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Quale ri-partenza per il Fvg?

Categorie economiche a confronto con Tajani, Gelmini, parlamentari e assessori regionali Forza Italia

Quale ri-partenza per il Fvg?

Sostenere e valorizzare le imprese duramente colpite dalla crisi, colmare i ritardi infrastrutturali materiali e immateriali di cui ancora soffre il Fvg (alta velocità e banda larga su tutte), non sprecare per ragioni ideologiche gli aiuti offerti dall’Europa, prestare attenzione alle ambizioni egemoniche della Cina. Queste le priorità emerse nel corso del webinar “Fvg, quale ri-partenza?” organizzato da Forza Italia Friuli Venezia Giulia al quale hanno partecipato il vicepresidente di Forza Italia Antonio Tajani e la presidente dei deputati azzurri Mariastella Gelmini.

Attorno al tavolo virtuale il presidente di Confindustria Alto Adriatico Michelangelo Agrusti, il presidente di Confcommercio Venezia Giulia Antonio Paoletti, il presidente di Confesercenti Fvg Mario Marini e il vicepresidente di Confartigianato Fvg Silvano Pascolo, i presidenti regionali di Confagricoltura e Coldiretti Philip Thurn Valsassina e Michele Pavan, la presidente di Federalberghi Fvg Paola Schneider e quello di Confedilizia Paolo Scalettaris, la direttrice di Confapi Fvg Lucia Cristina Piu. E ancora, il vicepresidente di Confindustria Udine Fabrizio Cattelan e per Confcommercio Udine Alessandro Tollon. Sono intervenuti anche l’assessore regionale Sergio Emidio Bini, il vicepresidente della Regione Riccardo Riccardi e il senatore Franco Dal Mas.

“Nel dna di Forza Italia – ha ricordato Gelmini – c’è il confronto con i corpi intermedi. Abbiamo raccolto proposte delle associazioni di categoria provando a incidere con i nostri emendamenti, riuscendo a farlo in alcuni casi. I provvedimenti del governo non sono improntati a un vero rilancio”, ha concluso la capogruppo azzurra a Montecitorio.

“Senza l’impresa non si crea lavoro. Non serve una politica assistenzialista o il reddito di cittadinanza, ma riforme, meno tasse e risorse da spendere”, ha detto Tajani, cogliendo l’occasione per mettere in guardia dalle mire della Cina sull’economia nazionale e sottolineando l’utilità del Mes: 764 milioni per il solo Fvg da destinare al potenziamento e all’ammodernamento della sanità regionale.

Concetti ribaditi anche dalla coordinatrice regionale di Forza Italia Fvg Sandra Savino, che ha anche messo in evidenza l’efficacia delle misure adottate dalla Regione a differenza di quelle nazionali e indicato come priorità l’istituzione delle Zone franche urbane per risolvere la situazione di svantaggio economico delle fasce di confine e lo stop al versamento da parte del Fvg delle risorse previste nell'ambito della partecipazione della Regione al risanamento della finanza pubblica.

I rappresentanti delle categorie economiche hanno esposto le priorità di ciascun comparto, manifestando apprezzamento per gli interventi della Regione e sottolineando una unanime insoddisfazione per le misure adottate dal governo.

“Adesso o mai più”: questo l’appello di Michelangelo Agrusti, presidente Confindustria Alto Adriatico, riferito alle grandi infrastrutture, ma anche rispetto ai fondi per la crescita del capitale umano e su altri temi. Anche secondo Fabrizio Cattelan, vicepresidente Confindustria Udine, “indebitare le aziende non è una soluzione”. Silvano Pascolo, vicepresidente Confartigianato FVG: “Bene gli incentivi dati dalla Regione, il nodo futuro è rilanciare le attività. La palla al piede della burocrazia dopo il Covid è diventata un macigno”. Un invito alla sburocratizzazione del sistema è giunto pure da Philip Thurn Valsassina,presidente di Confagricoltura FVG, osservando che “spesso si dimentica che l’attività agricola è un’attività imprenditoriale: sul piano regionale, dobbiamo riuscire a esportare i nostri prodotti”. Paola Schneider, presidente Federalberghi Fvg, ha annunciato: “Vogliamo presentare un progetto per la rinascita del settore alberghiero. Ci accusano di avere alberghi obsoleti, vogliamo ristrutturarli alzando il livello della nostra offerta, aiutando soprattutto i piccoli alberghi, i più resilienti e radicati nel territorio”.

Dettagliata l’analisi di Alessandro Tollon (Confcommercio Udine) sulla crisi del turismo regionale dovuta all’emergenza Covid-19: “Se vogliamo ripartire nel comparto turistico – ha suggerito - dobbiamo lavorare su tedeschi e austriaci, che rappresentano dal 35 al 50 per cento delle presenze nelle nostre località turistiche ma non sono ancora arrivati, come anche i cittadini lombardi, i primi per arrivi dal resto d’Italia. Al momento stanno facendo i numeri soltanto i pendolari”. Antonio Paoletti, presidente Confcommercio Venezia Giulia, ha parlato dei progetti in campo per il rilancio, grazie a sgravi e incentivi. Numerose le necessità del settore agricolo espresse da Michele Pavan, presidente di Coldiretti Fvg: “E’ fondamentale riattivare i voucher, realizzare infrastrutture che consentono l’alta velocità per portare i nostri prodotti sulle piazze europee, costruire bacini per accumulare l’acqua a fronte dei cambiamenti climatici, garantire fondi per assicurare la banda larga alle aziende agricole. Sollecitiamo la Regione e il governo a intervenire affinché non si riducano i fondi della Pac”.

Paolo Scalettaris, presidente Confedilizia Fvg, ha denunciato un’iniziativa ritenuta “ingiusta e disastrosa per i proprietari di immobili: la sospensione generalizzata degli sfratti sino al 31 dicembre”. Lucia Cristina Piu, direttrice di Confapi Fvg, ha indicato: “Abbiamo bisogno di imprese strutturate. Solo attraverso lo sviluppo del sistema industriali si avrà lo sviluppo del sistema Paese. Auspichiamo un percorso con la Regione, anche attraverso le sue partecipate, per far crescere le imprese, anche attraverso le aggregazioni delle stesse”.

“Chiediamo - così Mario Marini, presidente di Confesercenti Fvg - di riportare la politica dentro le piccole imprese, affinché siano supportate da una strategia, che manca a livello nazionale, mentre la Regione FVG è virtuosa. Politica e imprese devono tornare vicine”.

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