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Fvg, all'esame la norma sulle grandi derivazioni idroelettriche

"Attesa da 21 anni - ha detto Scoccimarro - si tradurrà in un Dl snello, da portare a compimento nell'arco dei prossimi anni"

Fvg, all'esame la norma sulle grandi derivazioni idroelettriche

I concessionari di grandi derivazioni d'acqua a uso idroelettrico saranno obbligati a fornire gratuitamente e annualmente alla Regione energia elettrica in misura di 220 Kilowatt/ora per ogni KW di potenza nominale media di concessione, da destinare al 100% (e non all'iniziale 50%) ai servizi pubblici e alle categorie di utenti dei territori delle Comunità di montagna e dei Comuni del Friuli Venezia Giulia interessati dalle derivazioni. Inoltre, si blinda la tutela della stabilità occupazionale e della sicurezza del personale nelle procedure di assegnazione delle concessioni.

Sono la percentuale della destinazione della cessione di energia e più ferree clausole sociali le due principali novità che la IV Commissione consiliare presieduta da Mara Piccin (FI) ha inserito all'unanimità, dietro originaria richiesta di Nicola Conficoni (Pd), nel disegno di legge 107 sull'assegnazione delle concessioni di grandi derivazioni d'acqua (quelle che eccedono i 3.000 KW di potenza nominale media annua) a uso idroelettrico, presentato dall'assessore regionale a Energia e Difesa dell'ambiente, Fabio Scoccimarro, la scorsa settimana e a cui è stata abbinata la proposta di legge 98, di pari materia, a firma Cristian Sergo (M5S) e numerosi altri consiglieri di ogni Gruppo di Opposizione.

L'approvazione complessiva del ddl ha registrato i consensi dei Gruppi di Centrodestra e l'astensione di quelli di Opposizione; relatori di maggioranza per l'Aula saranno Stefano Turchet (Lega) ed Emanuele Zanon (Progetto Fvg/Ar), di minoranza saranno Sergo, Conficoni, Bidoli (Patto) e Honsell (Open Fvg).

Il ddl è formato da una parte di carattere generale in cui sono disciplinati il regime giuridico delle opere e dei beni, il rapporto di fine concessione, le concessioni di derivazione d'acqua interregionali, le valutazioni dell'uso idroelettrico di competenza della Giunta regionale, nonché le modalità di assegnazione delle concessioni e la loro durata. A seguire, sono esplicitati l'assegnazione delle concessioni, il bando di gara, i criteri di valutazione dei progetti proposti, i miglioramenti energetici, il risanamento ambientale, le misure di compensazione, le clausole sociali, la cessione di energia gratuita e i requisiti di ammissione degli operatori.

Da ultimo sono normati l'emissione e l'efficacia della concessione della grande derivazione a uso idroelettrico, la determinazione del canone di concessione, le garanzie finanziarie, il regime sanzionatorio e le norme transitorie.

Prima dell'esame dei singoli articoli, era stata cura dell'assessore Scoccimarro esplicitare quanto accolto delle richieste dei consiglieri regionali nonché del Consiglio delle autonomie locali (Cal), preannunciando diversi emendamenti per l'Aula, mentre alcuni sono già arrivati al tavolo della Commissione. Si tratta di modifiche minori dove, come detto, le principali hanno riguardato la percentuale della cessione di energia e le clasuole sociali (due emendamenti prsentati dai dem Conficoni, Santoro e Moretti, in parte modificati e accolti da tutti). I primi impianti coinvolti saranno quelli di Meduno, interessante il corso d'acqua Meduna, potenza circa 7,1 Megawatt (concessione scaduta nel 2010); Valina e Chievolis, situati nel comune di Tramonti di Sopra e interessanti i corsi d'acqua Meduna e Silisia, potenza circa 12,1 MW (concessione unica che scadrà il 13 luglio 2021); Colle e Istrago nel comune di Spilimbergo, interessante il corso d'acqua Meduna, potenza circa 8,5 MW (la concessione scadrà il 30 giugno 2024). Tutti sono attualmente in concessione a Edison.

L'auspicio generale dei consiglieri relativamente al testo, che già in larga parte accoglie le richieste giunte dai territori, è che possa trovare in Aula ancora altre soluzioni unanimi. In particolare, da parte di Sergo è stato espresso il rammarico che non si sia riusciti a stabilire che il 100% dei canoni di concessione vada ai Comuni interessati dalle derivazioni d'acqua, dove il suggerimento del consigliere Boschetti è stato che tale percentuale sia portata quantomeno vicina al 100%.

"L'approvazione della legge che disciplina la procedura di assegnazione delle concessioni di grandi derivazioni d'acqua a uso idroelettrico sarà una vittoria di tutto il Consiglio regionale e non di un singolo in quanto vi è stata la più ampia condivisione possibile sulle sollecitazioni di tutti i portatori di interesse istituzionali". E' quanto ha sostenuto l'assessore regionale alla Difesa dell'ambiente, Energia e Sviluppo sostenibile Fabio Scoccimarro sull'esame in IV Commissione di "un ddl - ha detto l'assessore - atteso da 21 anni che si tradurrà in una norma snella, da portare a compimento nell'arco dei prossimi anni, con l'assegnazione delle concessioni".

"Tutte le richieste del Consiglio delle autonomie e dei Comuni che erano effettivamente accoglibili - ha osservato Scoccimarro - sono state accolte, a partire dal controllo pubblico della società chiamata a gestire le risorse idroelettriche regionali - con il 51 per cento in mano alla Regione - e della misura del cento per cento dell'energia prodotta dalle grandi derivazioni d'acqua a uso idroelettrico spettante ai territori delle Comunità montane e dei Comuni di montagna interessati, e ciò con riguardo non solo per i servizi pubblici ma anche per varie categorie di utenti. Tra gli altri punti che sono stati accolti evidenzio la clausola che prevede il parere sulla parte regolamentare della riforma non solo del Cal ma anche della IV Commissione".

Come ha rilevato Scoccimarro, "altri emendamenti al ddl che avevano finalità lodevoli, come l'accrescimento dei livelli occupazionali, non sono stati accolti oggi per approfondimenti con gli uffici con la finalità di non incorrere in impugnazioni del Governo o conflitti con il codice degli appalti".

L'assessore ha, infine, rilevato come sia importante "far sì che nella società mista a controllo regionale gli utili non siano risibili, perché buoni risultati saranno garanzia di un proficuo coinvolgimento dei privati nella partnership e del rilascio di ulteriori risorse sul territorio regionale".

Voto di astensione del MoVimento 5 Stelle in Commissione sul disegno di legge che disciplina l’assegnazione delle concessioni di grandi derivazioni d’acqua a uso idroelettrico. “Ci sono state alcune aperture da parte della Giunta su alcuni aspetti importanti, in particolari sulle clausole sociali e sui livelli occupazionali, accogliendo quanto avevamo previsto nella nostra proposta di legge", sostiene il consigliere regionale pentastellato, Cristian Sergo. "Il testo esce migliorato dalla Commissione e in vista dell'aula è stata espressa disponibilità a intervenire su ulteriori questioni”.

“Rimane, però, aperta una tematica che sta particolarmente a cuore a noi e a tanti sindaci che si sono espressi in merito, ovvero la destinazione del 100% dei canoni di concessione a favore dei Comuni interessati dalle derivazioni. Un aspetto centrale – conclude Sergo, che sarà relatore di minoranza in aula – su cui apprezziamo l'apertura della Giunta Regionale ma che, non essendo ancora inserito, non ci ha permesso di votare a favore di questo disegno di legge”.

"L'acquisizione della competenza regionale sulle grandi derivazioni idroelettriche è una grande opportunità per la nostra Regione. Anche grazie al nostro intervento le risorse energetiche potranno rimanere sul territorio montano e i lavoratori delle centrali saranno garantiti grazie a maggiori tutele". Lo afferma il consigliere regionale del Pd, Nicola Conficoni, a margine dell'esame del ddl 107 e della pdl 98, in IV commissione. "L'accoglimento dei nostri emendamenti, modificati e condivisi quindi da tutta la commissione, permettono di fare un passo avanti nella direzione auspicata da Comuni, lavoratori e sindacati".

In particolare, "con l'inserimento dei necessari riferimenti alle norme nazionali, abbiamo ottenuto maggiori garanzie di tutela per i lavoratori delle centrali, alcuni dei quali recentemente sono stati costretti ad affrontare un processo per vedere rispettati i loro diritti".

La norma, spiega Conficoni, "prevede che le società idroelettriche cedano a titolo gratuito una determinata quota di energia. Il testo della giunta, inizialmente prevedeva che solo il 50 per cento venisse destinato agli utenti attivi nei Comuni dei territori montani interessati dalle derivazioni. Con il nostro intervento abbiamo portato al 100 per cento la quota a favore dei territori delle Comunità di montagna e dei Comuni interessati dalle derivazioni. L’emendamento presentato per chiedere che anche il 100 per cento dei canoni introitati venga lasciato sul territorio, invece, non è stato accolto. Lo ripresenteremo in Aula per far sì che il provvedimento sia ancor più aderente alla necessità di rilanciare la nostra montagna che subisce i maggiori disagi derivanti dallo sfruttamento della risorsa idrica e giustamente chiede di poter beneficiare dei proventi derivanti dal suo utilizzo per promuovere uno sviluppo sostenibile".

"Oggi in IV commissione sono state esaminate le due proposte di legge riguardanti le grandi derivazioni idroelettriche e la gestione delle grandi dighe, il disegno di legge 107 presentata dalla Giunta a fine settembre e l’abbinata proposta di legge 98 presentata dai gruppi dell'opposizione a fine giugno, più attenta ai territori e ai lavoratori rispetto alla prima: un provvedimento storico soprattutto per un territorio che 57 anni fa subì la tragedia del Vajont per l'arroganza di una logica opportunistica che non aveva tutelato le comunità di montagna che ospitano queste grandi strutture", commenta Furio Honsell di Open Sinistra Fvg.

"Abbiamo ribadito in questa occasione la necessità di rafforzare l'articolato del Disegno di Legge 107 sul tema della tutela dei lavoratori e la sicurezza sul lavoro. Un emendamento è stato accolto in questo senso. Rimangono però ancora molti aspetti da perfezionare quanto a principi e garanzie nell'ingresso dei privati nella società regionale dell'energia. In particolare questa legge deve assicurare un incremento di posti di lavoro, evitando forme di telecontrollo spregiudicate".

"Rimangono, però, ancora molti aspetti da perfezionare quanto a principi e garanzie nell'ingresso dei privati nella società regionale dell'energia. In particolare questa legge deve assicurare un incremento di posti di lavoro, evitando forme di telecontrollo spregiudicate. Per questi motivi ci siamo astenuti nella votazione finale nell'attesa che in aula vengano accolti ulteriori nostri emendamenti e ordini del giorno", conclude Honsell.

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