie imprese". Pizzimenti: "Evitare norme inefficaci"

Bocciata la proposta di legge sui subappalti

"Attendiamo di intervenire con una legge regionale più complessiva in tema di appalti, che tenga conto delle novità nazionali e comunitarie. Inoltre, parte di quanto previsto nel provvedimento è già di fatto superato". Con questa motivazione, la proposta di legge nazionale (pdln) 13 in tema di subappalti, che Mariagrazia Santoro aveva depositato assieme ad altri colleghi del Pd, è stata bocciata per la seconda volta dai consiglieri del Centrodestra della IV Commissione consiliare presieduta da Mara Piccin (FI), dopo che l'aveva già respinta ad ottobre ed era stata portata comunque all'attenzione dell'Aula per essere, però, rimandata al mittente per degli approfondimenti alla luce di quanto nel frattempo affermato dall'Autorità nazionale anticorruzione (Anac). Contrario anche l'assessore regionale a Infrastrutture e Territorio, Graziano Pizzimenti, presente ai lavori in via telematica.

Dunque, sempre per la seconda volta, il testo sarà proposto all'Assemblea legislativa tramite i medesimi relatori: Lorenzo Tosolini (Lega) per la maggioranza e Santoro per la minoranza.

A nulla sono valse le spiegazioni della consigliera, ma anche di Massimo Moretuzzo (Patto), Furio Honsell (Open Fvg), Diego Moretti (Pd) e Cristian Sergo (M5S), di accogliere una norma per un settore importante dell'economia regionale.

L'intenzione resta quella di apportare delle modifiche alla legge 55/2019 Sblocca cantieri, e conseguentemente al decreto legislativo 50/2016 Codice dei contratti pubblici, per potersi adeguare a due sentenze con cui, nel 2019, la Corte di Giustizia dell'Unione europea aveva sostenuto la necessità di prevedere di volta in volta la percentuale di subappalto da parte dell'ente appaltatore a fronte di adeguate motivazioni, escludendo una determinazione a priori dei limiti per via legislativa statale. "Non si tratta dunque della censura tout court del limite, come erroneamente letto da molti - ha ridetto la proponente nel suo intervento d'apertura - ma della necessità che sia fissato in ciascun appalto in relazione alla peculiarità dell'opera".

"Auspicavamo un'espressione politica sul tema da parte della Regione e del Consiglio del Friuli Venezia Giulia da portare a livello nazionale, dato che non abbiamo competenza sui subappalti - ha sottolineato con Moretti - e perciò ritenevano la pdln lo strumento di intervento migliore".

"Non è un testo strumentale, mentre potrebbe essere un primo passo per un intervento nazionale", ha evidenziato Honsell, con Moretuzzo che trova "incomprensibile tenerlo fermo in attesa di sapere cosa legiferano gli altri" e Sergo che avrebbe voluto "che la Regione esplicitasse la propria posizione attraverso la presentazione di un emendamento alla pdln 13".

Primo a parlare in termini di necessità di addivenire a una legge organica in materia di appalti, è stato Luca Boschetti (Lega), a detta del quale "vi sono troppe ditte che non hanno le necessarie capacità di cantiere per eseguire le opere loro assegnate e dunque devono per forza ricorrere al subappalto".

Della stessa opinione Emanuele Zanon (Progetto Fvg/Ar), che ha poi affrontato l'argomento ricordando che "il subappalto ha sempre avuto una trattazione specifica a sé stante, collegata alla legge antimafia e dai risvolti penali. Inoltre va considerato il tema della sicurezza sui luoghi di lavoro e dei relativi controlli, che dovrebbero essere più rigorosi".

Se Tosolini ritiene più proficuo far proseguire l'iter del disegno di legge che sta preparando l'assessore Pizzimenti e poi, semmai, collegare un intervento specifico sui subappalti, Antonio Calligaris (Lega) ritiene che la pdln non rispecchia "quanto ha deciso all'unanimità la Conferenza delle Regioni, ovvero che il subappalto si possa fare ma sia la stazione appaltante a decidere quali le tipologie che vanno a subappalto, senza contare che potrebbe creare problemi in fase di applicazione".

"Se il ddl su appalti e servizi non è ancora pronto - ha infine spiegato Pizzimenti - dipende solo dalle continue modifiche che le disposizioni nazionali sugli appalti hanno registrato e che avrebbero reso ogni nostro testo incoerente. Quale esempio, ricordo che il tetto massimo di 40mila euro per l'affidamento diretto è stato portato a 150mila".

"Infine - ha sottolineato l'assessore - già oggi la stazione appaltante ha la facoltà di escludere il ricorso al subappalto: imporre il divieto per legge sarebbe quindi inutile, oltre che contrario al pronunciamento della Corte di Giustizia europea. Attenzione, poi, agli autogol normativi: se da un lato è improbabile che un contraente ceda sistematicamente tutte le sue esecuzioni, visto che così perderebbe i requisiti di qualificazione nelle gare successive, dall'altrto consideriamo che il subappalto riguarda per lo più le piccole imprese, perciò si può dire che spesso le aiuta".

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