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Referendum, Open Fvg si schiera per il 'no'

"Una riduzione di quasi il 40% della rappresentanza democratica avrà effetti particolarmente gravi nelle Regioni plurilingui come il Friuli Venezia Giulia"

Referendum, Open Fvg si schiera per il 'no'

"Open Fvg sosterrà convintamente le posizioni del 'no' al referendum per il taglio dei parlamentari e conseguentemente si attiverà per contribuire alla campagna elettorale sia autonomamente, sia nell'ambito dei comitati per il no in via di costituzione", dichiarano Furio Honsell e Giulio Lauri. "Siamo convinti, infatti, che una riduzione di quasi il 40% della rappresentanza democratica possa avere un contraccolpo pesante sull’efficienza del Parlamento e possa ridurre le possibilità di scelta e il livello stesso della partecipazione democratica in questo paese. Questa limitazione avrebbe effetti particolarmente gravi nelle Regioni plurilingui come il Friuli Venezia Giulia, dove in assenza di una legge che tuteli la rappresentanza parlamentare delle minoranze culturali e linguistiche, la comunità slovena negli ultimi anni ha potuto garantire con fatica via via crescente la presenza di una propria voce in Parlamento, anche per effetto di leggi elettorali che hanno progressivamente forzato il sistema in senso maggioritario".

"Come Open Fvg riteniamo esista un problema di qualità della classe politica, ma questo non si risolve con i tagli lineari alla rappresentanza, ma con leggi elettorali pensate per consentire all’elettore di scegliere i propri eletti in aderenza alle proprie convinzioni politiche e alla propria condizione socioculturale e con riforme che valorizzino l’operato parlamentare restituendo una nuova centralità all’istituzione sede della sovranità popolare", spiegano ancora Honsell e Lauri.

"Nelle democrazie industriali avanzate, pluraliste e complesse come la nostra una non precisata evoluzione verso un sistema elettorale esasperato in senso maggioritario come risulterebbe dall'introduzione di una nuova soglia di sbarramento de facto come risulterebbe dal taglio dei parlamentari non è utile e neppure auspicabile. Abbiamo bisogno di livelli di mediazione tra esigenze, valori e sensibilità diverse, abbiamo bisogno di un sistema che valorizzi l’innovazione per fronteggiare le sfide globali del nostro presente e questo non si può ottenere demolendo le basi organizzative del pluralismo politico e favorendo meccanismi decisionali che potrebbero aprire la strada a un Parlamento sempre meno rappresentativo della complessità della società italiana", conclude la nota di Open Fvg.



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