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Conte alla sfida del Senato, botta e risposta con Renzi

In corso la vera partita per capire se il Governo ha i voti. Attacco frontale del leader di Italia Viva, a cui il premier replica in modo altrettanto duro

Il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha ottenuto ieri la maggioranza alla Camera dei Deputati. Con 321 voti favorevoli, 259 contrari e 27 astenuti, l'Aula approva la risoluzione di maggioranza sulle comunicazioni del premier, dopo il ritiro della delegazione di Italia Viva, su cui l'Esecutivo aveva posto la questione di fiducia.

Oggi alle 9.30 sarà la volta del Senato, sede della vera e propria partita per capire se ci saranno i numeri per la prosecuzione dell'esperienza di governo, eventualmente anche con una maggioranza semplice o 'relativa' tra 152 e 157 senatori (un voto in più della somma delle opposizioni, considerando i 151 attualmente a disposizione, senza gli esponenti del gruppo di Matteo Renzi) o se si apriranno nuovi scenari. Nel frattempo, dalla maggioranza proseguono gli appelli ai 'responsabili' o 'costruttori'.

Nel suo discorso ai deputati, durato circa 55 minuti, Conte, facendo riferimento alla selta del gruppo di Renzi senza mai nominarlo, ha parlato di crisi incomprensibile e di necessità di voltare pagina e ha rivolto un appello a "persone volenterose, disponibili a mantenere elevata la dignità della politica, fuori dall'interesse personale. Questo è il momento giusto per farsi costruttori. Chiedo un appoggio limpido, leale, trasparente, che si basi sulla forza e la nitidezza della proposta, con una vocazione europeista, contro i sovranismi e i nazionalismi. E' un invito aperto a tutti coloro che hanno a cuore il destino dell'Italia".

LA SEDUTA AL SENATO si apre con un minuto di raccoglimento in ricordo del senatore Emanuele Macaluso, politico, giornalista e sindacalista, nonchè storico dirigente del Pci, scomparso nella notte a 96 anni.

Conte, dopo aver espresso il cordoglio per la morte di Macaluso, "un grande protagonista del Paese", inizia il suo discorso - che ripercorre a grandi linee, con poche differenze, quello pronunciato ieri alla Camera - ricordando i 29 punti programmatici che hanno dato vita alla maggioranza tra forze diverse e "l'uragano della pandemia", che ha obbligato a "faticosi bilanciamenti dei principi costituzionali".

Ha, quindi, elencato le principali iniziative e il contributo anche delle forze di minoranza. Dopo la pandemia "nulla sarà come prima. E il Governo deve essere all'altezza", ha ricordato Conte che, con le stesse parole usate ieri, ha ripercorso le dimissioni delle ministre di Italia Viva - senza mai citare Renzi - e l'apertura di una crisi "che oggi deve trovare qui la sua risoluzione. E' una crisi a pandemia ancora in corso. E io, l'ho confessato ieri, avverto un certo disagio perché devo spiegare ai cittadini una situazione per la quale non ravviso alcun fondamento. Tutta la classe politica rischia di perdere il contatto della realtà. Abbiamo compiuto ogni sforzo per evitare che potesse esplodere, nonostante pretese e continui rilanci, concentrati su temi palesemente divisivi rispetto alle varie sensibilità delle forze di maggioranza (implicito il riferimento al Mes)".

"Questa crisi ha destato attenzione internazionale e non si può cancellare. I compiti che attendono il Governo sono molteplici e ci sono diverse cose urgenti da fare", ha ribadito Conte che, come fatto ieri, ha ringraziato categorie economiche e sindacati per il loro impegno per la tenuta del Paese, sottolineando come il loro apporto sarà fondamentale per la stesura definitiva del Recovery Fund.

Conte ha poi ricordato il ruolo internazionale dell'Italia, la presidenza del G20 e la volontà di lavorare in stretta sinergia con l'Europa e gli Usa di Biden (questa volta citato nel discorso, mentre ieri era stato nominato nella sua replica) per le sfide globali. "Per fare tutto questo, servono persone disponibili a ricordare la nobiltà della politica", ha detto il premier, ricordando i rischi di un malessere sociale che va intercettato dall'azione del Governo. "Lo sviluppo sostenibile sarà la stella polare della nostra azione".
"Chi ha idee, sappia che questo è il momento giusto" per farsi avanti, ha ribadito Conte. "Quella che proponiamo è un'alleanza con una vocazione europeista, una chiara scelta di campo contro derive nazionaliste e aspirazioni sovraniste. C'è già una base solida di dialogo con M5S, Pd e Leu. Sarebbe un arricchimento poter acquisire anche il contributo di formazioni che, anche storicamente, si collocano nel solco della tradizione europeista. Parliamo di un appoggio limpido e trasparente, fondato sull'adesione alla proposta. I numeri sono importanti, oggi in modo particolare, ma la qualità del progetto politico lo è di più. Chiediamo a tutte le forze parlamentari che hanno a cuore il destino dell'Italia di aiutarci a ripartire con la massima celerità e a ricucire la ferita che la crisi ha prodotto nel patto di fiducia con i cittadini. Abbiamo chiesto e stiamo chiedendo tanti sacrifici. I cittadini hanno dimostrato resilienza e grande fiducia nelle Istituzioni, che spero sapranno ripagarla". Conte ha poi denunciato il "grave gesto d'irresponsabilità che ci ha precipitato in questa condizione d'incertezza", rinnovando l'invito al sostegno dei 'responsabili'.

Si apre quindi la discussione, che vede 45 interventi in calendario. I lavori si sono interrotti alle 16, per poi riprendere alle 17.30 con uno degli interventi più attesi, quello di Matteo Renzi, che ha attaccato frontalmente il premier: "Il suo non è il migliore dei governi. Per affrontare la tragedia serve un esecutivo più forte. Lei ha avuto paura di salire al Quirinale perché ha scelto un arrocco che temo sia dannoso per le istituzioni". Il leader di Italia Viva è poi tornato sulle motivazioni della crisi, insistendo sul concetto dell’ora o mai più, citando Biden, l'accordo Francia-Germania-Cina e il G20 in Italia.

L’intervento di Renzi è stato un crescendo di attacchi al Presidente del Consiglio, al quale ha sostanzialmente chiesto di farsi da parte, sottolineando il coraggio delle ex ministre Bellanova e Bonetti di lasciare il loro incarico. "Quando si fa politica si può anche rinunciare a una poltrona non a un’idea — ha poi sottolineato in chiusura Renzi — mi auguro che metta al centro le idee e non lo scambio di poltrone perché il Paese non si merita un mercato indecoroso".

LA REPLICA DI CONTE. Intorno alle 18.50, è la volta della replica del premier, che parte dal problema del calo demografico, per il quale servono interventi urgenti. Tra i punti, quello della scuola "è di tutti e cercheremo d'impegnarci ulteriormente per garantire la didattica in presenza".

Spazio poi a una riflessione sul calo tendenziale del Pil. "Non è vero che il nostro dato è il peggiore. Nei primi due trimestri si è attestato al -9,5%, come in Francia, ma inferiore a Regno Unito e Spagna. Il rimbalzo del terzo trimestre è stato superiore. La previsione per il 2020 è confermata a un calo del 9%, minore di quello di altri Paesi europei. E' falso, poi, che l'Italia ha erogato meno ristori: non sto dicendo che siano stati sufficienti a compensare le perdite, ma i dati dicono che è stato uno degli interventi più massicci, dopo quello della Germania".

A chi, come il senatore friulano Franco Dal Mas, lo aveva attaccato per non aver parlato di giustizia, Conte ha ricordato le 16mila assunzioni fatte. "Nel Recovery Plan ci sono 2,3 miliardi per vari piani per rendere più spedita e soprattutto per smaltire l'arretrato, ce è il vero problema". Il Presidente ha poi parlato del contrasto alla mafia, "il vero virus di questo Paese", ricordando la figura di Paolo Borsellino (con l'applauso dell'aula).

"Avete parlato in tanti del tema dei decessi, che ci rattrista tutti. Non possiamo degradarlo a una mera conta. I morti sono in larga misura ultraottantenni quelli che, usciti dalla guerra, hanno fatto grande questo Paese. L'Italia ha conosciuto per prima in Occidente il virus e nella prima fase abbiamo combattuto con pochissimi tamponi e senza mascherine", ha detto Conte. "Non dimentichiamo poi che siamo un Paese anziano, ma dove molte persone hanno diverse comorbidità. In questo momento, vediamo come un Paese come la Germania stia registrando mille morti al giorno, nonostante abbia investito molto più di noi nella Sanità. Questo per dire che la contabilità dei morti è una questione molto delicata: lasciamola fuori dalla polemica politica".

Si arriva quindi alla replica diretta a Renzi, citato per la prima volta: "Ha ricostruito le ragioni di questo nostro stare insieme oggi. A me non sembra che quando abbiamo parlato dei temi concreti, non si sia trovata una soluzione d'intesa. Il primo Recovery Plan era stato elaborato grazie a incontri bilaterali con tutti i ministri. La bozza era il frutto di questo primo confronto. Mancava una visione politica, perchè quella sarebbe potuta emergere solo dal confronto colleggiale. La versione attuale? E' stata migliorata grazie al vostro contibuto (rivolto a Italia Viva), come a quello delle altre tre forze di maggioranza".

"Ma voi avete scelto la strada dell'aggressione e degli attacchi mediatici, anzichè quella del confronto. E' una vostra scelta, ma possiamo dire che non è la migliore per il bene del Paese. Dopo aver contribuito a migliorare il Recovery, è contraddittorio decidere di non accettarlo perchè non c'era il Mes", conclude l'attacco diretto a Renzi.

"La mia è una proposta aperta, franca, trasparente, fatta davanti al Paese. Certo che c'è un problema di numeri: se non ci sono, questo Governo va a casa, non va avanti. Noi abbiamo chiesto di aderire a un progetto su base valoriale e di obiettivi. Il perimetro è delineato, ma è aperto a chi vuole contribuire con nuove energie e progetti, nell'ottica di un patto di fine legislatura. Definiremo come rinforzare la squadra di Governo. La poltrona? Io non mi vergogno a parlarne, perchè ci si sta seduti con disciplina e onore", ha concluso, dopo circa mezzora Conte.

Alle 19.30 si apre la fase delle dichiarazioni di voto. In un durissimo intervento, la senatrice Teresa Bellanova conferma l'astensione di Italia Viva. Ora si attende il momento decisivo del voto.

Luca Ciriani, capogruppo di Fratelli d'Italia, ribadisce la linea del centrodestra, compatto nel chiedere un ritorno alle urne. "Non esistono uomini e governi per tutte le stagioni. Voi avete umiliato il Parlamento e il Paese. Per noi la politica è responsabilità, dignità e coerenza: si dice una cosa e si fa quella cosa. Voteremo convintamente contro la fiducia perchè pensiamo che dovrebbe dimettersi e mettere fine a questo teatrino".

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