Home / Politica / Centri estivi a Palmanova, costi insostenibili per il Comune

Centri estivi a Palmanova, costi insostenibili per il Comune

L'allarme del sindaco Martines: "Grandi responsabilità e organizzazione complessa. Ad ora nessun finanziamento dalla Regione. Non si scarichino costi su famiglie e comuni"

Centri estivi a Palmanova, costi insostenibili per il Comune

“Ben vengano le linee guida ma per applicarle servono fondi adeguati. Soprattutto vista la grande complessità organizzativa e le forti responsabilità che prevedono. Da tempo stiamo valutando tutti gli aspetti gestionali e i costi di realizzazione sono altissimi. Non è possibile scaricare le spese ancora una volta sulle famiglie e sulle amministrazioni comunali”.

Lo afferma il Sindaco di Palmanova Francesco Martines, commentando l'atto della Giunta Regionale che oggi ha approvato le linee guida per la riapertura delle attività educative, ludico e ricreative per minori che contengano le misure di sicurezza e gli accorgimenti messi in campo per prevenire e arginare la diffusione del Covid-19.

“Purtroppo è stato impedito un reale percorso di condivisione perché le linee guida sono state presentate agli ambiti mercoledì per avere un parere giovedì mattina. Impossibile per i Sindaci analizzare e studiare a fondo un documento tanto complesso, con importanti risvolti medico-sanitari. Nessuna condivisione del documento nelle sedi ufficiali CAL e ANCI”, spiega il Sindaco di Palmanova, nonché vicepresidente ANCI e componente del Consiglio del CAL. Che aggiunge: “Dall’inizio della crisi sanitaria, oltre due mesi, i Comuni hanno ricevuto unicamente finanziamenti per i Buoni Spesa e per le sanificazioni, tutti soldi provenienti dallo Stato. Nulla dalla Regione, nonostante le molte dichiarazioni e richieste di sostegno.

Il Governo, con il Decreto Rilancia Italia, ha stanziato per i centri estivi 150 milioni di euro, per tutti gli 8.000 comuni italiani. Mediamente neanche 19.000 euro a comune, quando il costo stimato, per Palmanova, ad esempio, è di 150.000 euro per due mesi di servizio con 110 bambini ed educatori a pagamento. Da questi numeri di capisce subito come purtroppo i fondi statali siano insufficienti per coprire una parte significativa dell’iniziativa.

Per questo chiediamo anche dalla Regione un supporto economico consistente e ci venga detto subito se, quando e quanto questo finanziamento arriverà. I tempi sono strettissimi se vogliamo partire dai primi giorni di giugno, come, peraltro, chiede la stessa Regione. I nostri bambini e ragazzi hanno estremo bisogno di sfogo e socialità e i genitori hanno sempre più difficoltà nella gestione quotidiana, vista la ripartenza delle attività lavorative”.

0 Commenti

Cronaca

Economia

Sport news

Cultura

Il Friuli

Business

Green

Family

Invia questa pagina ad un tuo amico
I campti contrassegnati con * sono obbligatori