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Fanghi, soluzione Cristoforetti o Gaddi?

Il sindaco di Grado, Raugna, sul tema degli escavi in laguna confronta scienza e 'buon senso'

Fanghi, soluzione Cristoforetti o Gaddi?

Dopo la riunione a Roma a cui hanno partecipato i sindaci di Grado, Marano Lagunare e Monfalcone, il sindaco dell’Isola del Sole, Dario Raugna, riflette pubblicamente sul tema dei fanghi e degli escavi in laguna. E lo fa prendendo in esame le posizioni dell’astronauta Samantha Cristoforetti e dell’inconfondibile Vitige Gaddi.

“Cristofoletti ci direbbe che il pianeta si sta riscaldando e che i ghiacciai si stanno sciogliendo assieme ai due poli, che ciò comporterà un innalzamento dei mari cosicché perderemo interi territori abitati e fertili, con gravi conseguenze sociali ed economiche”, sottolinea Raugna. “Inoltre, ci direbbe che le zone più a rischio sono proprio le nostre. Vivere su un’isola presenta pregi e difetti, tra cui quello che se il mare se la riprende non hai più la terra sotto i piedi. Da buon scienziato la Cristoforetti ci direbbe che esistono dei modelli matematici ritenuti scientificamente validi, che nella peggiore delle ipotesi prospettano un mondo in cui, se non interveniamo subito, faremo i tuffi dall’Ara Pacis, andremo a capelonghe a Doberdò del Lago e non potremo nemmeno più applicare il permesso della pesca pei foresti”.

“Capite che con una prospettiva a medio-lungo termine di questo tipo parlar del rifacimento di viale Cavarera piuttosto che della ciclabile di Pinea diventa l’ultimo dei nostri problemi?", precisa Raugna. “Cosa farebbe un buon padre di famiglia di fronte a una prospettiva di questo genere? Gaddi ci direbbe che ‘vemo de lassà perde i sciensiati che i se solo buni de magnà soldi sensa combinà ninte’. Che c’è una risorsa in Laguna presente in grandissima quantità che può essere usata per solidificare le mote e per alzare gli argini e che per decidere dove prendere il fango abbiamo solo l’imbarazzo della scelta, meglio se cominciamo dalla sua cavana. Inoltre ci direbbe che ‘no stemo inventando ninte, che semo dei muni visto che quel che el va dizendo no se né più né meno de quel che vemo sempre fato in una terra de mar, de reumatismi e de malaria’, solo che abbiamo perso la memoria. In altre parole, il buon padre di famiglia direbbe alla Cristoforetti che per proteggere la terra dal mare, se fosse per lui, prenderebbe il fango dove non serve (canali e cavane) per metterlo dove serve: mote e argini. E che se glielo lasciassero fare, lui comincerebbe già domani e con lui tutti quelli che si devono scavare una cavana o che devono risistemare un argine. Semplice, no?”.

Il discorso si conclude proiettando i due discorsi in uno solo: “Nella speranza che chi è chiamato a decidere sul nostro destino la faccia sua. Il fango non è un problema, ma una risorsa. Senza il fango non ci sarebbe nemmeno Venezia, che poggia su milioni di pali affogati in una sostanza che li preserva meglio di Capitan Findus. Rimbocchiamoci le maniche tutti assieme e diamo corso alla sola cosa intelligente che possiamo fare per difendere la nostra terra dal mare”, conclude Raugna.

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