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Coronavirus, scoppia la polemica sull'isolamento a scuola

Fedriga e gli altri governatori difendono la posizione, spiegando che l'obiettivo è evitare allarmismi. Studente di Gorizia si 'auto-isola'

Coronavirus, scoppia la polemica sull'isolamento a scuola

Continua a tenere banco l’emergenza Coronavirus. E non si placa la polemica politica dopo la richiesta al Ministero della Salute da parte dei Presidenti di Friuli Venezia Giulia, Veneto, Lombardia e della Provincia Autonoma di Trento che il periodo di isolamento previsto per chi rientra dalla Cina sia applicato anche ai bambini che frequentano le scuole. Richiesta a cui oggi si è unito anche il Consiglio regionale della Liguria e che il governatore Massimiliano Fedriga difende a spada tratta.

“Manteniamo la posizione, il nostro è buon senso”, spiega Fedriga. “Abbiamo ritenuto che, nel momento in cui l’Oms lancia un allerta mondiale, servissero misure per garantire massima sicurezza a chi frequenta le scuole. E’ una misura di precauzione. Noi diciamo semplicemente, agganciandoci alla circolare che lo stesso Ministero della Salute ha emesso, di trattare con maggior cautela i soggetti provenienti da aree affette della Cina, e non da tutto il Paese, chiedendo i 14 giorni precauzionali, visto che abbiamo casi conclamati di trasmissione da uomo a uomo da soggetti asintomatici".

"Quindi - prosegue Fedriga - penso che in un momento come questo si debba utilizzare più precauzione e non meno. Meglio avere un eccesso di misure che una sottovalutazione. Nel momento in cui c'è incertezza in tutto il mondo scientifico su come si comporta il virus, preferisco essere un pochino più cauto che rischiare. Quello che chiediamo, in un’ottica di collaborazione con il Governo e con tutte le Istituzioni preposte, è di agire in modo tale da evitare l’allarmismo”.

Auto-isolamento per uno studente di Gorizia
Mentre impazza la polemica, da Gorizia arriva la notizia di uno studente di nazionalità cinese che si è auto-isolato da scuola. Era stato in Cina con la famiglia per festeggiare il Capodanno e, rientrato nel capoluogo isontino da qualche giorno, ha deciso volontariamente di non tornare a scuola, anche se non manifesta alcun sintomo. "Noi ci atteniamo alla circolare ministeriale – commenta la dirigente scolastica del polo liceale Dante Alighieri, Anna Condolf – quindi per noi lo studente sarebbe potuto rientrare in classe. Ma il ragazzo in ogni caso ha deciso di osservare prudenza. Ci siamo messi in contatto con lui e anche i compagni di classe gli hanno detto che sarebbe potuto rientrare, ma ha preferito diversamente".

I presidi: in Fvg pochi casi

Il tema vede in prima linea anche i dirigenti scolastici: “Facciamo riferimento alle disposizioni ministeriali. Se dovessero cambiare, ovviamente agiremo di conseguenza”, spiega Teresa Tassan Viol, che guida l’associazione dei Presidi del Fvg, a margine di un seminario già programmato, a Udine, con una settantina di dirigenti scolastici della regione. “L’incidenza di alunni cinesi non è così elevata, ma qualche caso c’è, specie nelle scuole del primo ciclo. Stiamo agendo con la massima attenzione e responsabilità, ma senza allarmismi”.

Sulla richiesta dei quattro governatori, Tassan Viol commenta: “E’ una preoccupazione legittima che va considerata nel quadro delle disposizioni che chi ha responsabilità massima deve dare. Anche noi abbiamo grandi responsabilità. In primo luogo bisogna prestare attenzione alla zona della Cina di provenienza, analizzando i casi singoli. Sul fronte ci siamo noi insegnanti, gli alunni e le famiglie. Deve esserci un rapporto virtuoso, sempre alla luce delle disposizioni che arrivano dalle autorità competenti”.

Polemiche dal Pd

"Come nel caso dei vaccini, dovrebbero essere i medici e i ricercatori a indicare le misure più opportune e più efficaci per evitare il diffondersi del coronavirus, non i presidenti di Regione. Altre iniziative che non sono giustificate scientificamente ottengono solo il risultato di aumentare l'allarme e comportamenti irrazionali. I governatori che hanno scritto quella lettera e adesso stanno polemizzando hanno a cuore la lotta politica, non quella al virus", aveva detto ieri la deputata dem Debora Serracchiani.

“I presidenti facciano i presidenti, non i medici o gli infettivologi, così di stregoni ne abbiamo già visti con i vaccini. Ascoltino l'Istituto superiore di Sanità e chi ha le competenze, senza trasformare in show populista anche le malattie”. Così il segretario regionale Pd Fvg Cristiano Shaurli replica al presidente Fedriga il quale ha affermato che “come governatori abbiamo subito degli attacchi indegni”, a proposito dei commenti di alcuni parlamentari di maggioranza alla lettera inviata assieme ad altri tre presidenti della Lega al ministro della Salute.

“A Fedriga chiediamo di fermare la propaganda continua e di mettersi a lavorare sul serio – aggiunge Shaurli – per il territorio e non per la Lega. Farà meno notizia ma sarà più utile alla nostra gente”.

Sardine in campo contro chi crea allarmismi

Anche le Sardine sono intervenute sulla proposta lanciata dai quattro governatori. E proprio in risposta a quella richiesta, hanno lanciato una campagna fatta di fotografie con un libro, all'insegna del motto 'Via l'inutile mascherina! S'indossi la cultura!' accompagnate dagli hashtag #nonfarticontagiare, #noallarmismo, #norazzismo, #anticorpi e #informazione.

"Le misure di sicurezza per il Coronavirus sono state ben evidenziate con la corretta informazione dagli organi competenti", spiegano i rappresentanti di 6000 Sardine Fvg. "Chi crea allarmismo, come i governatori di Lombardia, Veneto, Fvg e della Provincia Autonoma di Trento alimenta virus di gran lunga più pericolosi. Mostriamo gli anticorpi al razzismo. L'unica mascherina utile è quella della cultura".

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