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In Consiglio regionale la nuova legge sul lavoro

Rosolen: "Abbiamo sviluppato, concertandolo con i portatori d'interesse, un testo che guarda al futuro per prevenire e intercettare le criticità"

In Consiglio regionale la nuova legge sul lavoro

"Sono passati 15 anni dall'approvazione della precedente legge quadro sul lavoro in Friuli Venezia Giulia. Un periodo che assume un peso ulteriore alla luce di due grandi elementi traumatici: la crisi del 2008 e l'emergenza epidemiologica del 2020. La prima ha lasciato uno strascico molto pesante; per quanto riguarda la seconda, non ci sono ancora tutti gli elementi per valutare quali saranno le conseguenze. A ciò si aggiunge il fatto che purtroppo manca dibattito politico sul lavoro che non può essere quello sul reddito di cittadinanza".

Lo ha dichiarato l'assessore regionale al Lavoro, Alessia Rosolen, durante la discussione in Consiglio regionale sul disegno di legge 105 inerente "Disposizioni regionali in materia di lavoro", che punta a rendere il lavoro in Friuli Venezia Giulia più stabile, strutturato e solido.

Tracciando un bilancio dell'attuale situazione del mondo del lavoro, Rosolen ha spiegato che "nel complesso, il quadro generale è peggiorato, perché se da un lato l'innovazione tecnologica e la digitalizzazione hanno consentito un progresso, dall'altro c'è stata una regressione sul fronte dei diritti, delle tutele e della sicurezza in senso ampio. In tale contesto è quindi fondamentale intervenire su una norma che si è dimostrata lungimirante e completa, inserendo temi che all'epoca non erano contemplati o contemplabili, così da renderla più coerente con i tempi".

Rosolen ha quindi rimarcato che "la pandemia e la conseguente emergenza hanno accentuato e amplificato limiti e mancanze del mondo del lavoro, quindi è stato sviluppato, concertandolo con i portatori di interesse del comparto, un testo che guarda al futuro per prevenire e intercettare le criticità, creando le condizioni per gestirle e renderle occasioni di sviluppo".

"Oltre ad alcune modifiche tecniche volte a snellire i passaggi burocratici e semplificare processi e procedure, nella nuova norma trovano più spazio temi quali la digitalizzazione, l'innovazione, il riferimento al lavoro agile - ha chiarito Rosolen -. Sono valorizzati i comparti della formazione e dell'orientamento e il welfare aziendale, assieme alla responsabilità sociale di impresa, assume un ruolo centrale. È, inoltre, fondamentale il concetto di conciliazione tra famiglia e lavoro, tema centrale durante l'emergenza, in merito al quale seguiranno serrati confronti anche nei prossimi mesi per definire una nuova organizzazione del lavoro anche dal doveroso rispetto dei protocolli sanitari e delle normative vigenti. Un tema sul quale la Regione ha già legiferato negli anni precedenti all'emergenza prevedendo incentivi specifici e mirati proprio per le donne con bambini piccoli".

Analizzando il testo, l'assessore ha ribadito che "le politiche attive del lavoro prevedono misure ad hoc per chi assume a tempo indeterminato mamme con figli, già in organico ma contrattualizzate in modo precario. L'obiettivo politico della giunta è rendere il lavoro stabile, strutturato e solido e l'avvento del virus, che ha costretto ad allargare le maglie nella concessione di incentivi per assecondare il mercato del lavoro, ha confermato la centralità di un'occupazione stabile per la tenuta del tessuto sociale".

Il ddl rivede le disposizioni in materia di dichiarazione delle situazioni di grave difficoltà occupazionale per mettere in campo, in tempi brevi, misure ad hoc, condivise con le parti interessate, finalizzate a favorire la ricollocazione dei lavoratori colpiti dalle singole crisi d'impresa. "A questo riguardo va segnalata la messa a regime della misura regionale di ricollocazione intensiva, caratterizzata dalla presa in carico congiunta delle lavoratrici e dei lavoratori da parte degli Uffici regionali competenti e delle Agenzie accreditate, con una regia che rimane pubblica. Inoltre è stata colta l'occasione per una riscrittura delle disposizioni sui servizi regionali per l'impiego evidenziando come, accanto ai soggetti accreditati e ad una vasta rete di soggetti del territorio con cui si attuano efficaci forme di collaborazione, operano la Regione attraverso i Centri per l'impiego e i servizi organizzati nell'ambito di un'unica direzione regionale per rafforzare le sinergie tra lavoro, formazione, orientamento ed istruzione, integrando le azioni nazioni con i provvedimenti regionali".

Infine il testo contiene interventi dedicati alle persone con disabilità e svantaggiate, con misure specifiche rispetto ai percorsi formativi, di inserimento e di reinserimento nel mercato del lavoro, con "l'obiettivo di fare del testo unico regionale in materia di politiche del lavoro uno strumento di crescita economica e coesione sociale".

"Mai come ora è fondamentale tornare a parlare di lavoro di futuro e meno di passato, e smetterla con la propaganda di parte. Come abbiamo spesso visto in questa metà legislatura anche questa legge è  niente di più che un aggiornamento di una buona legge esistente, fatta dal centrosinistra. Certo che dal 2005 il mondo è cambiato e parecchio, fra crisi economica, Covid e non solo". Lo ha affermato il segretario regionale Pd Fvg Cristiano Shaurli, a proposito del ddl 105 "Disposizioni regionali in materia di lavoro", oggi in discussione in Consiglio regionale a Trieste. Per il segretario dem "è positivo l'aggiornamento della legge 18 del 2005, allora proposta con visione organica e lungimirante dal collega Cosolini, e anche il fatto che la Giunta abbia accolto molti emendamenti del Partito Democratico. Ma oggi  servono progetti strutturali e riforme vere".

"Economisti e istituti di ricerca - ricorda Shaurli - ci dicono che la situazione economica e occupazionale del Friuli Venezia GIulia è di grande difficoltà, che migliaia di posti di lavoro soprattutto femminili si sono persi, che si affacciano nuove tipologie di lavoro e nuove fragilità. Accogliamo dunque questa norma ma - precisa l'esponente democratico - rimane aperta la domanda su quando affronteremo davvero i temi urgenti che abbiamo davanti, di quali sono le priorità che vogliamo darci, anche per affrontare la sfida di impiegare bene risorse europee come il Recovery fund o il Sure per il nostro Welfare".

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