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La Slovenia è tutta zona rossa. Scatta un mini-lockdown

Lubiana, alla luce del rapido aumento del contagio, ha deciso la chiusura dei locali, degli alberghi e dei centri commerciali da sabato 24 ottobre

La Slovenia è tutta zona rossa. Scatta un mini-lockdown

Per la Slovenia, sta per scattare un mini-lockdown. Dopo il ‘coprifuoco’ dalle 21 alle 6, da sabato 24 ottobre, infatti, il premier Janez Janša ha disposto nuove misure di contenimento della pandemia, che negli ultimi giorni ha registrato un rapidissimo aumento. Di oggi, il nuovo record di contagi, con 1.663 positivi (+10,4%). Tutto il Paese è stato dichiarato zona rossa.

Le nuove limitazioni comprendono la chiusura di ristoranti e bar (sarà consentita la consegna di cibo per asporto), lo stop alle strutture alberghiere (ad eccezione di delegazioni d'affari, diplomatici e squadre sportive professionistiche) e la chiusura dei centri commerciali (ad eccezione di negozi di alimentari, negozi con materiale edile e tecnico, negozi di articoli per animali e negozi di forniture agricole).

"La prossima settimana anche gli asili nido saranno chiusi, poiché il numero d'infezioni tra gli insegnanti è drasticamente aumentato. Ci saranno, però, eccezioni, se i genitori lavorano", ha annunciato il premier sloveno. Saranno chiuse anche le residenze studentesche (salvo che per i ragazzi fuori sede che non hanno altra opzione di alloggio). Il trasporto pubblico passerà al 'Piano B' previsto per il periodo di chiusura delle scuole, che significa che solo un terzo delle capacità di trasporto pubblico sarà disponibile.

I sindaci potranno adottare ordinanze locali per introdurre ulteriori misure anti-Covid. “A questo punto chiediamo alle imprese di organizzare il lavoro da casa dove possibile, e di seguire rigorosamente tutte le misure di contenimento”, ha sottolineato Janša.

PRESIDIARE I CONFINI FVG. "Con la Slovenia che certifica una situazione difficile sul contenimento del virus stabilendo ulteriori chiusure è illogico pensare di non prendere misure altrettanto severe con clandestini che attraversano i Balcani per giungere sul nostro territorio, già provato, privi di qualsiasi garanzia di carattere sanitario: se già è intollerabile l'immigrazione clandestina in tempi normali, oggi non è proprio concepibile". Lo afferma l'assessore regionale alla Sicurezza, Pierpaolo Roberti, chiedendo al Governo di "chiudere valichi minori e schierare l'esercito sulla fascia confinaria, formando un cordone di sicurezza per fermare e respingere chiunque passi da clandestino in modo da tutelare il Friuli Venezia Giulia e l'intero nord Italia".

“Quando, nel marzo scorso, l’epidemia cominciò a diffondersi nel nostro Paese la Slovenia non esitò a chiudere unilateralmente i confini con l’Italia, talvolta con modalità da guerra fredda. Ovviamente solo in entrata, permettendo, invece, il transito di migranti. Ora che la diffusione del Covid torna a crescere nuovamente coinvolgendo prepotentemente anche la Slovenia verrebbe voglia di chiedere al governo italiano la chiusura dei confini con la Slovenia. Ma non lo faremo: ci basterebbe che il governo di Lubiana, impegnato nel contrasto alla pandemia, trovasse l’umiltà di ammettere la forzatura del marzo scorso e rafforzasse i controlli sui transiti della rotta balcanica", scrive in una nota la deputata e coordinatrice di Forza Italia Fvg Sandra Savino.

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