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Casapound, manifesti contro cinque antifascisti fucilati

Sono apparsi sul Carso triestino alla vigilia della manifestazione per commemorare i partigiani

Casapound, manifesti contro cinque antifascisti fucilati

La Digos di Trieste ha scoperto una serie di manifesti posizionati da CasaPound a Opicina, sul Carso, nella zona del parco della Pace, alla vigilia della commemorazione dei cinque partigiani fucilati nel 1941.

Gli agenti stavano controllando l'area proprio in vista della cerimonia. Nei poster, i cinque antifascisti vengono definiti "terroristi, nè vittime nè martiri". Mentre la Procura dovrà valutare se sussistono gli estremi di apologia di reato, dure condanne all'azione di CasaPound sono arrivate dall'Anpi di Trieste e dall'Associazione nazionale dei partigiani.

"Dopo tutto il lavoro che si è fatto in questi decenni per la convivenza pacifica e per il rispetto delle memorie, i neofascisti di CasaPound vogliono riportarci indietro agli anni bui dell'odio. È una provocazione che non accettiamo, in primo luogo perché la nostra Costituzione si fonda sui valori della Resistenza, nata dall'antifascismo. E non bisogna cadere nelle basse speculazioni di chi vorrebbe che continuiamo a fissare le tragedie del confine orientale, quasi fossimo ibernati nelle contrapposizioni ideologiche del 900". Lo afferma la senatrice del Pd Tatjana Rojc, commentando l'affissione di manifesti, rivendicata con un comunicato da CasaPound, contro cinque comunisti sloveni Pinko Tomazic, Viktor Bobek, Ivan Ivancic, Simon Kos e Ivan Vadnal, fucilati il 15 dicembre 1941 su sentenze del Tribunale speciale per la difesa dello Stato.

Ricordando che "il Tribunale speciale per la difesa dello Stato era costituito non da giudici ma da fascisti in camicia nera e la condanna a morte degli sloveni nel '41 è seguita a un processo molto sommario", la senatrice esorta "guardiamo avanti, non indietro, il futuro è nel rispetto, nello spirito europeo, non nelle divisioni perpetue". La coordinatrice della componente slovena del Pd, Maja Tenze, ribadisce che "a seguito del ripetersi di provocazioni di questo tipo nella Venezia Giulia, oggi più che mai è necessario ricordare la storia e insegnare ai giovani i valori antifascisti, il rispetto delle istituzioni democratiche e della libertà".

Tenze invita i cittadini alla "massima partecipazione" alla manifestazione che si terrà domani alle 15 al poligono di Opicina, luogo della fucilazione.

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