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Conte ottiene la fiducia al Senato con 156 voti

Lunghissima giornata in Aula, iniziata alle 9.30 e terminata ben oltre le 22.30. Il Governo trova anche qualche 'costruttore'. I commenti dal Fvg

Conte ottiene la fiducia al Senato con 156 voti

Il premier Giuseppe Conte ottiene al Senato una maggioranza 'semplice' (ovvero inferiore ai 161 voti) con 156 favorevoli, 140 contrari e 16 astenuti. L'esito della votazione è arrivato in ritardo perchè il senatore Lello Ciampolillo, ex M5S e ora nel Gruppo Misto, ha chiesto di votare in extremis al termine della seconda chiama, quando la Presidente Casellati stava formalmente chiudendo la votazione sulla fiducia. E', quindi, scattata una 'var' per definire se la richiesta fosse arrivata o meno entro il tempo regolamentare. Dopo la moviola, Casellati ha ammesso al voto sia Ciampolillo sia Riccardo Nencini (Partito Socialista-Italia Viva), arrivato subito dopo di lui. Entrambi hanno accordato la fiducia all'Esecutivo.

Il voto arriva dopo la maggioranza 'piena' ottenuta alla Camera dei Deputati, con 321 voti favorevoli, 259 contrari e 27 astenuti.

Tra i voti a favore c'è quello del giornalista udinese Tommaso Cerno, che in mattinata aveva annunciato il suo rientro, da 'indipendente', nel Pd. Votano sì anche due senatori - ormai 'ex' - di Forza Italia, Maria Rosaria Rossi e Andrea Causin, mentre gli ex M5S Tiziana Drago e Mario Giarrusso si sono espressi contro la fiducia. Sostegno al Governo anche dai senatori a vita Liliana Segre e Mario Monti.

"Il Governo ottiene la fiducia anche al Senato", twitta il premier al termine della votazione. "Ora l’obiettivo è rendere ancora più solida questa maggioranza. L'Italia non ha un minuto da perdere. Subito al lavoro per superare l'emergenza sanitaria e la crisi economica. Priorità a piano vaccini, Recovery Plan e dl ristori".

"Ci rivolgeremo a Mattarella: c'è un Governo che non ha la maggioranza al Senato e sta in piedi con chi cambia casacca", ha annunciato al termine della votazione il leader della Lega Matteo Salvini. Analoga posizione espressa da Giorgia Meloni per Fratelli d'Italia - "Ora dobbiamo chiedere un colloquio con il Colle" - mentre per Forza Italia, il vicepresidente Antonio Tajani ha annunciato che "Rossi e Causin sono fuori dal partito: votare con il Governo in questo caso non è una questione di coscienza".

"Il Paese non può restare ostaggio di un governo incapace, arrogante e raccogliticcio", si legge in una nota congiunta del centrodestra. "Si tratta di una minoranza di governo che continua la sfacciata e scandalosa compravendita di parlamentari e che non si fa scrupoli a imbarcare chi, eletto col centrodestra, ha tradito l’impegno preso con gli elettori".

"Nonostante le forzature del governo e le continue scorrettezze, nonostante una pretesa autosufficienza che non esiste, il centrodestra non intende privare le famiglie e le aziende italiane degli aiuti necessari in un momento così drammatico: per questa ragione, come annunciato, voterà compatto lo scostamento di bilancio. In ogni caso il centrodestra intende rappresentare al Presidente della Repubblica il proprio punto di vista sulla situazione che è ormai insostenibile".

I COMMENTI DAL FVG. "Un voto a partire da cui si può costruire un dialogo e un progetto politico più forte e condiviso. Perché il Governo deve tornare a occuparsi al più presto della concreta, dura realtà. Spero che questa priorità sia chiara. Le sfide e le tensioni lasciano a terra cocci che è difficile rimettere assieme, oggi lo abbiamo visto bene. Abbiamo visto le forze sovraniste e antieuropeiste rialzare la testa", afferma la senatrice Tatjana Rojc (Pd). "Non possiamo nasconderci che il Recovery è legato alla soluzione della crisi. I 220 miliardi di sovvenzioni e prestiti europei sono a rischio e bisogna metterli al sicuro".

"Oltre ai numeri della fiducia, abbiamo ancora molto lavoro da fare. Ora avanti con il patto di legislatura promesso dal Presidente Conte, sia alla Camera sia al Senato", è il commento della deputata dem Debora Serracchiani.

"Senza maggioranza assoluta, delegittimato, ostaggio di 'parlamentari responsabili' e prigioniero della lite tra Conte e Renzi. Un Governo così come può andare avanti a gestire pandemia e crisi economica?", commenta il governatore del Fvg Massimiliano Fedriga.

Un no compatto e convinto, quello espresso dai cinque parlamentari di Forza Italia eletti in Fvg in occasione delle questioni di fiducia poste dal governo. “Di fronte alle sfide epocali che si parano davanti - scrive in una nota la deputata e coordinatrice regionale Sandra Savino - l’Italia e gli italiani hanno bisogno di un governo che goda del consenso popolare e di una maggioranza parlamentare ampia e coesa, consapevole e coraggiosa. Esattamente il contrario di quanto sta accadendo, nonostante gli sforzi di puntellare la coalizione raccogliendo consensi a destra e a manca. Continueremo a sostenere le misure finalizzate ad aiutare famiglie ed imprese, ma resta la profonda sfiducia nei confronti di un governo nato con un’operazione di palazzo e che sopravvive grazie a un’operazione di palazzo. Un governo sostentuto da una maggioranza risicata e raccogliticcia, variopinta e pavida. Scriveva Manzoni che il coraggio se uno non ce l’ha mica se lo può dare. Peccato che a pagare il conto della mancanza di coraggio saranno gli italiani”, conclude Savino.

Lunedì alla Camera hanno votato No alla fiducia, oltre alla coordinatrice regionale, i deputati Roberto Novelli e Guido Pettarin; a Palazzo Madama i senatori Franco Dal Mas e Laura Stabile.

LA LUNGA GIORNATA AL SENATO si apre con un minuto di raccoglimento in ricordo del senatore Emanuele Macaluso, politico, giornalista e sindacalista, nonchè storico dirigente del Pci, scomparso nella notte a 96 anni.

Conte, dopo aver espresso il cordoglio per la morte di Macaluso, "un grande protagonista del Paese", inizia il suo discorso - che ripercorre a grandi linee, con poche differenze, quello pronunciato ieri alla Camera - ricordando i 29 punti programmatici che hanno dato vita alla maggioranza tra forze diverse e "l'uragano della pandemia", che ha obbligato a "faticosi bilanciamenti dei principi costituzionali".

Ha, quindi, elencato le principali iniziative e il contributo anche delle forze di minoranza. Dopo la pandemia "nulla sarà come prima. E il Governo deve essere all'altezza", ha ricordato Conte che, con le stesse parole usate ieri, ha ripercorso le dimissioni delle ministre di Italia Viva - senza mai citare Renzi - e l'apertura di una crisi "che oggi deve trovare qui la sua risoluzione. E' una crisi a pandemia ancora in corso. E io, l'ho confessato ieri, avverto un certo disagio perché devo spiegare ai cittadini una situazione per la quale non ravviso alcun fondamento. Tutta la classe politica rischia di perdere il contatto della realtà. Abbiamo compiuto ogni sforzo per evitare che potesse esplodere, nonostante pretese e continui rilanci, concentrati su temi palesemente divisivi rispetto alle varie sensibilità delle forze di maggioranza (implicito il riferimento al Mes)".

"Questa crisi ha destato attenzione internazionale e non si può cancellare. I compiti che attendono il Governo sono molteplici e ci sono diverse cose urgenti da fare", ha ribadito Conte che, come fatto ieri, ha ringraziato categorie economiche e sindacati per il loro impegno per la tenuta del Paese, sottolineando come il loro apporto sarà fondamentale per la stesura definitiva del Recovery Fund.

Conte ha poi ricordato il ruolo internazionale dell'Italia, la presidenza del G20 e la volontà di lavorare in stretta sinergia con l'Europa e gli Usa di Biden (questa volta citato nel discorso, mentre ieri era stato nominato nella sua replica) per le sfide globali. "Per fare tutto questo, servono persone disponibili a ricordare la nobiltà della politica", ha detto il premier, ricordando i rischi di un malessere sociale che va intercettato dall'azione del Governo. "Lo sviluppo sostenibile sarà la stella polare della nostra azione".

"Chi ha idee, sappia che questo è il momento giusto" per farsi avanti, ha ribadito Conte. "Quella che proponiamo è un'alleanza con una vocazione europeista, una chiara scelta di campo contro derive nazionaliste e aspirazioni sovraniste. C'è già una base solida di dialogo con M5S, Pd e Leu. Sarebbe un arricchimento poter acquisire anche il contributo di formazioni che, anche storicamente, si collocano nel solco della tradizione europeista. Parliamo di un appoggio limpido e trasparente, fondato sull'adesione alla proposta. I numeri sono importanti, oggi in modo particolare, ma la qualità del progetto politico lo è di più. Chiediamo a tutte le forze parlamentari che hanno a cuore il destino dell'Italia di aiutarci a ripartire con la massima celerità e a ricucire la ferita che la crisi ha prodotto nel patto di fiducia con i cittadini. Abbiamo chiesto e stiamo chiedendo tanti sacrifici. I cittadini hanno dimostrato resilienza e grande fiducia nelle Istituzioni, che spero sapranno ripagarla". Conte ha poi denunciato il "grave gesto d'irresponsabilità che ci ha precipitato in questa condizione d'incertezza", rinnovando l'invito al sostegno dei 'responsabili'.

Si apre quindi la discussione, che vede 45 interventi in calendario. I lavori si sono interrotti alle 16, per poi riprendere alle 17.30 con uno degli interventi più attesi, quello di Matteo Renzi, che ha attaccato frontalmente il premier: "Il suo non è il migliore dei governi. Per affrontare la tragedia serve un esecutivo più forte. Lei ha avuto paura di salire al Quirinale perché ha scelto un arrocco che temo sia dannoso per le istituzioni". Il leader di Italia Viva è poi tornato sulle motivazioni della crisi, insistendo sul concetto dell’ora o mai più, citando Biden, l'accordo Francia-Germania-Cina e il G20 in Italia.

L’intervento di Renzi è stato un crescendo di attacchi al Presidente del Consiglio, al quale ha sostanzialmente chiesto di farsi da parte, sottolineando il coraggio delle ex ministre Bellanova e Bonetti di lasciare il loro incarico. "Quando si fa politica si può anche rinunciare a una poltrona non a un’idea — ha poi sottolineato in chiusura Renzi — mi auguro che metta al centro le idee e non lo scambio di poltrone perché il Paese non si merita un mercato indecoroso".

LA REPLICA DI CONTE. Intorno alle 18.50, è la volta della replica del premier, che parte dal problema del calo demografico, per il quale servono interventi urgenti. Tra i punti, quello della scuola "è di tutti e cercheremo d'impegnarci ulteriormente per garantire la didattica in presenza".

Spazio poi a una riflessione sul calo tendenziale del Pil. "Non è vero che il nostro dato è il peggiore. Nei primi due trimestri si è attestato al -9,5%, come in Francia, ma inferiore a Regno Unito e Spagna. Il rimbalzo del terzo trimestre è stato superiore. La previsione per il 2020 è confermata a un calo del 9%, minore di quello di altri Paesi europei. E' falso, poi, che l'Italia ha erogato meno ristori: non sto dicendo che siano stati sufficienti a compensare le perdite, ma i dati dicono che è stato uno degli interventi più massicci, dopo quello della Germania".

A chi, come il senatore friulano Franco Dal Mas, lo aveva attaccato per non aver parlato di giustizia, Conte ha ricordato le 16mila assunzioni fatte. "Nel Recovery Plan ci sono 2,3 miliardi per vari piani per rendere più spedita e soprattutto per smaltire l'arretrato, ce è il vero problema". Il Presidente ha poi parlato del contrasto alla mafia, "il vero virus di questo Paese", ricordando la figura di Paolo Borsellino (con l'applauso dell'aula).

"Avete parlato in tanti del tema dei decessi, che ci rattrista tutti. Non possiamo degradarlo a una mera conta. I morti sono in larga misura ultraottantenni quelli che, usciti dalla guerra, hanno fatto grande questo Paese. L'Italia ha conosciuto per prima in Occidente il virus e nella prima fase abbiamo combattuto con pochissimi tamponi e senza mascherine", ha detto Conte. "Non dimentichiamo poi che siamo un Paese anziano, ma dove molte persone hanno diverse comorbidità. In questo momento, vediamo come un Paese come la Germania stia registrando mille morti al giorno, nonostante abbia investito molto più di noi nella Sanità. Questo per dire che la contabilità dei morti è una questione molto delicata: lasciamola fuori dalla polemica politica".

Si arriva quindi alla replica diretta a Renzi, citato per la prima volta: "Ha ricostruito le ragioni di questo nostro stare insieme oggi. A me non sembra che quando abbiamo parlato dei temi concreti, non si sia trovata una soluzione d'intesa. Il primo Recovery Plan era stato elaborato grazie a incontri bilaterali con tutti i ministri. La bozza era il frutto di questo primo confronto. Mancava una visione politica, perchè quella sarebbe potuta emergere solo dal confronto colleggiale. La versione attuale? E' stata migliorata grazie al vostro contibuto (rivolto a Italia Viva), come a quello delle altre tre forze di maggioranza".

"Ma voi avete scelto la strada dell'aggressione e degli attacchi mediatici, anzichè quella del confronto. E' una vostra scelta, ma possiamo dire che non è la migliore per il bene del Paese. Dopo aver contribuito a migliorare il Recovery, è contraddittorio decidere di non accettarlo perchè non c'era il Mes", conclude l'attacco diretto a Renzi.

"La mia è una proposta aperta, franca, trasparente, fatta davanti al Paese. Certo che c'è un problema di numeri: se non ci sono, questo Governo va a casa, non va avanti. Noi abbiamo chiesto di aderire a un progetto su base valoriale e di obiettivi. Il perimetro è delineato, ma è aperto a chi vuole contribuire con nuove energie e progetti, nell'ottica di un patto di fine legislatura. Definiremo come rinforzare la squadra di Governo. La poltrona? Io non mi vergogno a parlarne, perchè ci si sta seduti con disciplina e onore", ha concluso, dopo circa mezzora Conte.

Alle 19.30 si apre la fase delle dichiarazioni di voto. In un durissimo intervento, la senatrice Teresa Bellanova conferma l'astensione di Italia Viva. Ora si attende il momento decisivo del voto.

Luca Ciriani, capogruppo di Fratelli d'Italia, ribadisce la linea del centrodestra, compatto nel chiedere un ritorno alle urne. "Non esistono uomini e governi per tutte le stagioni. Voi avete umiliato il Parlamento e il Paese. Per noi la politica è responsabilità, dignità e coerenza: si dice una cosa e si fa quella cosa. Voteremo convintamente contro la fiducia perchè pensiamo che dovrebbe dimettersi e mettere fine a questo teatrino".

1 Commenti
luca-DUCK

É ovvio che riceva la fiducia dal parlamento. Chi mai vorrebbe governare oggi? Fossero stati tempi facili, la fiducia sarebbe mancata. Il Conte dovrà sbrogliarsela fino alla fine... Poi quando si tornerà a vedere tempi migliori... Catapulteranno anche Conte dalla seggiola traballina...

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