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Province, arrivano i commissari a Gorizia e Trieste

La Regione ha dato il via all’ultima fase della riforma che prevede la loro soppressione

Province, arrivano i commissari a Gorizia e Trieste

Hanno esattamente 150 di vita, essendo state costituite all’indomani dell’annessione al Regno d’Italia, ma hanno ormai le ore contate. Parliamo delle Province del Friuli Venezia Giulia. Il 1° dicembre si apre l’ultima fase prevista dalla riforma dello statuto regionale. La giunta guidata da Debora Serracchiani (nella foto) ha deliberato il commissariamento di quelle di Gorizia e di Trieste. I due commissari, entrambi dirigenti della regione, sono Pierpaolo Martina per l’ente isontino e Gianluca Dominutti per quello giuliano. Avranno tempo fino al 30 settembre del prossimo anno per completare il passaggio di competenze, beni e anche personale alla Regione stessa e alle Uti, ovvero le Unioni territoriali comunali.

Il passaggio di consegne in alcuni casi però si sta rivelando più difficile del previsto, come spiega la presidente uscente di Trieste Maria Teresa Bassa Poropat.

“Credo che la stessa Regione abbia sottovalutato la complessità del trasferimento di funzioni – ha dichiarato – sono tanti gli atti ancora in itinere e, nel nostro caso, pesa anche il fatto che l’Uti giuliana non è ancora stata costituita”.

Dal 1° dicembre Bassa Poropat quindi termina il mandato, ma non l’impegno politico: continuerà a sedere infatti in Consiglio comunale tra i banchi dell’opposizione, unica rappresentante della lista civica a supporto dell’ex sindaco Roberto Cosolini.

Storia simile a Gorizia dove il presidente Enrico Gherghetta, dopo 18 anni da amministratore pubblico, tornerà a essere un funzionario tecnico dell’Enel.

Qui il passaggio di carte è a buon punto, ma Gherghetta, esponente del Pd, punta l’attenzione su come verrà utilizzato l’avanzo libero accumulato dall’ente, che ammonta a 6/7 milioni di euro.
“Credo debba rimanere sul territorio - raccomanda il presidente uscente - e a determinarlo saranno scelte politiche piuttosto che tecniche”.

Pordenone ha anticipato tutte essendo guidata dallo scorso luglio dal commissario liquidatore Annamaria Pecile per mancanza di una maggioranza nel consiglio provinciale indicato dai Comuni.
La giunta regionale interviene anche sulla Provincia di Udine, guidata dal leghista Pietro Fontanini, che, unica in regione, sopravvive fino a scadenza naturale nel 2018. Infatti, è stato nominato un commissario ad acta, nella persona della dirigente regionale Anna D’Angelo, per il trasferimento delle competenze su istruzione e strutture scolastiche che palazzo Belgrado non aveva voluto cedere chiedendo invece di prolungare la gestione fino al termine delle lezioni a giugno del 2017.

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