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Nessuna incompatibilità per il presidente Zanin

Lo ha stabilito la Giunta delle Elezioni, riunitasi oggi a Trieste

Nessuna incompatibilità per il presidente Zanin

La Giunta delle Elezioni, riunitasi oggi a Trieste, ha preso atto che, nel rispetto dell'autonomia regionale e per quanto di sua competenza statutaria relativamente alle verifiche connesse alla Lr 21/2004 (Determinazione dei casi di ineleggibilità e incompatibilità relativi alla carica di consigliere regionale e di membro della Giunta regionale), non sussistono cause di incompatibilità tra la carica elettiva di consigliere che ricopre il presidente del Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia, Piero Mauro Zanin, e la funzione di direttore generale che egli stesso svolge nell'azienda di servizi Mtf srl di Udine.

Tale verifica di compatibiltà, è stato precisato, era già stata ottemperata a inizio legislatura e, nell'occasione, Zanin aveva regolarmente segnalato il proprio incarico in ambito Mtf.

Dalla relazione esposta alla Giunta dal segretario generale dell'Assemblea legislativa, Franco Zubin, per soddisfare la richiesta pervenuta dal consigliere regionale Roberto Cosolini (Pd), è emerso che eventuali cause di incompatibilità (dubbio se ruolo dg è considerato gestionale o verticistico) potrebbero essere contemplate solo da una norma statale, il decreto legislativo 39/2013 (Disposizioni in materia di inconferibilità e incompatibilità di incarichi presso le pubbliche amministrazioni e presso gli enti privati in controllo pubblico), ma spetta all'azienda e non al Consiglio regionale operare le necessarie verifiche limitatamente a quanto riguarda il prosieguo o meno dell'attività in ambito Mtf.

Nel corso della riunione odierna, la Giunta delle Elezioni ha anche convalidato la nomina a consigliere regionale del subentrante Walter Zalukar, rimandando all'Aula la prevista ratifica.

"La posizione del presidente Zanin è stata in parte chiarita in Giunta delle Elezioni dal segretario generale, ma attendiamo ulteriori comunicazioni. Il segretario ci ha illustrato una relazione, corredata da una corposa documentazione, che ritiene la posizione di Zanin regolare dal punto di vista dell'istituzione ai sensi della legge regionale. Esamineremo relazione e documenti e attendiamo che si sciolga il nodo della possibile incompatibilità ai sensi della norma nazionale". A dirlo in una nota è Cosolini, intervenendo a margine della seduta odierna della Giunta delle Elezioni riunita a seguito della richiesta di convocazione urgente, firmata dallo stesso esponente dem, per valutare eventuali cause di incompatibilità sopraggiunte a carico del presidente del Consiglio regionale in merto a un suo incarico come direttore generale di Mtf, società a capitale pubblico.

"Secondo quanto comunicato e documentato dal segretario generale - afferma Cosolini - le posizioni di Zanin sono state segnalate agli uffici, dallo stesso, contestualmente all'atto di accettazione dell'incarico di consigliere regionale. L'esame della sua posizione nella società Mtf, dal punto di vista del segretario generale, non ha elementi di incompatibilità ai sensi della normativa regionale, in quanto l'Ausir, che è l'Autorità pubblica che detiene rapporti con Mtf, non sarebbe a rigore di diritto un ente regionale".

"Il segretario generale - spiega ancora l'esponente di opposizione - ha inoltre esaminato la normativa nazionale (il decreto legislativo 39 del 2013) e quindi segnalato alla Mtf l'esistenza di una possibile incompatibilità ai sensi del Dlgs. Ha inoltre chiarito che non spetta alla Giunta delle elezioni intervenire sulla normativa nazionale, ma che la competenza per rimuovere eventuali incompatibilità sarebbe in capo alla società stessa".

"A integrazione di questo - evidenzia ancora Cosolini - proprio il presidente Zanin ha comunicato che il Consiglio di amministrazione di Mtf si appresta a esaminare questa situazione e, in caso si rilevino incompatibilità, a rimuoverle. A noi non resta che attendere questo ulteriore passaggio per fare definitivamente chiarezza e chiudere una questione che, magari, andava approfondita prima e che non può restare sospesa in quanto ne va della credibilità di un'intera istituzione".

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