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No al Fondo straordinario ai Comuni

Il Consiglio regionale boccia la proposta di legge per il sostegno finanziario alle piccole Amministrazioni

No al Fondo straordinario ai Comuni

Il Consiglio regionale ha bocciato la proposta di legge 87 relativa all'istituzione del Fondo regionale straordinario propedeutico al sostegno finanziario, limitatamente ai Comuni fino a 5.000 abitanti, per il sollievo degli oneri derivanti dai rimborsi connessi ai permessi lavorativi dei sindaci nell'emergenza epidemiologica da Covid-19. La mancata approvazione dell'articolo 1 della norma, successiva a quella del primo dei quattro emendamenti complessivi proposti dagli stessi promotori (ossia, la modifica da 5.000 a 10.000 del monte abitanti per i Comuni interessati dal provvedimento), ha provocato anche il decadimento degli altri tre articoli e conseguentemente dell'intera pdl.

Il documento era stato illustrato all'Aula da Cristiano Shaurli (Pd), primo firmatario della pdl 87 e affiancato dall'intero gruppo regionale del Partito democratico (Sergio Bolzonello, Igor Gabrovec, Diego Moretti, Franco Iacop, Mariagrazia Santoro, Chiara Da Giau, Enzo Marsilio, Nicola Conficoni, Roberto Cosolini e Francesco Russo), insieme ai consiglieri Furio Honsell (Open Sinistra Fvg), Tiziano Centis e Simona Liguori (Cittadini).

Scopo del provvedimento era quello di creare uno strumento legislativo per istituire un fondo regionale temporaneo a supporto dei Comuni per i rimborsi nei confronti dei datori di lavoro dei sindaci, qualora si trattasse di dipendenti e beneficiari di permessi retribuiti. "Durante l'emergenza epidemiologica da Covid-19, i sindaci - ha ricordato Shaurli - si sono distinti in prima linea in quanto a operosità, senso delle istituzioni e grande attaccamento al territorio, diventando autentici riferimenti per le comunità. Ora si trovano nella situazione di garantire la presenza al servizio dei propri Comuni, ma anche di giustificare l'assenza dal luogo di lavoro".

"La difficoltà, in particolare per i Comuni di minori dimensioni, risiede quindi nella concreta mancanza di disponibilità finanziarie per coprire questi oneri. Un impegno che forse vale poco dal lato economico, ma che invece - ha aggiunto il rappresentante dem - rappresenta un segnale molto importante".

In sede di discussione generale, l'assessore Fvg alle Autonomie locali, Pierpaolo Roberti, ha spiegato che "al momento non siamo ancora in grado di stabilire i numeri per l'Assestamento perché non conosciamo ancora i Patti finanziari con lo Stato. L'unico tesoretto messo da parte è proprio quello relativo all'aumento delle indennità per i sindaci. Quindi, indipendentemente dalla cifra ritenuta necessaria dalla pdl - 200mila euro per l'anno 2020 a valere sulla previsione della spesa del bilancio del biennio 2020-22, ndr - non posso in questo momento dire di sì. Piuttosto, propongo di rinviarla alla Commissione competente per poi ripresentarla quando avremo le idee più chiare".

Una proposta respinta da Shaurli, anche alla luce del mancato passaggio della norma in sede di V Commissione permanente che aveva costituito argomento di discussione nelle fasi iniziali del dibattito. In tale frangente, il capogruppo della Lega, Mauro Bordin, aveva sottolineato di ritenere il provvedimento sotto esame "non necessario, né tantomeno urgente. Finora, infatti, nessuno mi ha sottoposto questa esigenza".

Posizione opposta, invece, quella dei dem Moretti e Iacop, mentre Honsell ha aggiunto che "anche in qualità di vicepresidente della V Commissione, mi rammarico per il fatto che non si sia trovato il tempo per un approfondimento. Questa pdl, tuttavia, ha una valenza superiore alla stessa creazione del fondo e al suo impatto economico".

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