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Come conciliare lingua e territorio

Il Belgio, per evitare di implodere, nel 1993 ha riformato il modello amministrativo: ne esce un sistema complesso per una realtà composita

Come conciliare lingua e territorio

Il Belgio, monarchia parlamentare, (sopra) vive da sempre in un difficile equilibrio tra le comunità principali, fiamminga (di lingua olandese, insediata nelle Fiandre) e francofona della Vallonia e di Bruxelles (città che però geograficamente si trova nelle Fiandre). Negli ultimi decenni del secolo scorso ha rischiato seriamente di implodere e per molti anni non ha avuto un governo per i veti incrociati delle due fazioni. Solo sul finire del ’900, con una coraggiosa riforma costituzionale, il Belgio è riuscito a scongiurare la secessione delle Fiandre e a tenere (precariamente) insieme il Paese.
Infatti, con la riforma costituzionale del 1993, il Regno del Belgio è uno Stato federale. Rallegra e rattrista, allo stesso tempo, dover costatare che una monarchia sia giunta, prima di una repubblica, a un più avanzato sistema democratico (avuto riguardo al significato sostanziale dei termini: il federalismo è intrinsecamente più democratico delle istituzioni centralistico-unitarie).
Può essere interessante osservare l’architettura costituzionale su tre livelli, prevista per tenere insieme uno Stato, altrimenti destinato alla frammentazione: un governo federale; tre Comunità linguistiche (francofona, fiamminga e germanofona); tre Regioni amministrative al primo livello (Regione di Bruxelles-Capitale, Fiandre e Vallonia). È praticamente impossibile (e vale anche per il Friuli-Venezia Giulia) far coincidere le aree degli enti amministrativi con le aree di insediamento delle comunità storico-linguistiche. Il Belgio ne ha preso atto e ha adottato questo innovativo sistema istituzionale, ispirato alle ‘organizzazioni a matrice’.
Così solo la superfice delle Fiandre coincide con quella della Comunità linguistica fiamminga, ma già la popolazione fiamminga (6.016.000 persone) non coincide con i residenti nelle Fiandre (6.478.000 abitanti). Dunque, se si vogliono enti preposti alla erogazione di servizi efficaci ed efficienti e, al contempo, il riconoscimento di tutti gli appartenenti a varie comunità linguistiche ovunque residenti, quella istituzionalizzata in Belgio è una possibilità concreta. Ai livelli territoriali inferiori l’articolazione segue il vecchio modello francese (superato di recente in Francia): 10 Province (5 nelle Fiandre e 5 in Vallonia); 43 Arrondissements (22 Fiandre, 20 Vallonia, 1 Bruxelles); 581 Comuni.
Si può notare la discreta consistenza dei Comuni, rispetto a quelli finora visti, compreso il FriuliVenezia Giulia. Per contro, se vorrà ancora seguire il modello francese - radicalmente modificato come vedremo prossimamente - il Belgio dovrà intervenire sulla parte centrale dell’articolazione (Arrondissements e Province) con una decisa semplificazione. Curioso, infine, il compromesso lessicale usato per trasformare un regno – unitario per definizione – in federazione, definendo le entità costitutive Regioni: chiamarli Stati sarebbe stato troppo. 

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